1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO
Il volume e acquistabile presso tutte le librerie, oppure si può chiedere alla Casa Editrice (ordini@nuovacultura.it) o all'Istituto del nastro Azzurro (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

1866 Il Combattimento di Londrone

ORDINE MILITARE D'ITALIA

ORDINE MILITARE D'ITALIA
CAVALIERE DI GRAN CROCE

Collana Storia in Laboratorio

Il piano editoriale per il 1917 è pubblicato con post in data 12 novembre 2016

Per i volumi pubblicati accedere al catalogo della Società Editrice Nuova Cultura con il seguente percorso:
www.nuovacultura.it/catalogo/collanescientifiche/storiainlaboratorio

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014
Collana Storia in Laboratorio . Scorrendo il blog si trovano le indicazioni riportate sulla quarta di copertina di ogni volume. Ulteriori informazioni e notizie possono essere chieste a: ricerca23@libero.it

Testo Progetto Storia In Laboratorio

Il testo completo del Progetto Storia in Laboratorio è riportato su questo blog alla data del 10 gennaio 2009.

Si può utilizzare anche la funzione "cerca" digitando Progetto Storia in Laboratorio.

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La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011

La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011
Direttore della Collana: Massimo Coltrinari. (massimo.coltrinari@libero.it)
I testi di "Storia in Laboratorio"
sono riportati
sul sito www.nuovacultura.it
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sabato 31 maggio 2014

Minoranze al tempo dello “scontro di civiltà”. Modelli di multiculturalismo e dialogo,

Le migrazioni sono sempre state presenti nella storia dell’umanità, generando una miriade di situazioni differenti: incontri e scontri, assimilazioni e convivenze, sincretismi e nuove etnogenesi.
Sebbene la storia antica sia già stata testimone di colossali spostamenti di popolazioni, il fenomeno si è velocizzato esponenzialmente negli ultimi secoli e soprattutto decenni a causa della globalizzazione e dei nuovi mezzi di trasporto. Si sono così venute a creare, spesso all’interno dei medesimi paesi, una pluralità di situazioni: minoranze etniche, linguistiche o religiose “storiche”, o acquisite grazie a più recenti variazioni di confine; comunità allogene create o ingrossate dai nuovi flussi migratori di massa; revivalismi culturali di componenti etniche (anche maggioritarie) emarginate.
Tutti questi fenomeni si confrontano oggi col modello dello “scontro di civiltà”, e coi tentativi di sanarlo tramite il dialogo tra civiltà, il multiculturalismo e altre soluzioni.
L’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) organizza, al fine di discutere tale tematica dal punto di vista pratico e teorico, politico e scientifico, l’incontro Minoranze al tempo dello “scontro di civiltà”. Modelli di multiculturalismo e dialogo, 
presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Camera dei Deputati), in Via Poli 19 a Roma, mercoledì 4 giugno 2014 alle ore 9.00.
La locandina col programma completa è scaricabile cliccando qui.
Per prendere parte all’evento è necessario registrarsi, entro le ore 12 di lunedì 2 giugno, tramite il formulario dei contatti, comunicando nome, cognome, indirizzo e-mail di ciascun partecipante. Nei locali della Camera dei Deputati per i signori uomini sono obbligatori la giacca e la cravatta.
Programma
Ore 9.00 – Registrazione dei partecipanti
Ore 9.15 – Saluti e introduzione
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati, Capogruppo Minoranze linguistiche)
Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente)
Ore 9.30 – Comunicazioni:
Le minoranze etno-linguistiche storiche in Italia
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati)
Minoranze e modelli di cittadinanza dell’Italia delle migrazioni
Dott. Corrado Bonifazi (IRRPS-CNR)
I diritti delle popolazioni indigene nella regione artica
Dott.ssa Alessandra Caruso (IsAG)
Movimenti e conflitti etnoterritoriali in Europa. Tendenze, caratteristiche e ambivalenze
Prof. Adriano Cirelli (Università Internazionale Telematica Uninettuno)
“Non-cittadini”: il caso delle minoranze russe nel Baltico
Dott. Dario Citati (IsAG)

