venerdì 20 febbraio 2026
martedì 10 febbraio 2026
L'Infermiere nella Seconda Guerra Mondiale L'Onore del Dovere
Prof. Sergio Benedetto Sabetta
In questi freddi venti di guerra che aleggiano sulla Terra rinascono i ricordi e i racconti sulle guerre mondiali che travolsero l’Europa nel corso del Novecento, in particolare l’attività di infermiera di mia madre Mattiuzzo Rita Clementina e quello che mi raccontava.
Il 10 giugno del 1940 Mussolini dichiarava la guerra a Francia e Inghilterra, nel tentativo di potersi sedere da vincitore a fianco della Germania nella inevitabile Conferenza di pace che sarebbe seguita alla occupazione di Parigi.
Tuttavia il 14 giugno la flotta francese uscita da Tolone si presentò indisturbata innanzi a Genova e aprì il fuoco, causando pochi danni ma molto panico tra la popolazione, tanto che molte infermiere dell’Ospedale di S. Martino si dimisero rientrando nel basso Piemonte.
Caposala erano allora le suore rientranti nell’Ordine delle Figlie della carità di San Vincenzo de’ Paoli, dette pure affettuosamente per il loro grande copricapo inamidato “suore cappellone”, queste chiesero alle infermiere rimaste se conoscevano persone fidate senza timore, disposte ad assumere immediato servizio.
In quel tempo lavorava quale infermiera nel guardaroba, dove venivano sterilizzati e cuciti gli indumenti ospedalieri, la sorella di mia madre Serafina, che da giovane era stata in collegio dalle suore a San Gallo in Svizzera dove aveva imparato elementi di sartoria, al ritorno era stata inviata, su interessamento del parroco, all’Ospedale S. Martino di Genova.
Il nonno Raimondo, loro padre, era stato artigliere in territori in stato di guerra per circa 10 anni, dalla guerra di Libia alla Grande Guerra, fino a che con la rotta di Caporetto il fronte dal novembre 1917 al novembre 1918 si stabilizzò sul Piave, i territori e la casa che erano sul Piave tra Nervesa della Battaglia, ai piedi del Montello, ed Arcade furono devastati dai combattimenti e dai bombardamenti otre che saccheggiati, la nonna con i figli si rifugiò dal proprio padre a Paese (TV), qui nel marzo del 1918 nacque mia madre.
Il dopoguerra fu estremamente difficile, andata a lavorare a tredici anni in filanda, dopo quattro anni fu chiamata a Genova dalla zia, che avendo aperto un esercizio alimentare a Di Negro per i lavoranti del porto, aveva bisogno di aiuto, dopo un ulteriore periodo presso i marchesi Maineri, nel giugno 1940 su segnalazione della sorella fu assunta in prova ,quale generica, presso l’Ospedale di S. Martino.
I bombardamenti aerei si succedevano e sui tetti dei padiglioni erano dipinte delle grandi croci rosse per segnalare il ruolo sanitario di ospedale, l’ordine era di portare nei rifugi i ricoverati che venivano molte volte portati a spalla per le scale, ma di restare a loro fianco se si rifiutavano di scendere, finché un giorno venne centrato in un bombardamento un padiglione e i ricoverati con le infermiere e un dottore rimasero sotto le macerie, da allora l’ordine fu di lasciare soli i ricoverati che si rifiutavano di scendere ai rifugi fino al cessato allarme, il trasporto a mano dei malati comportò negli anni una grave scogliosi ed una borsite al ginocchio.
Da Corso Firenze dove le due sorelle abitavano, all’Ospedale vi era un collegamento con mezzi pubblici, ma molte volte la guerra imponeva un percorso a piedi che a partire dall’8 settembre 1943 poteva risultare pericoloso per i vari blocchi di controllo dei tedeschi o delle milizie della RSI, le infermiere venivano quindi dotate della fascia bianca con croce rossa al braccio al fine di potere superare eventuali controlli e il blocco del coprifuoco notturno.
I bombardamenti si susseguivano e con essi gli allarmi aerei, si dormiva con la valigia pronta per correre ai rifugi finché, verso la fine della guerra, la stanchezza era tale che talvolta si preferiva restare a casa rischiando, piuttosto che correre al rifugio dovendosi alzare per il turno lavorativo.
In un bombardamento fu centrato l’accesso di una galleria, il fumo e l’esplosione determinò una ondata di panico che fece riversare le persone all’uscita, ci furono decine di morti per schiacciamento e soffocamento, i corpi furono deposti sul piazzale delle camere mortuarie a S. Martino dove venivano i parenti per il riconoscimento. (La tragedia della Galleria delle Grazie, 23 ottobre 1942, circa 354morti)
Altre volte dopo un bombardamento particolarmente cruento, il percorso verso l’Ospedale era costellato dai corpi di coloro che erano rimasti sotto le bombe e dall’opera dei Vigili del Fuoco che cercavano di spegnere gli incendi, aprendo varchi tra le macerie in nuvoli di polvere.
Vi era una carenza cronica di beni alimentari e la loro distribuzione mediante tessera annonaria era insufficiente, tra l’altro nella guerra molti erano gli sbandati, in questo mia madre era stata assegnata al reparto tubercolosi nel padiglione più a nord, isolato per timore del contagio, la sorella le ricordava sempre di lavarsi le mani e di non toccarsi la bocca, un ulteriore elemento di ansia, le disposizioni prevedevano che tutto il cibo che avanzava nella distribuzione avrebbe dovuto essere gettato, ma a lei ed alle altre infermiere sembrava un affronto alla fame, quindi veniva distribuito clandestinamente ai poveri che affluivano attraverso una porticina di servizio aperta appositamente.
La suora Caposala lo venne a sapere e chiese chiarimenti, le infermiere spiegarono che nella carenza di cibo in atto gettarlo via perché non assegnato sembrava loro una offesa al buon senso, la suora dopo una breve riflessione disse loro di continuare ma con prudenza, lei avrebbe fatto finta di non sapere altrimenti avrebbe dovuto intervenire.
I rapporti con le truppe tedesche e i raparti della RSI erano molto formali, per arrivare all’Ospedale di S. Martino si doveva passare davanti alla Casa dello Studente, una costruzione del ventennio destinata ad ospitare gli universitari fuori casa, durante l’occupazione divenne un luogo di detenzione per oppositori politici, circondata da filo spinato e sorvegliata da sentinelle.
Quando si passava davanti si sentivano i lamenti e le urla provenienti dai sotterranei dove erano torturati e rinchiusi gli oppositori, si doveva rimanere indifferenti e proseguire pena l’arresto se si mostrava curiosità o pietà, all’interno dell’Ospedale vi erano alcuni padiglioni riservati ai tedeschi e ai militi della RSI anche in questo caso vi doveva essere indifferenza, niente commenti o curiosità.
