venerdì 24 ottobre 2014
Dove trovare i libri della Collana Storia in Laboratorio.Osimo
OSIMO
Edicola sotto le Logge
GRazie alla disponibilità' dell'amico Lasca i volumi della collana sono tutti disponibili
PEr ogni informazione e notizia chiedere qui
martedì 21 ottobre 2014
Archivi Nazionali: Newletters 10 ottobre 2014
Gentile utente, l'Istituto Centrale per gli Archivi (ICAR) - responsabile della gestione, manutenzione ed evoluzione del Sistema Archivistico Nazionale - ha pubblicato la Newsletter SAN n. 30 del 10 ottobre 2014.
Per iscriversi alla Newsletter seguire il link: http://www.san.beniculturali.it/web/san/iscrizione-alla-newsletter
Il SAN, aggregatore nazionale di risorse archivistiche, è aperto alla collaborazione delle Istituzioni interessate alla fruizione in rete del proprio patrimonio documentario.
Al fine di proporre agli utenti l’offerta più esaustiva possibile e nell’intento di far emergere l’attività di ciascuna istituzione aderente, si invita a segnalare alla redazione ICAR iniziative realizzate, in corso di realizzazione e/o quelle che si intendano realizzare; attività di gruppi di lavoro, comitati e commissioni; intese e convenzioni con soggetti pubblici e privati; progetti innovativi; percorsi tematici da rilanciare, valorizzare e rendere fruibili tramite il SAN.
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giovedì 25 settembre 2014
Riedizione dei Titoli pubblicati con altre Istituzioni
ESISTE LA POSSIBILITA' DI PUBBLICARE ALCUNI TITOLI CON ALTRE ISTITUZIONI INTERESSATE ALLE TEMATICHE AFFRONTATE. LA DISPONIBILITA' E' TOTALE
martedì 23 settembre 2014
martedì 16 settembre 2014
lunedì 15 settembre 2014
Una chiave per conoscere il mondo russo.
Il 1 ottobre alle ore 19:00 il Centro Russo di Scienza e Cultura invita a visitare la “Casa russa” in occasione della giornata "Open Day", dedicata all'inizio dei corsi di lingua russa.
Gli organizzatori dei corsi di lingua russa, attivi dall'ottobre 2012, hanno in serbo tanti nuovi progetti.
Il momento centrale della Festa sarà l'incontro con gli insegnanti e la presentazione dei programmi. L'aspetto didattico però non priverà del diritto di parola nessuno desideroso di fare qualche domanda o commento.
L'incontro si concluderà con la solenne cerimonia della consegna dei Certificati internazionali della conoscenza di lingua russa, distribuiti questo estate.
1 октября в 19:00 Российский центр науки и культуры (РЦНК) в Риме приглашает всех желающих принять участие в "Дне открытых дверей", посвященном началу занятий на курсах русского языка.
Организаторы курсов, действующих при РЦНК с октября 2012 года, разработали немало новых интересных предложений. Ключевым моментом встречи станет знакомство с преподавателями и презентация учебных программ. Предоставим также слово всем, у кого возникнут вопросы.
Встреча завершится торжественной церемонией вручения Сертификатов о прохождении государственного тестирования по русскому языку, состоявшегося летом 2014 г.
-- Centro Russo di Scienza e Cultura Piazza Benedetto Cairoli, 6 00186 Roma tel.39 0688816333 fax 39 0668300982 Seguici su Facebook http://www.facebook.com/centrorusso
giovedì 11 settembre 2014
Volume: Breve storia del metro in Italia
Lunedì 15 settembre 2014 alle ore 18,00 nell’auditorium di palazzo Montani (piazza Antaldi, 2 – 61121 Pesaro), nell’ambito della serie “Incontri a palazzo Montani” proposta dalla Società pesarese di studi storici in collaborazione con il Comune di Pesaro (assessorato alla Cultura) e la Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, viene presentato il volume di Emanuele Lugli
Unità di misura
Breve storia del metro in Italia
(pp. 208, Il Mulino 2014)
Sarà presente l’autore.
L’introduzione del metro – cioè di una misura “naturale” (la quarantamilionesima parte del meridiano terrestre passante per Parigi) che fungesse da fondamento a multipli e sottomultipli a base decimale e che si imponesse come sistema universale – può sembrare un’operazione semplice, facilitata dalle vittorie delle armi francesi sul finire del XVIII secolo e imposta dall’autoritario governo napoleonico.
Non fu affatto così. Lo studio di Emanuele Lugli percorre le vicende politiche e scientifiche (e le ricadute sociali) del sistema metrico decimale, che effettivamente germina nella Francia rivoluzionaria e da lì si diffonde, ma con vicende assai complesse, sia in Europa che in Italia; vicende che solo con la Convenzione internazionale del metro del 1875 si avviano a conclusione (e alla costruzione del modello in platino e iridio custodito, da allora, a Sèvres).
Emanuele Lugli dopo aver studiato a Bologna, al Warburg Institute e all’Institute of Fine Arts della New York University, è stato ricercatore al Kunsthistorisches Institut Max Planck ed è oggi lecturer nel dipartimento di Storia dell’arte della University of York (UK). Ha lavorato altresì per diverse testate giornalistiche (“Abitare”, “Vogue”, “The Guardian”). I suoi ambiti di interesse sono l’arte, l’architettura e la cultura visiva, con particolare interesse al nesso tra arte, tecnologia, politica e scienza.