venerdì 23 maggio 2014

Elezioni Europee: una data importante

Elezioni europee
Sbarco europeo per il faccia a faccia TV
Giampiero Gramaglia
22/05/2014
 più piccolopiù grande
Avete presente i dibattiti presidenziali negli Stati Uniti, quelli che dal 1960 decidono quasi sempre chi andrà alla Casa Bianca? La tensione dei candidati? La maniacale minuta precisione di regole e conduttori? Le decine di milioni di spettatori, che solo il SuperBowl ne fa di più negli Usa? Bene: qui è un’altra cosa.

Dibattiti televisivi tra leader europei
I dibattiti presidenziali nell’Unione europea (Ue) non sono - per ora - nulla di tutto questo: share dell’audience da prefisso telefonico, diffusione confinata su reti minori, gestione dei tempi a volte un po’ caotica, l’intreccio delle lingue a complicare il tutto.

Se li fai in inglese, penalizzi chi, come il greco Alexis Tsipras, non si sente a suo agio in quella lingua; se li fai che ciascuno parla la sua, devi affidarti agli interpreti, la voce che arriva al pubblico non è l’originale, le frasi perdono fluidità, la percezione dei personaggi non è né immediata né piena.

Eppure, con tutti i loro limiti, i dibattiti in diretta tv, corollario delle candidature alla presidenza della Commissione europea, sono stati la vera novità mediatica di questa campagna elettorale europea, anche se i protagonisti non hanno mostrato l’aggressività dialettica che, spesso, fa la forza dei confronti americani.

Assente, pure, la retorica positiva in stile Usa: “Non voglio un’Europa che sogna”, sono state le prime parole del candidato del Partito popolare europeo (Ppe), Jean Claude Juncker. Negli Stati Uniti, gli avrebbero spento le tv in faccia; qui non è successo, anche perché di televisori accesi ce n’erano pochi.

Difficile dire quanto i dibattiti abbiano pesato sui pronostici di questa vigilia. L’ultimo rilevamento comparato europeo, diffuso il 20 maggio, dà i popolari -217- in calo rispetto al Parlamento uscente, ma in vantaggio d’una quindicina di seggi sui socialisti -201, in leggerissima ascesa.

La terza forza sono la galassia degli ‘euro-scettici’ di destra, xenofobi, anti-euro, separatisti, che però a Strasburgo non faranno massa unica. Poi, i liberali, la sinistra radicale euro-critica, i conservatori. Ppe e Partito socialista europeo (Pse) insieme avranno la maggioranza dei 751 seggi.

Verhofstadt vincitore mediatico
Nell’arco dei tre dibattiti, il primo da Maastricht il 28 aprile - regia EuroNews -, il secondo da Firenze il 9 maggio - regia RaiNews -; il terzo da Bruxelles il 15 maggio - regia Eurovision e audience molto maggiore degli altri -, il migliore è stato l’ex premier belga Guy Verhofstadt, liberale, federalista, che rivendica alla Commissione un ruolo pilota dell’integrazione europea e contesta il presidente uscente Manuel Barroso per l’abitudine di telefonare a Berlino ed a Parigi prima di decidere che fare.

A Maastricht, Verhofstadt aveva vinto di misura e senza convincere, un 6 pieno, con un 6- agli altri. A Firenze, aveva vinto a mani basse: in termini ciclistici, visto che è in corso il Giro d’Italia, era già sotto la doccia quando sono arrivati gli altri. A Bruxelles, s’è limitato a controllare.

I due favoriti, Juncker, ex premier lussemburghese ed ex presidente dell’Eurogruppo, e il socialista Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo,Pe, sono stati soprattutto attenti a non farsi male l’un l’altro e a non inciampare in qualche gaffe: federalismo, eurobond, solidarietà erano parole per loro scivolose.

