Le Edizioni a Stampa del CESVAM 2014 - 2024

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Catalogo di tutte le edizioni a Stampa del Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO
Il volume e acquistabile presso tutte le librerie, oppure si può chiedere alla Casa Editrice (ordini@nuovacultura.it) o all'Istituto del nastro Azzurro (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

1866 Il Combattimento di Londrone

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Il Volume sarà disponibile dal 30 aprile 2025

Collana Storia in Laboratorio

Il piano editoriale per il 1917 è pubblicato con post in data 12 novembre 2016

Per i volumi pubblicati accedere al catalogo della Società Editrice Nuova Cultura con il seguente percorso:
www.nuovacultura.it/catalogo/collanescientifiche/storiainlaboratorio

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014
Collana Storia in Laboratorio . Aggiornamento sul Canale You Tube: ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM

Testo Progetto Storia In Laboratorio

Il testo completo del Progetto Storia in Laboratorio è riportato su questo blog alla data del 10 gennaio 2009.

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La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011

La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011
Direttore della Collana: Massimo Coltrinari. (massimo.coltrinari@libero.it)
I testi di "Storia in Laboratorio"
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sabato 10 giugno 2023

Maria Luisa Suprani Querzoli

 

Sulle vere origini degli Arditi

 

La presente ricostruzione delle origini del fenomeno degli Arditi ha tratto stimolo da una notizia di cronaca piuttosto recente: la ricorrenza dell’istituzione dei Riparti d’Assalto[1], quest’anno, è stata funestata da un atto vandalico che, se da un lato ha destato scalpore, dall’altro ha indirettamente contribuito ad accrescere la confusione in merito all’esatta identità di questi Combattenti. La discussione che è sorta intorno a tali deplorevoli gesti, al di là dello sdegno, non è infatti andata oltre nozioni storiche di superficie, senza indagare più a fondo circa sia le ragioni sottese a tale bravata, sia – soprattutto - la vera origine dei Riparti.

Un breve riepilogo su quanto accaduto a fine luglio 2022: la targa commemorativa dell’istituzione[2] posta a Sdricca di Manzano è stata frantumata e i muri del Monumento della Federazione Nazionale Arditi d’Italia, sito a Capriva, sono stati imbrattati da scritte in vernice rossa. Tali manifestazioni di dissenso ideologico – peraltro unanimemente condannate per la manifesta impropria modalità di espressione - hanno rappresentato il punto culminante di un crescendo di tensioni venutosi a creare (per l’ambiguità che aleggiava intorno a scelte inerenti alla celebrazione della ricorrenza) fra alcune forze politiche locali e gli organizzatori della commemorazione.

Risulta curiosa (e, ai fini di contribuire a chiarire le motivazioni circa quanto accaduto, forsanche indicativa) la coincidenza fra data di istituzione dei Riparti d’Assalto e genetliaco di Benito Mussolini: il giorno è lo stesso, 29 luglio.

Appare palese che si tratta di pura casualità (il capo del Fascismo nacque nel 1883, trentaquattro anni prima che i Riparti venissero istituiti). A volte, però, si tende a sottostimare che il regime fece propria buona parte della tradizione più gloriosa della guerra senza andare troppo per il sottile[3]: durante l’intero ventennio le celebrazioni della ricorrenza dell’istituzione degli Arditi si trovarono quindi a coincidere con il compleanno del Duce, data significativa in un contesto teso ad enfatizzare il culto della persona del Capo[4].

Forse le recenti tensioni ideologiche sono state amplificate, seppur  inconsapevolmente, dall’eco dei fasti legati a tale data polisemantica (sedimentata nella memoria collettiva): questo intreccio di concause, probabilmente, ha sospinto pochi  sconsiderati a far d’ogni erba un fascio, increspando per un certo tempo la bonaccia della cronaca locale tipica del periodo estivo.

Come anticipato, la ragione storica alla base di tale reazione incivile a tensioni da risolversi in altra sede e con altri mezzi è da ricercarsi proprio nel Fascismo che, per fornire di fondamenta salde la propria repentina nonché violenta affermazione, fece proprio – mitizzandolo[5] - il patrimonio di eroismo della Grande Guerra, Arditi in primis[6].