La S.V. è invitata
Riccardo P. Uguccioni
lunedì 8 settembre 2014
Progetto Storia In Laboratorio: Anno Scolatico 2005-2006
giovedì 4 settembre 2014
. Volume n. 21 della Collana Storia in Laboratorio. Ricerche
. Ricerca sui Caduti di Castel d’Emilio ed Agugliano della
Prima Guerra Mondiale
Le linee guida di una ricerca sui Caduti della Prima Guerra
Mondiale su Castel’Emilio si può articolare su cinque passi:
- Individuazione dei Nomi e Cognomi dei Caduti, che possono essere divisi nei due comparti riferiti alle località
- Individuazione sull’Albo d’Oro dei Caduti della Prima Guerra Mondiale dei relativi nomi. Qui si ha conoscenza del grado militare, dell’appartenenza all’unità militare, della data di nascita del Distretto Militare di Appartenenza, che per tutti è il Distretto Militare di Ancona, del luogo di nascita, della data di morte e della causa di detta morte.
- Acquisiti questi dati, ricerca presso l’Archivio di Stato di Ancona delle indicazioni numeriche dei numeri di riferimento dei fogli matricolari, dando la priorità ai fogli matricolari di Castel d’Emilio poi di Agugliano.
- Individuazione, lettura riproduzione fotografica del foglio matricolare con relativa acquisizione per la Biblioteca Radoni del materiale raccolto..
- Elaborazione delle schede individuali a premessa di una eventuale pubblicazione
martedì 2 settembre 2014
Buona lettura
Dopo la pausa estiva riprende l'inserimento dei post.
Un cordiale augurio di una felice ripresa delle attivita'
giovedì 3 luglio 2014
ISAG: l'ultimo lavoro. La nuovca Collana "Giano"
"Af-Pak: il cuore dell'Asia"
Il nuovo volume, edito dall'IsAG, inaugura la collana "Giano" a cura di Francesco Brunello Zanitti
“Af-Pak la sfida della stabilità,il futuro afghano e pakistano tra interessi contrapposti e cooperazione regionale” è il titolo del nuovo volume che inaugura la collana “Giano” a cura di Francesco Brunello Zanitti, edito dall'IsAG (Istituto Alti Studi di Geopolitica e Scienze Ausiliarie) e Fuoco Edizioni. Il testo è incentrato sull’analisi di un'area, quella dell'Afghanistan e Pakistan – da cui deriva il neologismo Af-Pak recentemente coniato all'interno dei circoli di politica estera statunitense – che per via della sua posizione geografica, oltre ad aver storicamente avuto un importante ruolo di incontro tra popoli e culture e ad essere stata snodo dei traffici commerciali dell'antica via della seta, riveste un ruolo centrale nelle attuali questioni di politica internazionale dal momento che su quel lembo di terra insistono gli interessi di importanti attori, regionali e globali. L'Af-Pak è infatti una zona di collegamento tra l'Asia centrale e l'Asia meridionale, tra la Russia, le Repubbliche centro asiatiche e l'India così come è un punto di connessione tra il Vicino Medio Oriente e l'Estremo Oriente, tra cui la Cina e l'Iran. Pertanto, sotto il profilo geostrategico, è implicito che una concreta influenza su di essa garantirebbe il controllo dei più importanti corridoi energetici e commerciali a livello mondiale.
Continua a leggere su:http://www.zenit.org/it/articles/af-pak-il-cuore-dell-asia
martedì 1 luglio 2014
Sapienza. ISAG incontra l'ambasciatore serbo
RedazioneEuropa2 commenti
I rapporti bilaterali con l’Italia e le prospettive d’ingresso nell’UE saranno materia dell’incontro, programmato per martedì 10 giugno 2014, ore 15-17, presso Sala delle Lauree della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Sapienza di Roma, P.zzale A. Moro 5.
Parteciperanno alla discussione Dario Citati (Direttore Programma “Eurasia” dell’IsAG), Franco Fatigati (Cultore di Geografia dell’Università Sapienza), Daniele Scalea (Direttore Generale dell’IsAG) e Roberto Valle (Professore Associato di Storia dell’Europa Orientale, Università Sapienza)
Nel 1879, 135 anni fa, gli allora Regno d’Italia e Principato di Serbia inaugurarono le loro relazioni diplomatiche. Nel 1914, cent’anni fa, cominciava la Prima Guerra Mondiale, in cui Serbi e Italiani si batterono assieme contro l’Impero asburgico. Nel 1924, novant’anni fa, era costruita la sede dell’Ambasciata italiana a Belgrado. Tutti questi anniversari giungono nel 2014, anno che segna l’inizio dei negoziati per l’adesione della Serbia all’UE.
Per l’occasione l’Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie (IsAG) in collaborazione col Master in Geopolitica e Sicurezza Globale dell’Università Sapienza, nell’ambito del ciclo “Incontri con la Diplomazia”, invita S.E. Ana Hrustanovic, Ambasciatrice della Repubblica di Serbia in Italia, a discutere con docenti e studenti del Primo Ateneo romano.I rapporti bilaterali con l’Italia e le prospettive d’ingresso nell’UE saranno materia dell’incontro, programmato per martedì 10 giugno 2014, ore 15-17, presso Sala delle Lauree della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Sapienza di Roma, P.zzale A. Moro 5.
Parteciperanno alla discussione Dario Citati (Direttore Programma “Eurasia” dell’IsAG), Franco Fatigati (Cultore di Geografia dell’Università Sapienza), Daniele Scalea (Direttore Generale dell’IsAG) e Roberto Valle (Professore Associato di Storia dell’Europa Orientale, Università Sapienza)
La locandina col programma completo è scaricabile cliccando qui.