Impegnati a marcarsi a vicenda e preoccupati di non sciorinare le differenze, Schulz e Juncker si sono spesso impelagati nei tecnicismi più ostici della costruzione europea (il ‘modello comunitario’ contrapposto al ‘sistema inter-governativo’, l’intreccio dei poteri delle Istituzioni, i vincoli dei Trattati).

Così, mentre Schulz e Juncker traccheggiavano, Verhofstadt tirava diritto, in sella al cavallo di battaglia di una Commissione europea che non sia segretariato del Consiglio dei Ministri dell’Ue, cioè cane da riporto dei Governi dei 28, ma che guidi il processo d’integrazione, come avveniva ai tempi, ormai mitici, di Jacques Delors (e un pochino pure sotto la presidenza di Romano Prodi).

Forte di una sua linea, e di una legittimità conferitagli dall’indicazione popolare e dall’investitura del Pe, il presidente dell’Esecutivo di Bruxelles dovrebbe guidare l’Ue a rilanciare crescita e occupazione.

Tsipras spariglia le carte senza fare il botto
Quanto agli outsiders, i verdi Ska Keller - al primo e al terzo - e José Bové - al secondo - hanno fatto la loro parte, portando lei freschezza e lui aggressività. All’ultimo giro, ha esordito Tsipras, campione della sinistra euro-scettica, che ha (un po’) sparigliato le carte, senza, però, fare il botto.

Tsipras, l’unico senza cravatta, strizza l’occhio al voto italiano: chiama in causa Juncker, che c’era, per il vertice di Cannes dove, dice, dietro le quinte furono rovesciati due governi democraticamente eletti, il greco e l’italiano - un’eco delle polemiche sul complotto di questi giorni -; e cita l’impegno dei giudici contro la mafia.

Ma se c’è un po’ d’Italia nel dibattito europeo, è pure merito, anzi demerito, di Silvio Berlusconi: con la sua campagna anti-tedesca e anti-Schulz, diventa l’‘uomo nero’ del primo confronto. Dove tutti lo evocano e lo criticano, tranne Schulz che può permettersi d’ignorarlo. Juncker tradisce l’imbarazzo dei popolari per quell’alleato scomodo e invadente, che però non cacciano perché, senza Forza Italia, non sarebbero più la prima forza del Pe.

Elezione presidente della Commissione 
Su un punto sono tutti d’accordo: la scelta del presidente della Commissione dovrà avvenire nell’ambito dei candidati, dal cappello a cilindro dei capi di Stato o di governo dell’Ue non potrà uscire un nome a sorpresa. Persino Juncker, di gran lunga il meno spericolato, dice: “Se non sarà uno di noi, nel 2019 non andrà più a votare nessuno, perché gli elettori si sentiranno presi in giro”.

Recitano un copione?, o sono davvero convinti? Intanto, è già chiaro che non saranno brevi i tempi di decisione sul presidente della Commissione, dopo le elezioni del 25 maggio. E anche i giochi che parevano già delineati potrebbero riaprirsi, nell’Unione e pure in Italia.

Giampiero Gramaglia è consigliere per la comunicazione dello IAI.
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mercoledì 21 maggio 2014

Roma: Incontro al Centro Russo il 27 maggio 2014

Giornate della cultura osseta presso il Centro Russo di Scienza e Cultura

Il 27 maggio 2014 alle 19:00 presso il Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma in occasione delle giornate  della cultura osseta si terrà l’anteprima europea del film “Beslan. Memoria.” del regista Vadim Zalikov, girato in Russia, Belgio, Germania ed Italia. A seguire, l’incontro con il regista ed il cast.
La serata continuerà con l’inaugurazione della mostra degli artisti osseti “Arv-Art”, che rappresenta i pittori provenienti dall’Ossezia del Nord - Alania, Ossezia del Sud, Belgio e Francia.
L’iniziativa delle giornate dedicate alla cultura osseta in Europa è stata ideata dall’associazione internazionale senza fini di lucro “Renaissance Sandidzan” (Belgio) e quest’anno è giunta alla sua quarta edizione. L’evento è stato organizzato con il sostegno del governo della Repubblica dell’Ossezia del Nord - Alania, del Ministero degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud, dell’Associazione internazionale delle comunità ossete “Rinascita”.
Le giornate della cultura osseta si svolgono inoltre in Belgio, Ungheria, Paesi Bassi, Turchia e Francia.
Осетия