Del valore militare della Grande Guerra giunto ai giorni nostri serba memoria concreta soprattutto la toponomastica: circa le figure dei Comandanti della vittoria (e quindi fuori discussione: se la figura del generale Cadorna – in una prospettiva rivelatasi coriacea di fronte all’analisi approfondita della verità storica - continua ad essere capro espiatorio delle durezze della guerra[7], quella del generale Capello è addirittura colpita da una damnatio memoriae capace di rimuoverne ogni traccia e non solo dalla toponomastica) si può affermare che furono le stesse enfatizzate, seppure con fini strumentali tutt’altro che storici, dal Fascismo.

Tale eredità gravosa ha tacitamente contribuito a circondare il ricordo (e, di conserva, le ricorrenze) di figure e di fatti d’arme relativi alla Prima guerra mondiale di un manto di retorica disfunzionale alla costruzione di una memoria storica condivisa, capace di influire indirettamente sulla percezione del presente[8].

Gli Arditi appartengono al patrimonio morale e tecnico della Grande Guerra e a tale contesto richiedono di essere ricondotti, liberi da strumentalizzazioni politiche le quali, nel tempo, si sono inspessite in misura tale da costituire addirittura un filtro capace di alterare la verità dei fatti, contribuendo ad una percezione fondamentalmente distorta della realtà.

Una volta riconosciuta l’azione di siffatto filtro, sarà interessante ripercorrere l’iter compiuto dagli Arditi per poterlo restituire (seppure in modo essenziale) nella sua complessità, distinguendone il compito prettamente militare dall’aura non sempre adamantina da cui la fama di tali Combattenti è tuttora circondata.

Lo stesso termine ‘ardito’[9] rimanda in primis al coraggio, ma anche all’assetto spregiudicato di chi arrischia troppo: il denominatore comune che lega le due accezioni è riconducibile al concetto di ‘sprezzo del pericolo’, dote encomiabile in ambito bellico (e pertanto ricorrente fra le motivazioni di molte Medaglie al Valore).

Nel margine di coesistenza fra i concetti di ‘coraggio’ e ‘azzardo’ si colloca l’origine degli Arditi: le singole figure rispecchiarono, in diversa misura, entrambi gli aspetti, dando luogo ad aree dove si può tuttora annidare legittimamente un sospetto di ambiguità. Nell’ambito delle discipline psicologiche, è noto che una percentuale - seppur assai esigua - di persone risulta incapace della ben minima empatia di fronte alla vista del dolore altrui. Nemmeno arretra di fronte alla possibilità di infliggere dolore, in assenza di percezione delle conseguenze gravi del proprio gesto. Non è escluso che tale profilo (considerato socialmente pericoloso in tempo di pace), nel contesto bellico contrassegnato da esigenze urgenti, sia confluito facilmente nella categoria degli ardimentosi: «guerra, guerra/ all’austriaco invasore/ sono Ardito, Ardito e fiero/ con la bomba e col pugnale guai per l’orrido straniero/ che mi attende e che mi assal!»[10].

Nella eterogenea composizione delle Fiamme Nere[11] è compresente anche il versante diametralmente opposto, espressione di chi decise di dedicarsi integralmente al bene della Patria, incanalando principalmente nel coraggio e nel sacrificio di sé l’ardore necessario a sì temibili imprese: «Se vuoi trovar l’Arcangelo da fante travestito,/ ricercalo a Manzano e troverai l’ardito!»[12]. Fra gli Arditi figurarono infatti personalità di uno spessore morale non comune: valga d’esempio la figura del pluridecorato  Umberto Visetti il cui spericolato percorso esistenziale e militare attraversa le due guerre per poi confluire nella sfera religiosa, dove, abbandonato il secolo, diventerà Frate (missionario) Agostino di Cristo Re. Anche Antonio Mugetti (Padre Angelico) può vantare diverse Medaglie al Valore, combattendo proprio nella Brigata Lambro a cui – come si vedrà - molto dovette l’istituzione vera e propria dei Riparti d’Assalto[13].