L’incontro è aperto al pubblico anche esterno all’Ateneo. Gradita la registrazione tramite il formulario dei contatti.
informazioni: ricerca23@libero.it
sabato 31 maggio 2014
Minoranze al tempo dello “scontro di civiltà”. Modelli di multiculturalismo e dialogo,
Le migrazioni sono sempre state presenti nella storia dell’umanità, generando una miriade di situazioni differenti: incontri e scontri, assimilazioni e convivenze, sincretismi e nuove etnogenesi.
Sebbene la storia antica sia già stata testimone di colossali spostamenti di popolazioni, il fenomeno si è velocizzato esponenzialmente negli ultimi secoli e soprattutto decenni a causa della globalizzazione e dei nuovi mezzi di trasporto. Si sono così venute a creare, spesso all’interno dei medesimi paesi, una pluralità di situazioni: minoranze etniche, linguistiche o religiose “storiche”, o acquisite grazie a più recenti variazioni di confine; comunità allogene create o ingrossate dai nuovi flussi migratori di massa; revivalismi culturali di componenti etniche (anche maggioritarie) emarginate.
Tutti questi fenomeni si confrontano oggi col modello dello “scontro di civiltà”, e coi tentativi di sanarlo tramite il dialogo tra civiltà, il multiculturalismo e altre soluzioni.
L’IsAG (Istituto di Alti Studi in Geopolitica e Scienze Ausiliarie) organizza, al fine di discutere tale tematica dal punto di vista pratico e teorico, politico e scientifico, l’incontro Minoranze al tempo dello “scontro di civiltà”. Modelli di multiculturalismo e dialogo,
presso la Sala delle Colonne di Palazzo Marini (Camera dei Deputati), in Via Poli 19 a Roma, mercoledì 4 giugno 2014 alle ore 9.00.
La locandina col programma completa è scaricabile cliccando qui.
Per prendere parte all’evento è necessario registrarsi, entro le ore 12 di lunedì 2 giugno, tramite il formulario dei contatti, comunicando nome, cognome, indirizzo e-mail di ciascun partecipante. Nei locali della Camera dei Deputati per i signori uomini sono obbligatori la giacca e la cravatta.
Programma
Ore 9.00 – Registrazione dei partecipanti
Ore 9.15 – Saluti e introduzione
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati, Capogruppo Minoranze linguistiche)
Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente)
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati, Capogruppo Minoranze linguistiche)
Dott. Tiberio Graziani (IsAG, Presidente)
Ore 9.30 – Comunicazioni:
Le minoranze etno-linguistiche storiche in Italia
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati)
Le minoranze etno-linguistiche storiche in Italia
On. Daniel Alfreider (Camera dei Deputati)
Minoranze e modelli di cittadinanza dell’Italia delle migrazioni
Dott. Corrado Bonifazi (IRRPS-CNR)
Dott. Corrado Bonifazi (IRRPS-CNR)
I diritti delle popolazioni indigene nella regione artica
Dott.ssa Alessandra Caruso (IsAG)
Dott.ssa Alessandra Caruso (IsAG)
Movimenti e conflitti etnoterritoriali in Europa. Tendenze, caratteristiche e ambivalenze
Prof. Adriano Cirelli (Università Internazionale Telematica Uninettuno)
Prof. Adriano Cirelli (Università Internazionale Telematica Uninettuno)
“Non-cittadini”: il caso delle minoranze russe nel Baltico
Dott. Dario Citati (IsAG)
Dott. Dario Citati (IsAG)
venerdì 23 maggio 2014
Elezioni Europee: una data importante
| Elezioni europee Sbarco europeo per il faccia a faccia TV Giampiero Gramaglia 22/05/2014 |
Dibattiti televisivi tra leader europei
I dibattiti presidenziali nell’Unione europea (Ue) non sono - per ora - nulla di tutto questo: share dell’audience da prefisso telefonico, diffusione confinata su reti minori, gestione dei tempi a volte un po’ caotica, l’intreccio delle lingue a complicare il tutto.
Se li fai in inglese, penalizzi chi, come il greco Alexis Tsipras, non si sente a suo agio in quella lingua; se li fai che ciascuno parla la sua, devi affidarti agli interpreti, la voce che arriva al pubblico non è l’originale, le frasi perdono fluidità, la percezione dei personaggi non è né immediata né piena.
Eppure, con tutti i loro limiti, i dibattiti in diretta tv, corollario delle candidature alla presidenza della Commissione europea, sono stati la vera novità mediatica di questa campagna elettorale europea, anche se i protagonisti non hanno mostrato l’aggressività dialettica che, spesso, fa la forza dei confronti americani.
Assente, pure, la retorica positiva in stile Usa: “Non voglio un’Europa che sogna”, sono state le prime parole del candidato del Partito popolare europeo (Ppe), Jean Claude Juncker. Negli Stati Uniti, gli avrebbero spento le tv in faccia; qui non è successo, anche perché di televisori accesi ce n’erano pochi.
Difficile dire quanto i dibattiti abbiano pesato sui pronostici di questa vigilia. L’ultimo rilevamento comparato europeo, diffuso il 20 maggio, dà i popolari -217- in calo rispetto al Parlamento uscente, ma in vantaggio d’una quindicina di seggi sui socialisti -201, in leggerissima ascesa.
La terza forza sono la galassia degli ‘euro-scettici’ di destra, xenofobi, anti-euro, separatisti, che però a Strasburgo non faranno massa unica. Poi, i liberali, la sinistra radicale euro-critica, i conservatori. Ppe e Partito socialista europeo (Pse) insieme avranno la maggioranza dei 751 seggi.