Al momento della liberazione ai primi spari la mamma con la sorella erano in servizio alla fine del turno le furono date da indossare le fasce per il braccio della croce rossa, tuttavia dovevano passare per Piazza Terralba da dove sparavano in continuazione sulla strada degli elementi fascisti asserragliati in una palazzina isolata a due piani, fino il caricatore veniva immediatamente sostituita l’arma per mantenere costante il volume del fuoco, non volevano arrendersi ai partigiani aspettando gli Alleati per la resa.
Per attraversare la strada sotto il fuoco costante occorreva aspettare i pochi secondi del cambio d’arma, sperando che il fuoco non fosse in quel momento alternato con una seconda arma.
Da una parte e dall’altra della strada vi erano due partigiani che controllavano il tiro proveniente dalla casa, nel momento che cessava ad un loro segno si attraversava correndo la strada, sperando che non vi fosse stato un errore e di non cadere, con il cuore in gola una sorella alla volta attraversavano correndo a perdifiato la strada.
Nell’Ospedale vi era un servizio di sorveglianza interna di guardie giurate che oltre all’entrata passavano di notte per i padiglioni, controllando che tutto procedesse tranquillo e che le infermiere non si addormentassero, facendo altrimenti rapporto alla Direzione, a tal fine nella sala infermiere queste si erano dotate di una caffettiera napoletana per la notte poteva accadere che prevalesse la stanchezza e ci si addormentasse con la testa sul tavolo.
Le medicine erano preziose ed erano quindi chiuse a chiave in un armadietto metallico, la quale era conservata dalla suora Caposala che provvedeva alla consegna delle medicine alle infermiere secondo il piano medico.
La stanchezza e la tensione continua della guerra poteva portare a compiere errori, alla fine della guerra l’atmosfera si fece più leggera, gli Alleati rifornirono di medicine l’Ospedale, affluirono cibo, vestiario e strumentazione si circolò senza la paura di improvvisi rastrellamenti, oltre alla fine dei bombardamenti, le giovani infermiere si fecero fotografare sorridenti sedute sull’erba nei giardini di S. Martino.
venerdì 30 gennaio 2026
INFOCESVAM N. 6 DEL 2025 nOVEMBRE - DICEMBRE 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XII, 71/72/, N. 6, Novembre -
Dicembre 2025, 1 Gennaio 2026
XII/6/1076 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 6 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1076 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/6/1076 – Nel Mese di
ottobre 2025 è stata inviata la richiesta al Ministero della Difesa – Gabinetto
del Ministro la lista dei progetti di previsto sviluppo dal parte del CESVAM –
Istituto del Nastro Azzurro. Nello scorso numero di INFOCESVAM sono stati
indicati dei dodici presentati, i titoli di dieci progetti. In questo numero si
indicano i rimanenti,
XII/6/1077 – www. valoremilitare.blogspot.com.
Nel primo semestre del 2025 si sono avuti oltre 58.000 contatti in
sei mesi, con i mesi di maggio e giugno veramente anomali con oltre 19.000
contatti mensili. Nel II semestre 2025, in sei mesi, 28.000. La media mensile è
di circa 7000 contatti, un dato lusinghiero. Mese di novembre 3177, mese di
dicembre 8815.
XII/6/1078 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (Gli Schort Video) sono
trasmessi ogni lunedì, (ore
08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO
AZZURRO CESVAM. Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90
persone.
XII/6/1079 –“Progetto
2026/5”. Un Bosco per resistere. “La brigata partigiana “Ciro Menotti” tra le
Provincie di Treviso Pordenone e Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Progetto
Presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1080 – Il Master di
1° Liv. in “Storia Militare Contemporanea. Dal 1976 a oggi, ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 14 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 47% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 2 frequentatori.
XII/6/1081 - Progetto
2026/2. Partecipazione e testimonianze nelle Missioni di Pace Valore Militare e
contributo alla memoria Giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle
missioni internazionali per la Pace. Massimo Coltrinari Luigi Marsibilio Paola
Bosio. Continua la raccolta delle testimonianze, che peraltro, dovrebbe essere
incrementata.
XII/6/1082 - www. storiamilitare.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 3177, nel
mese di dicembre 3107, per un totale dalla apertura del blog di 144456
contatti.
XII/6/1083 - Volume Serie
Università. Alessia
Biasiolo. “La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione
industriale italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta
Bozza n. 2 e Bozza 3 per l’inserimento della iconografia.
XII/6/1084 – Progetto
2026/11. “Altius Tendo” Storia del 3° Reggimento Alpini dalle orgini ad oggi.
Dott. Davide Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1085 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Long Video Mese di novembre, 4 Video, mese di dicembre 4 video.
Redazione ed edizione a cura del CESVAM I video (I Long Video) sono trasmessi ogni giovedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM.
Parola chiave CESVAM. Al 31 dicembre 2025 vi erano iscritti 90 persone.
XII/6/1086 - www.uniformologia.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 2353, nel
mese di dicembre 803, per un totale dalla apertura del blog di 134148 contatti.
XII/6/1087 Il Master di
1° Liv. in “Politica Militare Comparata. Dal 1960 ad oggi”ha un totale di
iscritti per l’anno accademico in corso pari a 13 unità; Hanno chiesto
l’assegnazione della tesi il 23% degli iscritti e per la prossima sessione di
laurea di Marzo 2026 sono candidati 3 frequentatori.
XII/6/1088-www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 495, nel mese
di dicembre 1458, per un totale dalla apertura del blog di 59075 contatti.
XII/6/1089 - Storia del Nastro Azzurro. Labari. Sulla base
dell’Ordinamento del 1981, si è avviata una ricerca delle Sezione Gruppi chiusi
per individuare se ancora esistono o meno le loro insegne, ovvero i Labari e i
Gagliardetti. Al momento le aree di ricerca sono nelle Marche e in Liguria,
XII/6/1082 - www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 459, nel mese
di dicembre 1384, per un totale dalla apertura del blog di 86145 contatti.
XII/6/1090 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Materiali per la Storia del
Nastro Azzurro Schort Video. Dal mese di Gennaio 2026, ogni mese, a cadenza
settimanale, saranno pubblicati 4 Schort Video dedicato ad una fonte o materica
o documentale riferita all’Istituto del Nastro Azzurro. al fine di avere
materiali per una eventuale stesura, come detto, di una storia dell’Istituto.
Uscita ogni sabato, ore 08.00.