Дни осетинской культуры в РЦНК

27 мая в 19:00 в Российском центре науки и культуры в Риме в рамках  Дней осетинской культуры состоится европейская премьера фильма Вадима Цаликова «Беслан. Память», съемки которого проходили в России, Бельгии, Германии и Италии, а также творческая встреча с автором кинокартины и актерами.
Вечер продолжится открытием выставки осетинских художников «Арв-Арт», проживающих в Северной Осетии-Алании, Южной Осетии, Бельгии и Франции.
Международная некоммерческая ассоциация «Renaissance Sandidzan» (Бельгия) уже четвертый год проводит «Дни осетинской культуры в Европе». Мероприятие организовано при поддержке Правительства Республики Северная Осетия-Алания, Министерства иностранных дел Республики Южная Осетия, Международной ассоциации осетинских обществ «Возрождение». Дни осетинской культуры проходили также в Бельгии, Венгрии, Нидерландах, Турции и Франции.
Осетия
-- 

Centro Russo di Scienza e Cultura
Piazza Benedetto Cairoli, 6
00186 Roma
tel.39 0688816333

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venerdì 16 maggio 2014

Aprilia: due articoli di Elisa Bonacini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:


Gentilissimi ,

Vi riporto quanto inviato come comunicato stampa a diverse testate on-line.

ed i link di quelle che hanno già pubblicato la notizia.




Distinti saluti,

Elisa Bonacini

martedì 13 maggio 2014

Prossima Pubblicazione. Volume n. 10 della Collana. La Bibliografia

  Volume n. 10 della Collana Storia in Laboratorio


Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso

Il Corpo Italiano di Liberazione e Ancona

Il passaggio del fronte-giugno-luglio1944

Bibliografia.