Verhofstadt vincitore mediatico
Nell’arco dei tre dibattiti, il primo da Maastricht il 28 aprile - regia EuroNews -, il secondo da Firenze il 9 maggio - regia RaiNews -; il terzo da Bruxelles il 15 maggio - regia Eurovision e audience molto maggiore degli altri -, il migliore è stato l’ex premier belga Guy Verhofstadt, liberale, federalista, che rivendica alla Commissione un ruolo pilota dell’integrazione europea e contesta il presidente uscente Manuel Barroso per l’abitudine di telefonare a Berlino ed a Parigi prima di decidere che fare.
A Maastricht, Verhofstadt aveva vinto di misura e senza convincere, un 6 pieno, con un 6- agli altri. A Firenze, aveva vinto a mani basse: in termini ciclistici, visto che è in corso il Giro d’Italia, era già sotto la doccia quando sono arrivati gli altri. A Bruxelles, s’è limitato a controllare.
I due favoriti, Juncker, ex premier lussemburghese ed ex presidente dell’Eurogruppo, e il socialista Martin Schulz, attuale presidente del Parlamento europeo,Pe, sono stati soprattutto attenti a non farsi male l’un l’altro e a non inciampare in qualche gaffe: federalismo, eurobond, solidarietà erano parole per loro scivolose.
Impegnati a marcarsi a vicenda e preoccupati di non sciorinare le differenze, Schulz e Juncker si sono spesso impelagati nei tecnicismi più ostici della costruzione europea (il ‘modello comunitario’ contrapposto al ‘sistema inter-governativo’, l’intreccio dei poteri delle Istituzioni, i vincoli dei Trattati).
Così, mentre Schulz e Juncker traccheggiavano, Verhofstadt tirava diritto, in sella al cavallo di battaglia di una Commissione europea che non sia segretariato del Consiglio dei Ministri dell’Ue, cioè cane da riporto dei Governi dei 28, ma che guidi il processo d’integrazione, come avveniva ai tempi, ormai mitici, di Jacques Delors (e un pochino pure sotto la presidenza di Romano Prodi).
Forte di una sua linea, e di una legittimità conferitagli dall’indicazione popolare e dall’investitura del Pe, il presidente dell’Esecutivo di Bruxelles dovrebbe guidare l’Ue a rilanciare crescita e occupazione.
Tsipras spariglia le carte senza fare il botto
Quanto agli outsiders, i verdi Ska Keller - al primo e al terzo - e José Bové - al secondo - hanno fatto la loro parte, portando lei freschezza e lui aggressività. All’ultimo giro, ha esordito Tsipras, campione della sinistra euro-scettica, che ha (un po’) sparigliato le carte, senza, però, fare il botto.
Tsipras, l’unico senza cravatta, strizza l’occhio al voto italiano: chiama in causa Juncker, che c’era, per il vertice di Cannes dove, dice, dietro le quinte furono rovesciati due governi democraticamente eletti, il greco e l’italiano - un’eco delle polemiche sul complotto di questi giorni -; e cita l’impegno dei giudici contro la mafia.
Ma se c’è un po’ d’Italia nel dibattito europeo, è pure merito, anzi demerito, di Silvio Berlusconi: con la sua campagna anti-tedesca e anti-Schulz, diventa l’‘uomo nero’ del primo confronto. Dove tutti lo evocano e lo criticano, tranne Schulz che può permettersi d’ignorarlo. Juncker tradisce l’imbarazzo dei popolari per quell’alleato scomodo e invadente, che però non cacciano perché, senza Forza Italia, non sarebbero più la prima forza del Pe.
Elezione presidente della Commissione
Su un punto sono tutti d’accordo: la scelta del presidente della Commissione dovrà avvenire nell’ambito dei candidati, dal cappello a cilindro dei capi di Stato o di governo dell’Ue non potrà uscire un nome a sorpresa. Persino Juncker, di gran lunga il meno spericolato, dice: “Se non sarà uno di noi, nel 2019 non andrà più a votare nessuno, perché gli elettori si sentiranno presi in giro”.
Recitano un copione?, o sono davvero convinti? Intanto, è già chiaro che non saranno brevi i tempi di decisione sul presidente della Commissione, dopo le elezioni del 25 maggio. E anche i giochi che parevano già delineati potrebbero riaprirsi, nell’Unione e pure in Italia.
Giampiero Gramaglia è consigliere per la comunicazione dello IAI.
mercoledì 21 maggio 2014
Roma: Incontro al Centro Russo il 27 maggio 2014
Giornate della cultura osseta presso il Centro Russo di Scienza e Cultura
Il 27 maggio 2014 alle 19:00 presso il Centro Russo di Scienza e Cultura a Roma in occasione delle giornate della cultura osseta si terrà l’anteprima europea del film “Beslan. Memoria.” del regista Vadim Zalikov, girato in Russia, Belgio, Germania ed Italia. A seguire, l’incontro con il regista ed il cast.
La serata continuerà con l’inaugurazione della mostra degli artisti osseti “Arv-Art”, che rappresenta i pittori provenienti dall’Ossezia del Nord - Alania, Ossezia del Sud, Belgio e Francia.
L’iniziativa delle giornate dedicate alla cultura osseta in Europa è stata ideata dall’associazione internazionale senza fini di lucro “Renaissance Sandidzan” (Belgio) e quest’anno è giunta alla sua quarta edizione. L’evento è stato organizzato con il sostegno del governo della Repubblica dell’Ossezia del Nord - Alania, del Ministero degli Esteri della Repubblica dell’Ossezia del Sud, dell’Associazione internazionale delle comunità ossete “Rinascita”.