XII/6/1091 - Il Master di
1° Liv. in “Terrorismo ed Antiterrorismo” ha
un totale di iscritti per l’anno accademico in corso pari a 116 unità;
Hanno chiesto l’assegnazione della tesi il 22% degli iscritti e per la prossima
sessione di laurea di Marzo 2026 sono candidati 10 frequentatori.
XII/6/1092 -www.studentiecultori.blogspot.com.
I contatti nel mese di novembre sono stati 1740,, nel
mese di dicembre 1472 , per un totale dalla apertura del blog di 49876
contatti.
XII/6/1093 – I progetti
presentati al Ministro della Difesa – Gabinetto del Ministro hanno come autori
i seguenti: Massimo Coltrinari, Giovanni Riccardo Baldelli, Antonio Vittiglio,
Monica Apostoli, Giorgio Madeddu, Osvaldo Biribicchi, Manuel Vignola, Antonio
Daniele, Massimo Dionisi, Davide Corona, Luigi di Santo.
XII/6/1094 -www.atlanteamerica.blogspot.com. I contatti nel mese
di novembre sono stati 1059,, nel mese di dicembre 1957 , per un totale dalla
apertura del blog di 46870 contatti.
XII/6/1095 - La edizione
il CESVAM Report 2021 – 2025. È disponibile. Tale Report è in distribuzione
anche nella versione pdf. Questo è il III Report del CESVA, dopo quello del
2014- 2019 e 2019-2021.
XII/6/1096 - Sito del
Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org
riporta fino al 31 dicembre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti
di Valore che si sono avuto nel passato.
XII/6/1097 – Progetto
2026/10. Gli “Alpini” nella Guerra di Liberazione 1943 -1945. . Dott. Davide
Corona. Progetto presentato al Gabinetto del Ministro
XII/6/1098 _ Blog
Geografici. La visione totale degli accessi di questo gruppo di Blog fa emergere
che i contatti sono in media oltre il
1500/2000 mese, tranne per Italia, che è
di 382, che peraltro è il massimo avuto dalla apertura., e le Terre Polari, che
si attesta sui 880 accessi.
XII/6/1099 -– Progetto
2025/1. Eccidi in Toscana. Cav.Stefano Mangiavacchi sta controllando la lista degli Eccidi da 2 a 9 Vittima. Da 10 a 49 Vittime, nelle 10
provincie toscana; data e luogo
XII/6/1100 - Prossimo
INFOCESVAM (gennaio -febbraio) sarà pubblicato il 1 marzo 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia storici
e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info:
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
martedì 20 gennaio 2026
L'Aeronautica Sovietica 1941 -1945 Parte I Parte II
giovedì 8 gennaio 2026
S.I.M. Servizio Informazioni Militari 1925 1945
Tesi di Laurea Master Dott Leonardo Avellone Anno Accademico 2024 2025
Premessa
La storia dei servizi segreti italiani rappresenta l’evoluzione delle strutture di intelligence del nostro Paese, da prima dell’Unità d’Italia sino ai giorni nostri.
Il primo vero organismo di spionaggio dell’Italia unita fu istituito nel 1925 con la nascita del Servizio Informazioni Militari, chiamato SIM, concepito come struttura di natura prettamente militare. Questa organizzazione iniziò a coinvolgere membri dell’Arma dei Carabinieri nei propri ranghi, dando così vita a una collaborazione fra le forze armate e i servizi di intelligence. Successivamente, con il secondo dopoguerra, si passò alla creazione del SIFAR, che fu poi riorganizzato nel Servizio Informazioni Difesa (SID)1.
La riforma del 1977 segnò un passaggio essenziale, poiché istituì il SISDE come servizio di intelligence civile e il SISMI per le funzioni militari. Nel 2007 poi, una nuova revisione portò alla suddivisione in due agenzie specializzate per competenze territoriali: l'AISI per la sicurezza interna e l'AISE per quella esterna.
Tuttavia, il percorso dei servizi segreti italiani è stato costellato di scandali, sospetti di connivenza con interessi non trasparenti e accuse di deviare dai fini istituzionali. La stampa spesso ha parlato di “servizi deviati”, alimentando un’immagine di opacità e collegamenti con la criminalità organizzata. Partiamo con il vedere nel dettaglio però la storia dell’Intelligence.
1 Antonella Colonna Vilasi, Storia dei servizi segreti italiani. Dall'Unità d'Italia alle sfide del XXI secolo, Città del Sole Edizioni, 2013.
martedì 30 dicembre 2025
Manuel Vignola. “Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano” Conclusioni e Bibliografia Bibliografia
Tesi di Laurea Master 1. Liv. in Storia Militare Contempranea Anno accademico 2021-2022
II Parte.
La I Parte, Conclusioni, è sta pubblicata con post in data 20 dicembre 20255. su questo blog.
BIBLIOGRAFIA
- Andolenko S., Storia dell’esercito russo da Pietro il
Grande all’Armata Rossa, Città di Castello, “Odoya Editore”, 2014;
-
Cervone P. P., I signori della Grande
Guerra, Milano, “Mursia”, 2014;
-
Coltrinari M, Riflessioni sulla Grande
Guerra, Né alleati né amici, Roma, “Edizioni Nuova Cultura”, 2022;
-
D. O’Neil W., The Plan that broke the
World, Torrazza Pimonte (TO), “Amazon Italia”, 2014;
-
Ehlert H.-Epkenhans M.-Gross G, The
Schlieffen Plan International perspectives on the german strategy for World War
I, Monaco, “University Press of Kentucky, 2006;
-
Gross G., The myth and reality of German
Warfare, “University Press of Kentucky”, 2016;
-
Hart P., La grande storia della Prima
Guerra Mondiale, Roma, “Newton Compton Editori”, 2019;
-
Isselin H., La battaglia della Marna, Firenze,
“Sansoni Editore”, 1967;
-
Liddel Hart B., La Prima Guerra Mondiale
1914-1918, Milano, “Rizzoli”, 2014;
-Manticone
A., La Germania e la neutralità italiana,
Bologna, “Il Mulino”, 1971;
-
Mazzetti M., L’esercito italiano nella
triplice alleanza, Napoli, “Publigraf”, 1974;
-Ministero
della Difesa-S.M. Esercito, L’Esercito
Italiano dall’Unità alla Grande Guerra, Roma, “Stato Maggiore dell’Esercito-Ufficio
Storico”, 1980;
-Mombauer
A., Helmuth Von Moltlke and the Origins
of the First World War, Cambridge, “Cambridge University Press”, 2001;
-Nicolle
D., L’Esercito Italiano nella Prima
Guerra Mondiale, Gorizia, “LEG Edizioni”, 2014;
-
Pawly R.- Lierneux P., L’Esercito Belga
nella Prima Guerra Mondiale, Gorizia, “LEG Edizioni”, 2014;
-
Pieri P., Storia Militare del
Risorgimento, Torino, “Einaudi Editore” 1962;
-
Quirico D., Generali, Milano,
“Mondadori”, 2006;
-
Rovighi A., Un secolo di relazioni
militari tra Italia e Svizzera 1861-1961, Roma, “Stato Maggiore
dell’Esercito-Ufficio Storico”, 1987;
-
Sciarrone R., L’Italia nella triplice
alleanza, Roma, “Aracne Editrice”, 2014;
-
Segre R., Le manovre iniziali in Alsazia
e Lorena, Bologna, “Zanichelli”, 1927;
-
Simkins P.- Jukes G.- Hickey M., La Prima
Guerra Mondiale, Gorizia, “LEG Edizioni”, 2014;
-
Troyat H., Nicola II l’ultimo Zar,Roma,
“Paoline Editoriale Libri”, 2016;
-Thomas
N., L’esercito Tedesco nella Prima Guerra
Mondiale, Gorizia, “LEG Edizioni”, 2015;
-
Whittle T., L’ultimo Kaiser, Vita di Guglielmo
II, Milano, “Mursia Editore”, 1982;
-
Zuber T., Inventing the Schlieffen Plan:
German War Planning 1871-1914, “Oxford
University Press”, 2002;
-
Zuber T., The real German War Plan
1904-14, Cheltenham UK,“The History Press”, 2011;
Sono
stati consultati altresì i seguenti siti:
www.istitutodelnastroazzurro.org
www.societaitalianastoriamilitare.org
N.B.