==, ==, Diario Storico Militare del Corpo Italiano di Liberazione, Giugno, Luglio, Agosto 1944, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1944.
==, ==, Partecipazione Marche, Rivista. 10. Numero speciale, 15 novembre 1977, Ancona, Regione Marche.
==,==, La Partecipazione delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione ed alla Resistenza. 8 settembre 1945 – 8 maggio 1945, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 2003.
AA, AA., L’agonia dello zuccherificio, in Jesi e la sua valle, n. 16, 1970
AA. AA., Il Piave. Giornale-settimanale dei soldati Italiani con l’Ottava Armata, Raccolta Luglio 1944
AA.,AA., La Guerra di Liberazione. Scritti nel Trentennale., Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1979.
Abbruzzetti A., Diario di Guerra del Cav. Angelo Abbruzzetti, inedito
Appignanesi P., Bacelli D.,La Liberazione di Cingoli. 13 luglio 1944 e le altre pagine di storia cingolana, Cingoli, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Sezione di Macerata-Amministrazione Provinciale di Macerata-Comune di Cingoli, 1986.
Baducci F., ( a cura di) Il passaggio del fronte e gli uomini in guerra. Testimonianze, lettere, diari, documenti di Archivio, Polverigi, Scuola Media Polverigi, Comune di Polverigi, 2012
Balestra E., Diario parrocchiale di Santa Maria del Piano di Don Ezio Balestra, inedito
Bandini F., Il dirottamento del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) al settore adriatico. in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
Battaglia R., Storia della resistenza italiana, Torino, Einaudi, 1964
Bertolo G., L’ora della Liberazione, in Pesaro contro il fascismo, Urbino, Argalia, 1972,
Biegarìski S., ( a cura di), Dzialania 2 Korpusu we Wloszech, (Le operazioni del II Corpo in Italia), Londra, Komisja Historyczna 2-go Korpusu, 1963, Vol. I
Biegarìski, S., Ankona, Varsavia, Ksiazka i Wiedza, 1986
Bonci F., Diario 1944. Il passaggio del Fronte ad Osimo, in, “Il Secondo Risorgimento d’Italia”, Anno XIV, n.1, 2004
Boscardi E., “E il 7 giugno di sorpresa sfilarono gli Italiani – un episodio della Liberazione di Roma dimenticato dalla storia ufficiale”, in Il Tempo, Roma, 7 giugno 1984.
Boscardi E., L’entrata delle truppe italiane a Roma, in Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
Boscardi E., Toselli P., (a cura di), Le Divisioni Ausiliarie nella Guerra di Liberazione – Atti del Convegno di Studi, Lucca, 8, 9, 10 ottobre 1994, , Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1998.
Boscardi E., Toselli P., Grassi N. (a cura di), Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. – Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
Caglini C., Bombardamenti su Ancona e Provincia 1943-1944, Ancona, Cassa di Risparmio, 1983.
Camilletti M.G.,, ( a cura di) Raymonts Ellis. Memorie di un soldato inglese nelle Marche. Ancona, Affinità Elettive, 2010
Campana G., ( a cura di)  La battaglia di Ancona del 17-19 luglio 1944 e il II Corpo d’Armata Polacco , Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, 2002
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Campana G., Agosto 1944. Il II Corpo d’Armata Polacco a Senigallia,Ancona, Regione Marche, Museo della Liberazione di Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, Quaderni del Museo della Liberazione di Ancona n. 3,  2013
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Campanella E.,. Discorso Celebrativo Quarantennale della Liberazione di Jesi, Archivio Sergio Pivetta.
Campanella E., Monte Marrone: Cerniera tra il Primo Raggruppamento Motorizzato ed il Corpo di Liberazione in Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. – Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
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Ciacci A., Hoppe H. La 278° divisione di fanteria in Italia 1944-1945, in Jesi e la sua valle, Luglio 1964
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Coltrinari M., Coltrinari L., La ricostruzione e lo studio di un evento militare, Roma, Società Editrice Nuova Cultura, Università La Sapienza, 2009.
Coltrinari M., Giugno-Settembre1944. IL fronte in Italia diviene secondario nella strategia alleata. La conclusione del ciclo operativo del Corpo Italiano di Liberazione e le origini tecnico-operative dei gruppi di Combattimento, .in “Il Secondo Risorgimento d’Italia”, Anno XIV, n.1, 2004.
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Comune di Osimo, I giorni della liberazione. Corpo Italiano di Liberazione e Resistenza nell’Osimano, Osimo, Comune di Osimo Introduzione P. Polenta, 1974
Crapanzano E. (a cura di), Il Corpo Italiano di Liberazione. Aprile-settembre 1944. Narrazione-Documenti, Roma, Ministero della Difesa-Esercito, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1971, 2° Edizione,
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Fazi M., Pieroni I., 17 luglio 1944 E’ il giorno bramato della offensiva e della completa liberazione.. Giugno-Agosto 1944. Diari del passaggio del fronte di Osimo e Offagna, Offagna, 2002
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Fratesi M., Don Giulio racconta. L’impegno civile di don Giulio Giacconi, Agugliano, Comune di Agugliano (An), 2007
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Hoppe H., Die 278 infanterie division in Italien 1944/1945, Bad NAuheiem, Verlag Hans Henning Podzum, 1953
Jackson W.G.F., La battaglia d’Italia, Milano, Il Club degli Editori, 1970
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Orlandini P., Il contributo degli Osimani alla lotta di liberazione nazionale, Osimo, 1954
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Papini M., La Guerra e la resistenza nelle Marche, Atti del Convegno di Studi. Ancona. Sala Auditorium Fiera della Pesca 24-25 novembre 1994, Bologna, Editrice Clueb, 1995
Perabò P., Vertua Edoardo., Nulla è cambiato, Milano, M&B., 2000  
Politi A., Le dottrine tedesche di controguerriglia. 1936-1944, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1991
Piccinini G. ( a cura di), Atti del Comitato di Liberazione Nazionale (Luglio-Dicembre 1944), Ancona, Deputazione di Storia Patria per le Marche, Comune di Ancona, 2006
Ricchezza A., Il Corpo Italiano di Liberazione. Campagna d’Italia. Milano, Comune di Milano, 1963
Ricchezza A., Ricchezza G., L’ Esercito del Sud. Il C.I.L. dopo l’8 settembre, Milano, Mursia 1973
Sanfelice di Monteforte F., La Strategia. Antologia sul dibattito strategico ordinata per argomenti”, Genova, Rubettino, 2010.
Santarelli G., La battaglia di Filottrano, Filottrano, Cassa Rurale ed Artigiana, 1986
Senigalliesi A., Composizione sociale delle formazioni partigiane nella zona sud di Ancona, in Atti del Convegno di Studi. Ancona. Sala Auditorium Fiera della Pesca 24-25 novembre 1994, Bologna, Editrice Clueb, 1995
Senigalliesi A., Resistenza  Società nel basso Musone, Tesi di Laurea, Università di Bologna, Facoltà di Lettere e Filosofia, Anno Accademico 1994-1995
Smolinska M., Smolinski J., Il II Corpo d’Armata Polacco nella campagna d’Italia (1944-1945), Varsavia, Editore PAT Varsavia, 2008
Sparapani S., Rapporti tra Alleati e partigiani, in Atti del Convegno di Studi. Ancona. Sala Auditorium Fiera della Pesca 24-25 novembre 1994, Bologna, Editrice Club, 1995
Stefani F., La Storia e la Dottrina degli ordinamenti dell’Esercito Italiano, Dalla Guerra di Liberazione alla Arma Atomica Tattica, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Difesa, Ufficio Storico, 1987, Voll. III, Tomo I
Tasselli S.,  Ancora sulla 111a Compagnia Protezione Ponti in “Storia e Battaglie”, n. 65, gennaio 2007,
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domenica 4 maggio 2014