Le giornate della cultura osseta si svolgono inoltre in Belgio, Ungheria, Paesi Bassi, Turchia e Francia.
Дни осетинской культуры в РЦНК
27 мая в 19:00 в Российском центре науки и культуры в Риме в рамках Дней осетинской культуры состоится европейская премьера фильма Вадима Цаликова «Беслан. Память», съемки которого проходили в России, Бельгии, Германии и Италии, а также творческая встреча с автором кинокартины и актерами.
Вечер продолжится открытием выставки осетинских художников «Арв-Арт», проживающих в Северной Осетии-Алании, Южной Осетии, Бельгии и Франции.
Международная некоммерческая ассоциация «Renaissance Sandidzan» (Бельгия) уже четвертый год проводит «Дни осетинской культуры в Европе». Мероприятие организовано при поддержке Правительства Республики Северная Осетия-Алания, Министерства иностранных дел Республики Южная Осетия, Международной ассоциации осетинских обществ «Возрождение». Дни осетинской культуры проходили также в Бельгии, Венгрии, Нидерландах, Турции и Франции.
Вечер продолжится открытием выставки осетинских художников «Арв-Арт», проживающих в Северной Осетии-Алании, Южной Осетии, Бельгии и Франции.
Международная некоммерческая ассоциация «Renaissance Sandidzan» (Бельгия) уже четвертый год проводит «Дни осетинской культуры в Европе». Мероприятие организовано при поддержке Правительства Республики Северная Осетия-Алания, Министерства иностранных дел Республики Южная Осетия, Международной ассоциации осетинских обществ «Возрождение». Дни осетинской культуры проходили также в Бельгии, Венгрии, Нидерландах, Турции и Франции.
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venerdì 16 maggio 2014
Aprilia: due articoli di Elisa Bonacini
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Gentilissimi ,
Vi riporto quanto inviato come comunicato stampa a diverse testate on-line.
ed i link di quelle che hanno già pubblicato la notizia.
Distinti saluti,
Elisa Bonacini
martedì 13 maggio 2014
Prossima Pubblicazione. Volume n. 10 della Collana. La Bibliografia
==, ==, Diario Storico
Militare del Corpo Italiano di Liberazione, Giugno, Luglio, Agosto 1944, Roma,
Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1944.
==, ==, Partecipazione
Marche, Rivista. 10. Numero speciale, 15 novembre 1977, Ancona, Regione
Marche.
==,==, La
Partecipazione delle Forze Armate alla Guerra di Liberazione ed alla
Resistenza. 8 settembre 1945 – 8 maggio 1945, Roma, Ministero della Difesa,
Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 2003.
AA, AA., L’agonia
dello zuccherificio, in Jesi e la sua valle, n. 16, 1970
AA. AA., Il Piave.
Giornale-settimanale dei soldati Italiani con l’Ottava Armata, Raccolta
Luglio 1944
AA.,AA., La Guerra di
Liberazione. Scritti nel Trentennale., Roma, Ministero della Difesa, Stato
Maggiore dell’Esercito, Ufficio
Storico, 1979.
Abbruzzetti A., Diario
di Guerra del Cav. Angelo Abbruzzetti, inedito
Appignanesi P., Bacelli D.,La Liberazione di Cingoli. 13 luglio 1944 e le altre pagine di storia
cingolana, Cingoli, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia Sezione di
Macerata-Amministrazione Provinciale di Macerata-Comune di Cingoli, 1986.
Baducci F., ( a cura di) Il
passaggio del fronte e gli uomini in guerra. Testimonianze, lettere, diari,
documenti di Archivio, Polverigi, Scuola Media Polverigi, Comune di
Polverigi, 2012
Balestra E., Diario
parrocchiale di Santa Maria del Piano di Don Ezio Balestra, inedito
Bandini F., Il
dirottamento del Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) al settore adriatico.
in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del
Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena
Illustrata Editrice, 1996.
Battaglia R., Storia
della resistenza italiana, Torino, Einaudi, 1964
Bertolo G., L’ora
della Liberazione, in Pesaro contro il fascismo, Urbino, Argalia, 1972,
Biegarìski S., ( a cura di), Dzialania 2 Korpusu we Wloszech, (Le operazioni del II Corpo in
Italia), Londra, Komisja Historyczna 2-go Korpusu, 1963, Vol. I
Biegarìski, S., Ankona,
Varsavia, Ksiazka i Wiedza, 1986
Bonci F., Diario 1944.
Il passaggio del Fronte ad Osimo, in, “Il Secondo Risorgimento d’Italia”,
Anno XIV, n.1, 2004
Boscardi E., “E il 7
giugno di sorpresa sfilarono gli Italiani – un episodio della Liberazione di
Roma dimenticato dalla storia ufficiale”, in Il Tempo, Roma, 7 giugno 1984.
Boscardi E., L’entrata
delle truppe italiane a Roma ,
in Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. in Atti del Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24
Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra
di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
Boscardi E., Toselli P., (a
cura di), Le Divisioni Ausiliarie nella
Guerra di Liberazione – Atti del Convegno di Studi, Lucca, 8, 9, 10 ottobre
1994, , Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena
Illustrata Editrice, 1998.