La suddetta bibliografia e sitografia non deve ritenersi completamente
esaustiva
giovedì 18 dicembre 2025
Manuel Vignola. “Gli errori del Piano Schlieffen e il peso del mancato apporto italiano” Conclusioni e Bibliografia Conclusioni
CONCLUSIONI
In
conclusione di questo elaborato, emerge che l’assassinio dell’Arciduca
Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914 non fu l’unica causa dello
scoppio del primo conflitto mondiale, ma un casus
belli risultato di decenni di politica europea e piani militari progettati
molto tempo prima di questo episodio. Una storia iniziata con l’Unità d’Italia,
patrocinata senza volerlo da Napoleone III per scalzare l’Austria dal dominio
italiano, consolidata da Bismark che elaborò il suo “sistema” per legare le
Potenze europee di modo che la Francia si trovasse isolata e non potesse dare
vita a coalizioni antitedesche mentre il nuovo Impero si consolidava in Centro
Europa; quando Bismark venne allontanato dal potere dal giovane ed
irresponsabile Kaiser Guglielmo II, il “sistema” si sfaldò permettendo
l’alleanza tra Francia e Russia e ingenerando nei militari tedeschi il dilemma
strategico della guerra su due fronti, dilemma che tentarono in vari modi di
risolvere sino a quanto Schlieffen elaborò il suo famoso Piano per attaccare e
soggiogare rapidamente la Francia, parando nel contempo il colpo della Russia a
oriente, fidando nella lenta mobilitazione dell’enorme esercito dello Zar e
nella perizia degli austro-ungarici.
Il
Piano Schlieffen risulta essere stato elaborato su concezioni ben delineate sul
piano strategico (assorbire l’attacco
francese previsto dal Piano XVII in Lorena, territorio boscoso adatto alla
difesa e marciando nel contempo sul territorio pianeggiante belga e olandese
aggirando in tal modo le fortificazioni confinarie francesi per calare su
Parigi e, dopo, attaccare i difensori francesi alle spalle; successivamente,
sfruttando gli ottimi collegamenti ferroviari francesi e tedeschi, trasferire
l’esercito a oriente pronto per combattere i russi, considerati estremamente
arretrati sul piano militare così come aveva dimostrato la recente sconfitta
contro i giapponesi) e tattico (Schlieffen era un noto estimatore della
battaglia di Canne e dell’accerchiamento dell’ala).
Tuttavia
questo Piano aveva insiti vari difetti che non furono adeguatamente
considerati, data anche l‘arroganza risultato della ritenuta superiorità
militare tedesca acquisita dopo le ultime guerre, tutte vittoriose, come ad
esempio:
-
la bassa considerazione sul piano politico dell’invasione di Stati neutrali e
la sicurezza che essi avrebbero capitolato al massimo dopo una breve resistenza
-
i 42 giorni necessari per battere la Francia si basavano solo sulle tabelle di
marcia tedesche e non consideravano le contromosse francesi,
-
oltre a non valutare adeguatamente il problema delle linee di rifornimento che
man mano si allungavano per i tedeschi e diminuivano per i francesi,
-
l’enorme mole di uomini necessari per poter realizzare un piano di tale
portata, unità che seppur conteggiate da Schlieffen non esistevano al momento
attuale,
-
un sistema ferroviario di una efficienza straordinaria (e che detto sistema non
venisse danneggiato dai “franchi tiratori”) per evitare ingorghi dato l’enorme
flusso di uomini e mezzi che avrebbe dovuto gestire,
-
non si considerava la forza che si sarebbe dovuta lasciare a controllare i
territori francesi posto che la Francia avesse capitolato in breve tempo mentre
il grosso veniva trasferito a oriente,
-
non si considerava che dal 1904 al 1914 l’esercito russo, seppur gravato da
deficienze assai rilevanti, aveva fatto dei passi in avanti e si era
modernizzato grazie all’alleanza con la Francia.
Inoltre,
dettaglio forse ancor più importante, la Germania nel 1914 basò il proprio
intervento non sul Piano Schlieffen così concepito, bensì sulla versione
rivista dal Generale Moltke, il quale eliminando l’Olanda dall’equazione per
poter mantenere una linea commerciale neutrale ed evitare sbarchi nemici da
quel fronte, creò un ingorgo intorno a Liegi, che avrebbe dovuto capitolare in
brevissimo tempo e avrebbe comunque creato un imbuto logistico rilevante per
garantire il transito di così tante forze, senza considerare che proprio questo
imbuto permise all’esercito belga di ritirarsi vittoriosamente e continuare a
infastidire le retrovie nemiche per tutto il resto della guerra assorbendo
forze che sarebbero risultate più utili altrove. Moltke inoltre deviò dal
concetto-base di Schlieffen rinforzando troppo l’ala sinistra che avrebbe
dovuto avere solo una funzione di contenimento a scapito della destra,
accarezzando l’ipotesi, se le circostanze lo avessero permesso, di chiudere la
campagna in un tempo ancor più breve sfondando le linee frontalmente e,
inoltre, inviò alcune forze a proteggere la Prussia orientale per evitare che i
ricchi possedimenti tedeschi venissero invasi dai russi, i quali riuscirono a
mobilitare e attaccare in tempi molto più ridotti di quelli previsti.