Immigrazione, MInoranza e il rapporto con lingua e dialetti

Preservazione delle lingue
Ue, dal multilinguismo al trilinguismo
Diego Zannoni
18/04/2014
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Le istituzioni Ue non hanno sempre applicato il principio del multilinguismo in modo coerente. Si pensi alla prassi recente di pubblicare i bandi di concorso solamente in inglese, francese e tedesco e di imporre una lingua a scelta fra queste per le prove.

Tale modus procedendi non godeva di alcun supporto normativo poiché tutte le lingue elencate nel regolamento Cee n. 1 del 1958 come successivamente modificato sono parimenti lingue ufficiali e di lavoro dell’Ue, e infatti i bandi in questione venivano annullati dagli organi giurisdizionali Ue su ricorso dell’Italia (ex pluribus sentenza della Corte di Giustizia 27 novembre 2012, causa C-566/10 P).

Tuttavia curiosamente, nonostante il tenore di tali sentenze che riaffermavano il multilinguismo e a panorama normativo immutato, lo European Personnel Selection Office (Epso) aveva continuato a prevedere nei bandi di concorso che le prove fossero svolte in inglese, francese o tedesco.

Già su queste basi veniva spontaneo chiedersi come il multilinguismo avrebbe potuto reggere di fronte ai successivi tentativi delle istituzioni Ue di ridurlo surrettiziamente ad un trilinguismo in virtù di deroghe sistematiche motivate da vaghe ragioni di celerità e di servizio.