Boscardi E., Toselli P., Grassi N. (a cura di), Dalle Mainarde al Metauro. Il Corpo Italiano
di Liberazione (C.I.L.) 1944. – Atti del Convegno di Studi, Corinaldo
22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune, Roma, Centro Studi e Ricerche
sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata Editrice, 1996.
Caglini C., Bombardamenti
su Ancona e Provincia 1943-1944, Ancona, Cassa di Risparmio, 1983.
Camilletti M.G.,, ( a cura di) Raymonts Ellis. Memorie di un soldato inglese nelle Marche. Ancona,
Affinità Elettive, 2010
Campana G., ( a cura di) La
battaglia di Ancona del 17-19 luglio 1944 e il II Corpo d’Armata Polacco ,
Ancona, Istituto Regionale per la Storia del Movimento
di Liberazione nelle Marche, 2002
Campana G., ( a cura di) Catalogo.
Il II Corpo d’Armata Polacco nelle Marche: 1944-1946. Mostra Fotografica., Regione
Marche, Comune di Piagge, Istituto Regionale per la Storia del Movimento
di Liberazione nelle Marche, 2006
Campana G., (a cura di), Rapporto
sulle operazioni del II Corpo Polacco nel settore adriatico. Giugno-Settembre
1944, la guerra nelle Marche. Le battaglie di Ancona, Loreto, del Metauro,
della Linea Gotica in un documento del P.R.O., Ancona, Istituto Regionale
per la Storia del
Movimento di Liberazione nelle Marche, 1999.
Campana G., 1943-1947.
Il II Corpo d’Armata Polacco in Italia.,Ancona, Regione Marche, Museo della Liberazione di Ancona, Istituto
Regionale per la
Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, Quaderni
del Museo della Liberazione di Ancona n. 1
2009
Campana G., Agosto
1944. Il II Corpo d’Armata Polacco a Senigallia,Ancona, Regione Marche, Museo della Liberazione di Ancona, Istituto
Regionale per la
Storia del Movimento di Liberazione nelle Marche, Quaderni
del Museo della Liberazione di Ancona n. 3,
2013
Campanella E., Documento.
Quarantennale della Liberazione di Jesi 20 luglio 1944. Archivio Pivetta.
Campanella E.,. Discorso
Celebrativo Quarantennale della Liberazione di Jesi, Archivio Sergio
Pivetta.
Campanella E., Monte
Marrone: Cerniera tra il Primo Raggruppamento Motorizzato ed il Corpo di
Liberazione in Dalle Mainarde al
Metauro. Il Corpo Italiano di Liberazione (C.I.L.) 1944. – Atti del
Convegno di Studi, Corinaldo 22.23.24 Giugno 1994, Sala Grande del Comune,
Roma, Centro Studi e Ricerche sulla Guerra di Liberazione, Scena Illustrata
Editrice, 1996.
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domenica 4 maggio 2014
Immigrazione, MInoranza e il rapporto con lingua e dialetti
| Preservazione delle lingue Ue, dal multilinguismo al trilinguismo Diego Zannoni 18/04/2014 |
Tale modus procedendi non godeva di alcun supporto normativo poiché tutte le lingue elencate nel regolamento Cee n. 1 del 1958 come successivamente modificato sono parimenti lingue ufficiali e di lavoro dell’Ue, e infatti i bandi in questione venivano annullati dagli organi giurisdizionali Ue su ricorso dell’Italia (ex pluribus sentenza della Corte di Giustizia 27 novembre 2012, causa C-566/10 P).
Tuttavia curiosamente, nonostante il tenore di tali sentenze che riaffermavano il multilinguismo e a panorama normativo immutato, lo European Personnel Selection Office (Epso) aveva continuato a prevedere nei bandi di concorso che le prove fossero svolte in inglese, francese o tedesco.
Già su queste basi veniva spontaneo chiedersi come il multilinguismo avrebbe potuto reggere di fronte ai successivi tentativi delle istituzioni Ue di ridurlo surrettiziamente ad un trilinguismo in virtù di deroghe sistematiche motivate da vaghe ragioni di celerità e di servizio.
Il trilinguismo concorsuale
Il primo marzo 2014 l’Epso ha introdotto le nuove “Disposizioni Generali Applicabili ai Concorsi Generali” che fissano inter alia il regime linguistico obbligatorio per i concorsi Ue e consacrano normativamente la preminenza dell’inglese, del francese e del tedesco sulle altre lingue ufficiali. Infatti “salvo indicazione contraria nel bando di concorso, la scelta della seconda lingua [in cui i candidati debbono svolgere le prove di concorso] è in genere limitata al francese, all'inglese o al tedesco”. È fatto salvo l’obbligo di motivazione che però con ogni probabilità si ridurrà ad una mera clausola di stile.
L’Epso evidentemente ha fatto breccia su alcuni punti della sentenza indicata la quale, annullando i bandi di concorso controversi, faceva comunque intendere che una eventuale motivazione contenuta nei bandi avrebbe potuto rendere legittima la restrizione della facoltà di scelta della lingua2. E motiva infatti tale restrizione facendo leva ad esempio sulle esigenze di servizio.
Profili di criticità delle Disposizioni Generali
L’imposizione del trilinguismo concorsuale da parte dell’Epso suscita non poche perplessità. In primis, il potere di dettare la disciplina linguistica dei concorsi Ue non è stato conferito all’Epso dalla decisione istitutiva 2002/620/CE né dalla successiva Decisione 2002/621/CE ed è anzi dubbio che le stesse istituzioni Ue dispongano di tale potere perché:
1) l’art. 6 del regolamento n. 1 conferisce loro il potere di stabilire mediante regolamenti interni le modalità applicative dello stesso in casi specifici. Una restrizione a tre lingue nei concorsi non costituisce una modalità applicativa, ma una deroga al principio della parità delle lingue e l’introduzione della stessa come regola per i concorsi non è uno caso specifico.