Altri
errori emergeranno nelle prime settimane, e Moltke pagherà assai caro il fatto
di essersi mantenuto sempre così lontano dal fronte (avendo di conseguenza
comunicazioni non aggiornate al momento attuale dati i sistemi non ottimali) e
di avere lasciato mano libera eccessiva ai suoi comandanti d’Armata
(ratificando solo successivamente disposizioni già adottate, in particolare
Rupprecht di Baviera, Kluck e in misura minore Bulow), i quali avrebbero avuto
bisogno di una guida forte e sicura da parte di un Generale che conoscesse il
quadro d’insieme, mentre loro presero iniziative forse utili limitatamente al
loro settore, ma estremamente deleterie a livello di strategia complessiva; le
loro decisioni condizionarono le sorti della battaglia della Marna, in cui si
cercò di correre ai ripari tardivamente ordinando un ripiegamento che avrebbe
potuto essere evitato con una gestione più accorta delle risorse.
Guidati
dal loro orgoglio e dalla propria superbia, i tedeschi commisero errori
macroscopici, come non considerare che nel giugno 1914 disponevano, oltre
all’Austria, di un terzo alleato, l’Italia, una nazione giovane e gravata da
perenni e irrisolti problemi di bilancio, che si era trovata a gravitare
nell’orbita degli Imperi Centrali, subito dopo l’Unità, a causa dei dissapori
con la vicina Francia e desiderosa di mettere al sicuro la propria Unità.
Alleata con austriaci e tedeschi dal 1882, durante i primi anni l’Italia aveva
progettato vari piani operativi contro la Francia per adempiere ai suoi doveri,
sebbene non ne fosse considerata all’altezza e nonostante le si richiedesse
soltanto, in caso di guerra, di vincolare quante più forze francesi avesse
potuto attaccando il baluardo naturale delle Alpi o di studiare possibili
sbarchi sul litorale provenzale per poi risalire il Rodano, ma sempre tenendo
d’occhio l’alleato austriaco, il quale era assai desideroso di recuperare i
territori italiani perduti, in particolar modo dopo l’ascesa allo Stato
Maggiore del Generale Conrad Von Hotzendorf, il quale non mancava mai di
suggerire una guerra preventiva ogni volta che l’Italia si trovava in
difficoltà (terremoto di Messina, guerra di Libia). Desiderando rendersi più
utile, sin dai primi anni l’Italia aveva proposto di inviare truppe a
combattere sul Reno insieme alla Germania sapendo bene che quello sarebbe stato
il fronte principale e il più utile su cui effettuare pressione, vagliando
anche l’ipotesi di invadere la neutrale Svizzera qualora l’Austria non si fosse
resa disponibile a permettere l’uso delle proprie ferrovie, ma inizialmente
tale proposta venne accolta con sufficienza. Quando infine essa fu pienamente
accettata con le convenzioni del 1888 e fu stabilito di inviare la 3°Armata sul
fronte del Reno mentre le altre forze avrebbero protetto le coste e avrebbero
compiuto azioni offensive sulle Alpi, i tedeschi pensarono di schierarla
sull’ala sinistra di Schlieffen, sulla direttrice d’attacco Belfort-Epinal. Se
questo progetto fosse stato realizzato, Schlieffen e Moltke avrebbero potuto
rinforzare ulteriormente l’ala destra, la più importante, in modo da
consentirle di avere una potenza d’urto tale da schiacciare la resistenza
belga, britannica e francese e avrebbero potuto disporre di ingenti forze senza
contare le unità che l’Italia avrebbe vincolato sulle Alpi, probabilmente
impedendo la creazione della 6°Armata di Manoury a Parigi. Su questi
presupposti è molto probabile che la battaglia della Marna, così come la
conosciamo, non si sarebbe mai verificata e che Parigi sarebbe caduta o che i
francesi avrebbero costituito un’ulteriore linea difensiva molto più arretrata.
Postulando che le circostanze avrebbero comunque determinato una situazione
analoga a quella verificatasi effettivamente sulla Marna, le forze recuperate
avrebbero potuto coprire il varco creatosi tra la 1° e la 2°Armata tedesche, evitando
quel ripiegamento ordinato dal comando tedesco che, di fatto, trasformò la
guerra di movimento in guerra di trincea. Inoltre giova sottolineare che,
seppure il settore di Belfort fosse quello predeterminato, Moltke non aveva
escluso di dover impiegare gli italiani anche in altri settori, sia a oriente
in supporto agli austriaci, sia a garantire le comunicazioni nel nord tenendo a
bada i belgi, svincolando in tal modo ulteriori forze tedesche, che sarebbero
servite eventualmente per intrappolare la 5°Armata francese e conseguire una
vittoria forse decisiva; inoltre l’operazione navale, pianificata con le
convenzioni, avrebbe potuto garantire la difesa delle coste italiane e nel
contempo danneggiare sensibilmente i movimenti della flotta francese e, soprattutto,
i trasferimenti di unità dai possedimenti coloniali.
Quando,
dopo la Marna, i tedeschi e gli austriaci si resero conto dell’errore militare
commesso e del rischio che l’Italia abbandonasse la neutralità e si schierasse
con le Potenze dell’Intesa, cercarono di correre ai ripari anche con metodi
abbietti, magari promettendo il Trentino ma elaborando stratagemmi per poi
negarlo alla fine della guerra, tuttavia né le promesse tardive austriache, né
la missione Bulow a Roma riuscirono a riparare l’errore commesso, un errore
che, seppur sia impossibile valutare adeguatamente fino a che punto avrebbe
potuto o meno garantire la vittoria degli Imperi Centrali, senza dubbio avrebbe
cambiato il corso della storia come è conosciuta oggi.
mercoledì 10 dicembre 2025
INFOCESVAM ANNESSO ALBO D'ORO Novembre 2025, 1 Dicembre 2025
ANNESSO
A: BOLLETTINO NOTIZIE
DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
Situazione bimestrale dello stato di sviluppo,
approntamento e finalizzazione de:
ALBO
D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI
Email:
albodoro@istitutonastroazzurro.org
Indirizzo: Canale YOU TUBE: ISTITUTO NASTRO
AZZURRO. CESVAM
ANNO
III, N. 11, Novembre 2025, 1 Dicembre 2025
III/11/676.
La decodificazione di questi numeri è la seguente: III anno di edizione
dell’annesso, 11 il mese di edizione di INFOCESVAM – ANNESSO ALBO D’ORO, 676,
il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni
Federazione/Provincia citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge
anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e
realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL
1793 AD OGGI”. Dal mese di aprile 2024 riporta anche indicazioni e notizie su
tutti i materiali editi dall’Istituto del Nastro Azzurro. Questo ANNESSO trova
come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org.