Il trilinguismo concorsuale
Il primo marzo 2014 l’Epso ha introdotto le nuove “Disposizioni Generali Applicabili ai Concorsi Generali” che fissano inter alia il regime linguistico obbligatorio per i concorsi Ue e consacrano normativamente la preminenza dell’inglese, del francese e del tedesco sulle altre lingue ufficiali. Infatti “salvo indicazione contraria nel bando di concorso, la scelta della seconda lingua [in cui i candidati debbono svolgere le prove di concorso] è in genere limitata al francese, all'inglese o al tedesco”. È fatto salvo l’obbligo di motivazione che però con ogni probabilità si ridurrà ad una mera clausola di stile.

L’Epso evidentemente ha fatto breccia su alcuni punti della sentenza indicata la quale, annullando i bandi di concorso controversi, faceva comunque intendere che una eventuale motivazione contenuta nei bandi avrebbe potuto rendere legittima la restrizione della facoltà di scelta della lingua2. E motiva infatti tale restrizione facendo leva ad esempio sulle esigenze di servizio.

Profili di criticità delle Disposizioni Generali
L’imposizione del trilinguismo concorsuale da parte dell’Epso suscita non poche perplessità. In primis, il potere di dettare la disciplina linguistica dei concorsi Ue non è stato conferito all’Epso dalla decisione istitutiva 2002/620/CE né dalla successiva Decisione 2002/621/CE ed è anzi dubbio che le stesse istituzioni Ue dispongano di tale potere perché:
1) l’art. 6 del regolamento n. 1 conferisce loro il potere di stabilire mediante regolamenti interni le modalità applicative dello stesso in casi specifici. Una restrizione a tre lingue nei concorsi non costituisce una modalità applicativa, ma una deroga al principio della parità delle lingue e l’introduzione della stessa come regola per i concorsi non è uno caso specifico.
2) I concorsi si proiettano verso l’esterno delle istituzioni e quindi non sembrano sottoponibili al regime determinato dalle istituzioni nei loro regolamenti interni.

Ma il punto centrale è che i concorsi dovrebbero avere come obiettivo in primis la selezione di persone competenti per i posti che devono essere ricoperti. Poiché il requisito professionale è distinto da quello linguistico, il ruolo delle competenze linguistiche non dovrebbe essere espanso a danno delle competenze professionali del candidato.

E se proprio le esigenze di servizio imponessero una restrizione delle lingue di lavoro, sarebbe al più ragionevole che la competenza linguistica costituisse oggetto di una prova ad hoc, ferma la possibilità per i candidati di svolgere tutte le prove in qualsiasi lingua dell’Ue a scelta.

È vero che le Disposizioni Generali richiedono un livello di conoscenza solo soddisfacente e non approfondito per la lingua2 e da qui si potrebbe dedurre che si tratta di un requisito proporzionato.

Ma il fatto che tale lingua2 sia imposta per tutte le prove dei concorsi implica necessariamente che la conoscenza linguistica ne alteri i risultati e avvantaggi quindi i candidati anglofoni, francofoni e germanofoni che ben potranno scegliere come lingua2 la loro lingua madre poiché le Disposizioni Generali si limitano a stabilire che la lingua2 debba essere diversa dalla lingua1. Il tutto in violazione dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione.

Integrazione europea
Rimane da chiedersi quali siano le ragioni reali che abbiano condotto a favorire inglese, francese e tedesco a scapito di altre lingue ufficiali e di lavoro.

Non è dato sapere perché e da chi sia stato scelto il criterio di preferire le lingue più studiate come lingua straniera (Conclusioni dell’Avvocato Kokott, causa C-566/10 P).

Infatti, anche ammesso che sia stato davvero questo il metodo di selezione, l’adozione di altri criteri parimenti ragionevoli avrebbe portato a conclusioni differenti.

In realtà la scelta linguistica, lungi dall’essere dettata da esigenze di servizio, sembra riflettere e consolidare rapporti di forza secondo modalità incompatibili con il principio di uguaglianza che ha contraddistinto fin dall’origine il processo di integrazione europea.

Diego Zannoni, dottore di ricerca in diritto internazionale e dell’Unione Europea, già Arsenault Postdoctoral Fellow presso la McGill University di Montreal (Canada), è attualmente assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova.
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