2) I concorsi si proiettano verso l’esterno delle istituzioni e quindi non sembrano sottoponibili al regime determinato dalle istituzioni nei loro regolamenti interni.
Ma il punto centrale è che i concorsi dovrebbero avere come obiettivo in primis la selezione di persone competenti per i posti che devono essere ricoperti. Poiché il requisito professionale è distinto da quello linguistico, il ruolo delle competenze linguistiche non dovrebbe essere espanso a danno delle competenze professionali del candidato.
E se proprio le esigenze di servizio imponessero una restrizione delle lingue di lavoro, sarebbe al più ragionevole che la competenza linguistica costituisse oggetto di una prova ad hoc, ferma la possibilità per i candidati di svolgere tutte le prove in qualsiasi lingua dell’Ue a scelta.
È vero che le Disposizioni Generali richiedono un livello di conoscenza solo soddisfacente e non approfondito per la lingua2 e da qui si potrebbe dedurre che si tratta di un requisito proporzionato.
Ma il fatto che tale lingua2 sia imposta per tutte le prove dei concorsi implica necessariamente che la conoscenza linguistica ne alteri i risultati e avvantaggi quindi i candidati anglofoni, francofoni e germanofoni che ben potranno scegliere come lingua2 la loro lingua madre poiché le Disposizioni Generali si limitano a stabilire che la lingua2 debba essere diversa dalla lingua1. Il tutto in violazione dei principi di parità di trattamento e di non discriminazione.
Integrazione europea
Rimane da chiedersi quali siano le ragioni reali che abbiano condotto a favorire inglese, francese e tedesco a scapito di altre lingue ufficiali e di lavoro.
Non è dato sapere perché e da chi sia stato scelto il criterio di preferire le lingue più studiate come lingua straniera (Conclusioni dell’Avvocato Kokott, causa C-566/10 P).
Infatti, anche ammesso che sia stato davvero questo il metodo di selezione, l’adozione di altri criteri parimenti ragionevoli avrebbe portato a conclusioni differenti.
In realtà la scelta linguistica, lungi dall’essere dettata da esigenze di servizio, sembra riflettere e consolidare rapporti di forza secondo modalità incompatibili con il principio di uguaglianza che ha contraddistinto fin dall’origine il processo di integrazione europea.
Diego Zannoni, dottore di ricerca in diritto internazionale e dell’Unione Europea, già Arsenault Postdoctoral Fellow presso la McGill University di Montreal (Canada), è attualmente assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Padova.
lunedì 28 aprile 2014
Ucraina: la articolazione linguistica
Limes Oggi
Ucraina: divisioni linguistiche ed etniche
carta di Laura Canali
"La crisi in corso ha marcato le faglie etno-linguistiche, esaltate in chiave identitaria dalle forze più estreme. Resta che la popolazione si afferma per tre quarti ucraina, per meno di un quinto russa, pur se questa peculiarissima tassonomia si svela spesso forzosa. Le esigue minoranze bielorusse, moldave, ungheresi, romene, ceche, ebraiche, greche, bulgare, tatare eccetera sono a rammentarci le sedimentazioni multietniche di questa terra di frontiera.
Infine, Kiev è a un tempo culla della Russia eterna per la consolidata mitografia moscovita e della nazione ucraina per la recente pedagogia autoctona. Di qui la permanente vocazione all’instabilità che marca dal 1991 l’Ucraina indipendente, primo vero esperimento di Stato nazionale che quelle terre abbiano conosciuto, fatte salve le oleografie protonazionali a uso identitario che dipingono remote età dell’oro e il breve esperimento repubblicano nel fuoco della guerra civile fra «bianchi» e «rossi».
La carenza di tradizione statuale induce una labile legittimità istituzionale. I patrioti ucraini tendono a compensarla tramite l’ipertrofia nazionalistica. I russi, fuori e talvolta dentro la nuova Ucraina, ricorrono invece alla negazione dell’identità kievana, sussunta nella propria".
La carta rappresenta il puzzle etnico ucraino, distinguendo ucraini, russi e altre minoranze (ungherese, romena/moldava, bulgara).
Le regioni a maggioranza etnica ucraina o russa sono poi distintesulla base della lingua in esse maggioritaria: ad esempio la regione di Odessa è abitata da ucraini etnici che però sono in maggioranza russofoni.
A Kiev i russi etnici costituiscono il 13,1% della popolazione, mentre a Sebastopoli (Crimea, annessa alla Russia da marzo) essi salgono al 71,6%.
Carta e citazione tratte da "Lo specchio ucraino",
editoriale di L'Ucraina tra noi e Putin
editoriale di L'Ucraina tra noi e Putin
(28/04/2014)
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lunedì 31 marzo 2014
Centro Russo di Culura: Gogol e Gioacchino Belli
Serata commemorativa in onore di Nicolaj Gogol’ e Giuseppe Gioachino Belli
Il 1 aprile presso il Centro russo di scienza e cultura
si terrà la serata commemorativa in onore di Nicolaj
Gogol’ e Giuseppe Gioachino Belli. Nel corso dell’evento
interverrà Marcello Teodonio, un noto esperto
dell’attività creativa del poeta italiano – famoso per i
suoi sonetti romaneschi, e della vita letterata romana
della prima metà dell’800.