Dal 1 gennaio 2025 anche come report dei video pubblicati sul Canale You Tube
dell’Istituto Nastro Azzurro - CESVAM
III/11/677
- – Si è tenuto a Genova il XXXII Congresso Nazionale dell’Istituto. Il Gen
Carlo Maria Magnani è stato confermato nella carica di Presidenti. IL n. 6 del
Periodico Nazionale “Il Nastro Azzurro” N. 6 Novembre Dicembre 2025, Riporta la
composizione del Consiglio Nazionale e delle altre cariche elettive. Inoltre
ampia documentazione relativa al Congresso.
III/11/678
– Utenti. Provincia di Imperia. Manuel Vignola: numero inserimento pari a 743.
III/11/679
- Progetto 2022/1. La Memoria. Ipotesi di Stampa da Data Base Albo d’oro. Per
la Versione Integrale II Versione: Grado, Cognome, Nome, Luogo di Nascita,
Provincia, Data di Nascita, Classe; Forza Armata, Arma o Copro, Specialità,
Mil/Civ, Nazionalità, Genere; Decorazione, Modalità di Ass.; Motivazione, Data
Ass. Luogo, Periodo Storico; Rif. Legge, Fonte, Utente, Note. Richiesta ad
Roberto Orioli: Questa è la versione interna.
III/11/681
- Utenti. Varie Province. Carlo Maria Magnani alla data del 30 novembre 2025
numero inserimento pari a 9496.
III/11/682
– Provincia di Imperia. I Versione. Dall’esame è stata completamente riproposta
in quanto: 1) ha caratteri differenti 2) le decorazioni portano il segno con la
sottolineatura. Questa versione riceve la Copertina di Albo d’Oro.
III/11/683
– Studio di fattibilità grafica per le Copertine degli Albi d’Oro. Criteri. La versione
esterna deve essere a Colori, con Cognome e Nome Utente, Foto di riferimento;
Titolazione; Anno di Edizione; La Versione Interna, deve riportare la dicitura:
Da non divulgare. Solo ed Esclusivo uso interno.
III/11/684-
Utenti. Provincia di Fermo ed Ascoli Piceno. Claudio Fiori : alla data del 30
novembre 2025 numero inserimento pari
463.
III/11/685-
Progetto 2022/1. La Memoria. Ipotesi di Stampa. Eseguita da Roberto orioli
versione Esterna I. composta da. Grado, Cognome, Nome, Luogo di Nascita,
Provincia, Data di Nascita; Classe; Forza Armata, Arma o Corpo Specialità;
Militare/Civile, Decorazione, Modalità di Ass. Motivazione; Data Assegnazione.
Periodo Storico.
III/11/686
– Soci Collettivi. Ipotesi di edizione a Stampa. I campi presi in
considerazione sono Ente/Reparto/Città/Istitutzione, Militare/Civile/ Insegna (Bandiera,
Stendardo, Labaro, Gonfalone), Forza Armata/, Arma/Corpo/Specialità, Tipo di
Decorazione, Motivazione, Luogo/Evento; Data, periodo Storico
III/11/687
- Utenti. Varie Province. Olevano Roberto: alla data del 30 novembre 2025 numero
inserimento pari a 456.
III/11/688
– Il Canale You Tube. Istituto del Nastro Azzurro CESVAM. Nel Mese di NOVEMBRE
sono stati prodotti 4 Long Video pubblicati ogni giovedi, e 4 Schort Video
pubblicati ogni Lunedi dedicati alle produzioni editoriali del Cesvam. Parola
di accesso: CESVAM
III/11/689
- Utenti. Varie Province. Laura Tomassini: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari a 2443.
III/11/690
– Il Blog di Riferimento ed aggiornamento è: www.associazionismomilitare.blogspot.com
. Per informazioni e dettagli di
carattere generale. Il blog riporta anche altre notizie sull’associazionismo
militare
III/11/691
– Roberto Orioli ha presentato il pdf della versione su Carta versione esterna
II (vds. III/11/685). Varianti da apportare1) titolazione della provincia; 2)
Inserimento numero di pagina, 3) Grado Militare – no neretto) e sempre il grado
più alto conseguito dal Decorato; 4) Luogo e Data di Nascita levare le
parentesi); 5) Dopo Militare, Forza Armata, Arma o Corpo, Specialità 6) Dopo
Partigiano: non inserire nulla 7) Dopo Civile: non inserire nulla. 7) tutto
deve essere dello stesso carattere come già applicato.
III/11/692
- Utenti. Varie Province. Paola Tomassini: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari a 5600.
III/11/693
– Il numero degli iscritti al Canale You Tube dell’Istituto del Nastro Azzurro
– CESVAM – Centro Studi sul Valore Militare nel mese di novembre ammonta a 79
persone. Persiste ancora la difficoltà dell’insieme dei soci dell’Istituto di
avere grosse difficoltà ad usufruisce di questa opportunità in quando dotati di
poca dimestichezza con l’informatica.
III/11/694-
Albo d’Oro Nazionale Decorati –
inserimenti alla data del 30 novembre 2025 – N.49280. Il numero degli Utenti
iscritti, tra attivi e non, è di 45.
III/11/695
- Utenti. Varie Province. Laura Monteverde: alla data del 30 novembre 2025 numero
inserimento pari a 6244.
III/11/696
- La Chat dedicata all’Albo d’Oro è al momento seguita da 24 utenti.
Aggiornamenti ed informazioni hanno una cadenza circa trisettimanale.
III/11/697
– Provincia di Imperia. II Versione 24 novembre 2024. Fatte le osservazioni
migliorative per la III Versione. Esterna. Inviate a Roberto Orioli
III/11/690
- Utenti. Varie Province. Roberta Bottoni: alla data del 30 novembre 2025 numero inserimento pari 5175.
III/11/698
– Le Versioni su Carta dell’Albo d’Oro sono su pdf di due tipi: Versione
Interna, che riporta tutti i campi; Versione esterna che riporta solo i campi
scelti. Questo sia per i singoli Decorati sia per i Decorati Collettivi
III/11/699
- Utenti. Varie Province. Chiara Mastrantonio: alla data del 30 novembre
2025 numero inserimento pari a 2378.
III/11/700
- Prossimo INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 GENNAIO
2026. Precedenti numeri di Infocesvam
(dal gennaio 2023) ANNESSO sono,
pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro
Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare e su
www.valoremilitare.org. Dal gennaio 2024 L’ANNESSO al Bollettino Infocesvam ha
cadenza mensile ed uscirà in modo autonomo.
(massimo
coltrinari)
sabato 29 novembre 2025
Franco di Santo: Il Pensiero strategico di Raimondo Montecuccoli
mercoledì 19 novembre 2025
Valore Militare al Femminile
Irma Bandiera, Medaglia
d’Oro al Valor Militare
Il
ricordo delle Medaglie al Valor Militare permette di mantenere il legame con
quella parte di vita vera che speriamo di non dover provare sulla nostra pelle:
persone che hanno dovuto affrontare problemi e incombenze alle quale mai
avrebbero pensato e che hanno stabilito il confine tra subire e voltarsi
dall’altra parte, oppure reagire, anche a costo della propria vita o di quella
dei propri cari.
Il
caso di Irma Bandiera è uno di quelli. Bolognese, classe 1915, apparteneva ad
una famiglia antifascista. Fidanzata con il militare Federico Cremonini di
stanza a Creta, se lo ritrovò fatto prigioniero dopo l’8 settembre e,
tragicamente, la nave che lo stava portando in un campo di prigionia verso il
Pireo venne bombardata dagli Alleati. Cremonini venne dato per disperso.
La
tragica situazione italiana e il dolore per la perdita di Federico, avvicinò
Irma ai resistenti che cominciò ad aiutare, entrando nel contempo nelle fila
del Partito Comunista.
Conosciuto
Dino Cipollani, noto con il nome di battaglia di Marco, Irma prese sempre più
parte attiva alla Resistenza diventando la sua staffetta con il nome di
battaglia di Mimma, fino al suo ingresso nella VII Brigata GAP di Bologna;
nella sua abitazione di Via Gorizia a Bologna allestì una base logistica
partigiana.
A
Funo, dove la donna aveva dei parenti che visitava di frequente, il 5 agosto
1944 venne ucciso un ufficiale tedesco e un comandante delle Brigate Nere: la
rappresaglia seguente portò all’arresto di tre partigiani e il 7 agosto anche
di Irma, che si era appena occupata di portare armi alla sua formazione. Venne
rinchiusa nelle scuole di San Giorgio di Piano separata dagli altri partigiani
arrestati, poi tradotta a Bologna e sottoposta a continue torture per sei
giorni per farle tradire i suoi compagni. Delle sevizie si occuparono i fascisti
della Compagnia Autonoma Speciale guidata dal capitano Renato Tartarotti. La
crudeltà nei confronti di Irma arrivò ad accecarla con una baionetta e, pur in
possesso di documenti cifrati, ella non rivelò i nomi dei suoi compagni oppure
la sede delle basi partigiane.
Il
14 agosto, in fin di vita e cieca, Irma venne portata sotto la sua abitazione
ancora nel tentativo di farla parlare. Date le inutili torture, i fascisti la
uccisero al Meloncello di Bologna.
I
familiari la cercarono ovunque, non avendo sue notizie: al centro di
smistamento delle Caserme Rosse in Via Coticella, o nel carcere bolognese di
San Giovanni in Monte; in Questura e al comando tedesco di Via Santa Chiara,
inutilmente.
Il
suo corpo venne ritrovato il 14 agosto sul selciato dello stabilimento di una
fabbrica di materiale sanitario dove doveva restare esposto per una giornata a
monito per chi sosteneva i partigiani.
Trasportato
il cadavere all’Istituto di Medicina Legale di Bologna, il custode scattò ai
poveri resti delle fotografie per testimoniare le torture alle quali era stata
sottoposta la donna.
Quindi
Irma Bandiera venne sepolta nel Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.
Il
Partito Comunista diramò un foglio clandestino per incitare ad intensificare
lotta contro gli occupanti, proprio in nome di Irma, e la formazione di
partigiani attivi a Bologna prese il suo nome: Prima Brigata Garibaldi “Irma
Bandiera”. Le venne intitolata una Brigata SAP e un Gruppo di Difesa della
Donna.
Al
termine del conflitto venne riconosciuta ad Irma Bandiera la Medaglia d’Oro al
Valor Militare alla Memoria con la seguente motivazione: “Prima fra le donne bolognesi a impugnare le armi per la lotta nel nome
della libertà, si batté sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento
dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture, non disse una parola che
potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata fu barbaramente
trucidata e il corpo lasciato sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle
virtù delle italiche donne, fu faro luminoso di tutti i patrioti bolognesi
nella guerra di liberazione”.
A Bologna la lapide in suo ricordo recita:
“Irma Bandiera/ Eroina nazionale/
1915 – 1944/ Il tuo ideale seppe vincere le torture e la morte/ La libertà e la
giovinezza offristi/ Per la vita e il riscatto del popolo e dell'Italia/ Solo
l'immenso orgoglio attenua il fiero dolore/ Dei compagni di lotta/ Quanti ti
conobbero e amarono/ Nel luogo del tuo sacrificio/ A perenne ricordo/ Posero”.
Lasciata Bologna, Renato Tartarotti si trasferì a Trieste. All’inizio del
1945, con gli uomini della sua Compagnia, si trovò a Vobarno (Brescia) dove
venne arrestato per estorsione e rapina e rinchiuso in carcere a Brescia.
Riuscito ad evadere, venne catturato il 16 maggio dai gappisti della
135esima Brigata Garibaldi in Val Trompia e riportato in carcere a Brescia.
Processato a Bologna dalla Corte d’Assise Straordinaria, venne condannato a
morte per fucilazione alla schiena. La sentenza venne applicata presso il
Poligono di Tiro di Bologna il 2 ottobre 1945, alle sei del mattino.
Alessia Biasiolo
lunedì 10 novembre 2025
Giovanna Pasin : Operazione Nido dell'aquila
venerdì 31 ottobre 2025
INFOCESVAM N. 5 DEL 2025 Settembre Ottobre 2025
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
____________________________________________________________________
ANNO XII, 69/70/, N. 5, Settembre - Ottobre
2025, 1 Novembre 2025
XII/5/1051 La
decodificazione di questi numeri è la seguente: XII anno di edizione, 5 il
Bimestre di edizione di INFOCESVAM, 1051 il numero della comunicazione dal
numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di
informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti
dell’Istituto del Nastro Azzurro, in funzione del supporto scientifico alla
offerta formativa dei Master. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la
funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio
Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare Italiani e
Stranieri dal 1793 ad oggi, con la pubblicazione di un ANNESSO. L’ultima
indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento
XII/5/1052 - Progetto 2026/1 Gli Ordinamenti dell’Esercito Italiano nel secondo dopoguerra 1946 –
1977 nel 165° Anniversario della Costituzione dell’Esercito Italiano. Col. Riccardo
Baldelli. Proposta al Gabinetto del Ministro.
XII/5/1953 Save the date.