E’ importante ricordare che fu proprio N.Gogol’ a portare all’attenzione del critico e poeta francese Charles Augustin de Sainte-Beuve il nome e le opere di Belli durante il loro viaggio navale da Civitavecchia a Marsiglia, nel 1839. “Il Signor Gogol’ mi raccontò di aver trovato un vero poeta romano” – ricorda Sainte-Beuve nella sua recensione alla raccolta dei romanzi di Gogol’ – “un poeta popolare che scriveva sonetti in dialetto trasteverino. Dei sonetti che, susseguendosi, formavano un poema”.
L'evento si terrà in lingua italiana.
E’ importante ricordare che fu proprio N.Gogol’ a portare all’attenzione del critico e poeta francese Charles Augustin de Sainte-Beuve il nome e le opere di Belli durante il loro viaggio navale da Civitavecchia a Marsiglia, nel 1839. “Il Signor Gogol’ mi raccontò di aver trovato un vero poeta romano” – ricorda Sainte-Beuve nella sua recensione alla raccolta dei romanzi di Gogol’ – “un poeta popolare che scriveva sonetti in dialetto trasteverino. Dei sonetti che, susseguendosi, formavano un poema”.
L'evento si terrà in lingua italiana.
Вечер памяти Николая Гоголя и Джузеппе Джоакино Белли в РЦНК
1 апреля 2014 года в 19:00 в Российском центре
науки и культуры в Риме состоится вечер памяти
Николая Гоголя и Джузеппе Джоакино Белли. В рамках
мероприятия выступит Президент Центра исследований
имени Дж.Белли Марчелло Теодонио, один из известных
специалистов по творчеству итальянского поэта,
прославившегося своими сонетами, написанными на
римском диалекте.
Именно Н.Гоголь, открыл в 1839 году имя Белли
французскому критику, поэту и романисту Шарлю
Огюстену Сент-Беву на пароходе, плывшем из
Чивитавеккьи в Марсель. «Господин Гоголь сказал
мне, что нашел в Риме истинного поэта, – вспомнит
Сент-Бев в 1845 г. в отклике на вышедший во
Франции сборник повестей Гоголя. – Поэта
народного, по имени Белли, который пишет сонеты на
трастеверинском наречии. Сонеты, следующие один за
другим и образующие поэму».
Мероприятие проводится на итальянском языке без перевода.
Мероприятие проводится на итальянском языке без перевода.
-- Centro Russo di Scienza e Cultura Piazza Benedetto Cairoli, 6 00186 Roma tel.39 0688816333 Seguici su Facebook http://www.facebook.com/centrorusso
venerdì 28 marzo 2014
Cardinale Antonio Vico. Inizio di una Ricerca
Antonio Vico di Agugliano.
era nato ad Agugliano il 9/1/1847,
laureato in filosofia, ordinato sacerdote nel 1973, fatto vescovo nel 1898,
diplomatico in vari paesi europei e sudamericani.
Tra l'altro contribuì a
risolvere la crisi di Panama del 1903. Fatto cardinale da Pio X nel 1911,
Benedetto XV lo nominò nel 1915 Prefetto della Sacra Congregazione dei riti e,
come tale, contribuì alla beatificazione di Giuseppe Collolengo, di Bernadette
Soubirou, di San Gabriele dell'Addolorata, di Santa Giovanna d'Arco e di santa
Teresa del Bambin Gesù. Morì nel 1929 a Roma ed è sepolto nella chiesa del
Sacramento (ad Agugliano?).
Ad Agugliano c'è un palazzo della sua nobile
famiglia
Chi avesse notizie, documenti o altro
sul Cardinale Antonio Vico è pregato di scrivere a ricerca23@libero.it
mercoledì 26 marzo 2014
lunedì 17 marzo 2014
Una interessante iniziativa.
Progetto storico-culturale “Russia-Italia. Il conte A.Zakrevskij: virate del destino”
Il 21 marzo alle 15:00 presso il Centro Russo di Scienza e Cultura sarà inaugurato il progetto storico-culturale “Russia-Italia. Il conte A.Zakrevskij: virate del destino”. Questa iniziativa, presentata dal Museo Federale della Formazione Professionale, ha lo scopo di rievocare e far tornare in auge il nome dell’eminente militare e politico russo della prima metà dell’800, conte Arsenij Andreevich Zakrevskij, il cui destino è inscindibilmente legato sia alla Russia che all’Italia.
Tra i partner del progetto: l’Associazione dei connazionali russi di Firenze “Centro di lingua e cultura russa”, il Centro della cultura russa a Roma, con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa e Rossotrudnicestvo.
Tra i partner del progetto: l’Associazione dei connazionali russi di Firenze “Centro di lingua e cultura russa”, il Centro della cultura russa a Roma, con la partecipazione del Ministero degli Affari Esteri della Federazione Russa e Rossotrudnicestvo.
Историко-культурный проект «Россия-Италия. Виражи судьбы графа А.А.Закревского»
21 марта в 15:00 в Российском центре науки и культуры состоится открытие историко-культурного проекта «Россия-Италия. Виражи судьбы графа А.А.Закревского». Данный проект, представленный Федеральным музеем профессионального образования, посвящен возращению в современную культурную среду незаслуженно забытого имени выдающегося российского военного и государственного деятеля первой половины XIX века графа Арсения Андреевича Закревского, связавшего историей своей судьбы Россию и Италию.
Партнеры проекта – Ассоциация российских соотечественников Флоренции «Центр русского языка и культуры» и Центр российской культуры в Риме при поддержке Министерства иностранных дел РФ и Россотрудничества.
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