Presentazione del Calendario “La Donna e le Armi”. Ass. Amici della Scuola di
Artiglieria di Bracciano. 22 novembre 2025. Caserma Cosenz Bracciano.
XII/5/1954 - Sito del
Nastro Azzurro: www.istitutodelnastroazzurro.org
riporta fino al 31 ottobre 2025 nel Banner “Il Valore Militare Oggi” gli atti
di Valore che si sono avuto nel passato.
XII/5/1055 – Progetto 2026/2.
Partecipazione e testimonianze nelle
Missioni di Pace Valore Militare e contributo alla memoria Giornata del ricordo
dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la Pace.
Massimo Coltrinari. Proposta al Gabinetto del Ministro
XII/5/1056 - Volume Serie
Università. Alessia Biasiolo.
“La Fabbrica che costruisce la Storia”. Analisi della produzione industriale
italiana tra Ottocento e Novecento”. Dalla Casa Editrice. Ricevuta Bozza n. 1
per la correzione. L’inserimento Indici
XII/5/1057 - Progetto 2026/3 Il ruolo delle Nazioni Unite nel mantenimento della pace . Dalla Teoria
alla pratica: l’Esperienza UNMIK (United Nations Interim Administration
Mission) in Kosovo. Gen.Antonio
Vittiglio, Proposta al Gabinetto del Ministro
XII/5/1058 - Ricerca Interna. La struttura della
organizzazione germanica per la occupazione dell’Italia 8 settembre 1943 -2
maggio 1945. Analisi dei Comandi Enti ed Organizzazioni tedesche.
XII/5/1059 - La Rivista
QUADERNI del NASTRO AZZURRO n. 3 del 2025 (LUGLIO-SETTEMBRE 2025) 37° della
Rivista in data 10 OTTOBRE 2025 è stata invia nella forma pdf a tutti coloro
che sono iscritti alla predetta Main List. (603)
XII/5/1060 – Progetto
2026/4 – “Un Bosco per resistere” La
Brigata Partigiana “Ciro Menotti” tra le provincie di Pordenone, Treviso
Belluno. Dott.ssa Monica Apostoli. Proposta al Gabinetto del Ministro.
XII/5/1061 – Save the
Date: Modena 14-16 Novembre 2025. Convegno sulla MOVM Salvo d’Acquisto “Eroismo
e Santità”. Collaborazione con la Ass. Naz. Carabinieri; Università dei Saggi
Roma.
XII/5/1062 – Progetto
2025/1. Eccidi in Toscana. Cav..Stefano Mangiavacchi ha predisposto la lista
degli Eccidi con 1 Vittima nelle 10 provincie toscane; controllo e revisione
della data e del luogo.
XII/5/1063 – Università
degli Studi “N. Cusano” Telematica Roma. A partire dal 1 novembre, sulla base
degli iscritti, il ricevimento studenti per i Master di Storia Militare
Contemporanea e Politica Militare Comparata è stabilito il Lunedi. Per il
Master in Terrorismo ed Anti Terrorismo il venerdì. Entrambi con orario dalle
10 alle 13.
XII/5/1064 - Save The
date. La sessione di Laurea del Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea.
Dal 1796 al 1960 si terrà il 17 novembre 2025. Dalle ore 9.00 presso l’Aula
Tesi della Università degli Studi “N Cisano Telematica Roma”.
XII/5/1065 – Progetto 2026/5
Cimitero Militare Italiano dell’Asinara.
Storia e Memoria 1916 – 2026. Studio funzionale finalizzato al recupero della
memoria storica e fruizione del cimitero militare italiano sull’Asinara
realizzato nel 1916. Dott. Giorgio Madeddu. Proposta al Gabinetto del
Ministro.
XII/5/1066 - Canale You
Tube dedicato all’Istituto del Nastro Azzurro. Schort Video Mese di settembre,
4 Video, mese di ottobre 4 video. Redazione ed edizione a cura del CESVAM I
video (Gli Schort Video) sono trasmessi ogni lunedì, (ore 08.00). Titolo Canale ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM.
Parola chiave CESVAM. Al 31 ottobre 2025 vi sono iscritti 71 persone.
XII/5/1067 – Progetto
2026/6. Mariano Buratti. Medaglia d’Oro
al Valore Militare. La Resistenza nel viterbese 1943 -1944. Col Osvaldo
Biribicchi. Proposta al Gabinetto del Ministro. Proposta al Gabinetto del
Ministro.
XII/5/1068 – È in corso
di edizione il CESVAM Report 2021 – 2025. Tale Report sarà in distribuzione
anche nella versione pdf. Nella versione a stampa, sarà in distribuzione, ad
indirizzario ridotto (ovvero ad uno scelto numero di nominativi) al fine di
avere le copie a stampa disponibili per un più lungo periodo di tempo. Questo è
il III Report del CESVAM, dopo quello del 2014 - 2019 e 2019-2021.
XII/5/1069 – Save The
date. La sessione di Laurea del Master di 1°Liv.in Politica Militare Comparata.
Dal 1960 ad oggi. si terrà il 17 novembre 2025. Dalle ore 14.30.00 in poi presso l’Aula Tesi della Università degli
Studi “N. Cisano Telematica Roma”.
XII/5/1070 – Progetto
2026/7 I Padri Fondatori dell’Esercito
Italiano. Il Valore Militare del Risorgimento. Dott. Manuel Vignola. Proposta
al Gabinetto del Ministro.
XII/5/1071 – Progetto
2026/8 Tecnologia aeronautica: la formula
trimotore. Storia dell’Aeronautica Italiana. I Bombardieri strategici. Gen
Antonio Daniele. Proposta al Gabinetto del Ministro.
XII/5/1072 – Progetto
2026/ 9 Sahel 3.0. Terrorismo digitale,
materie prime strategiche e nuove sfide per l’Europa e per l’Italia. Dott.
Massimo Dionisi. Proposta al Gabinetto del Ministro.
XII/5/1073- Save The
date. La sessione di Laurea del Master di 1°Liv.in Terrorismo ed Anti
Terrorismo Internazionale. Obiettivi Piani e Mezzi si terrà il 17 novembre
2025. Dalle ore 9.00 presso l’Aula Tesi” della Università degli Studi “N Cisano
Telematica Roma”.
XII/5/1074 – Progetto
2026/12. Liberi e Valorosi. Breve storia
della Budeswehr. Dott. Di Santo (Monaco). Proposta al Gabinetto del
Ministro.
XII/5/1075 - Prossimo
INFOCESVAM (novembre -dicembre) sarà pubblicato il 1 gennaio 2026. I precedenti
numeri di INFOCESVAM (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul
sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM. e sui vari blog sia
storici e che geografici.
(a cura di Massimo Coltrinari) info:
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org


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