Una volta considerate le tendenze contrassegnate da polarità opposta, si può tornare ad analizzare la psicologia dell’Ardito sotto una luce meno estrema e lo si farà partendo dalla testimonianza del generale bersagliere Eugenio De Rossi in una rara descrizione dell’alterazione a cui è soggetta la psiche del Combattente valoroso in momenti di estrema tensione:

 

Domande angosciose che contribuivano a farmi un quadro assai fosco della situazione [il riferimento è all’attacco al Merzly nel giugno 1915]. Ma a buon punto il mio naturale [corsivo non presente nel testo] prese il sopravvento. I molti se, i molti ma, non mancano mai per sconsigliare un attacco a chi non ha la ferma volontà di aggredire, e scacciai quelle nebbie. I preparativi per l’azione furono fatti dall’altro mio io, che aveva sostituito subitamente il suo sosia tentennante. Credo non essere il solo che abbia notato lo sdoppiamento della propria individualità in circostanze più o meno gravi della vita. Non sono spiritista, non ho mai preso parte a sedute spiritiche, sono piuttosto incline a credere che il fenomeno dello sdoppiamento psichico spontaneo appartenga alla categoria degli ipnotici e, sempre, se dico male i medici mi perdonino; il fatto è che nella mia esistenza lo sdoppiamento si avverò. Come già dissi, quando generalmente il mio spirito era esaltato oltre l’ordinario, l’incosciente che sonnecchia in noi si svegliava ed appariva accanto al normale.[14]

 

La particolareggiata testimonianza di De Rossi è mirata a confutare sul nascere le obiezioni generiche circa l’impiego determinante (o, addirittura, risolutivo) di sostanze stupefacenti in contesti bellici. Esiste una letteratura specifica intorno all’argomento ma, nonostante ciò, è riduttivo ed antiscientifico escludere la naturalità originaria dell’assetto eroico.

Anche nella vita civile si possono compiere atti straordinari in situazioni di particolare eccezionalità ma ciò che per un civile rappresenta appunto un’eccezione, per il Soldato costituisce il dovere: «[l]’onor militare, derivante dalla tradizione e dell’elevatezza del sentimento nazionale, richiede come base l’onor civile, ma di questo è una sublimazione; ciò che nella morale civile può esser considerato come virtù rara ed eroismo, nella morale militare non rappresenta che il semplice compimento di un dovere»[15], sostiene il generale Capello.

Il generale De Rossi, di fronte a pericolose ed incontrollate manifestazioni di esaltazione, ricorda che «“l’eroismo non è un mestiere che si eserciti 24 ore al giorno e 365 giorni dell’anno. Gli eroi, in realtà, hanno solo dei lampi di eroismo che esplodono all’improvviso, precipitandoli irresistibilmente in avventure inattese. L’eroe, a considerarlo bene, è quasi sempre tale suo malgrado!”»[16].

Gli Arditi, per impiegare l’espressione di De Rossi, si trovarono invece ad indossare volontariamente l’abito mentale dell’eroismo pressoché 24 ore al giorno, anche se non 365 giorni all’anno: tali sforzi al limite della resistenza umana necessitavano infatti di adeguati tempi di recupero.

Questo assetto richiese, al d là della prestanza fisica di partenza, condizioni di vita adeguate allo scopo, per certi aspetti (inerenti sia al lavoro, sia al riposo) incommensurabili con la sfibrante routine propria della trincea.

Gli Arditi, anche a causa di tali privilegi (già la sottrazione dei migliori elementi finalizzata alla costituzione dei Riparti d’Assalto non aveva suscitao acceso entusiasmo fra i Comandanti), non riscossero soverchie simpatie[17].

In precedenza, però, quando i Soldati arditi non potevano ancora formalmente fregiarsi dell’appellativo, la loro presenza di supporto risultava particolarmente gradita nelle prime linee: «erano tanto contenti i compagni nostri, perché andavamo da una linea all’altra ed erano contenti che la Brigata Sassari fosse presente perché la Brigata Sassari dava un senso di tranquillità e sicurezza», ricordava il generale Musinu, Comandante della leggendaria compagine[18]. I Valorosi, infatti, erano impiegati inizialmente in compiti di particolare impegno capaci di agevolare poi l’azione delle truppe (accrescendone così l’efficacia), con un conseguente risparmio di vite umane.

Il criterio che informò la selezione degli Arditi non poteva prescindere dalla piena efficienza fisica, esaltata da doti atletiche notevoli. Tali qualità, oltre a fornire un’offerta efficace alla domanda che le istanze del momento decretavano urgente, trovavano una cassa di risonanza amplissima sia nelle fondamenta del Pensiero futurista, sia nella cultura sportiva che, repentinamente, venne declinata ad esigenze belliche[19], a partire dalla campagna di interventismo sostenuta da «La Gazzetta dello Sport».

Al Lettore di oggi appare lapalissiano che le fatiche di guerra possano essere, seppur solo in parte, alleggerite da una forma fisica in piena efficienza. Un secolo fa, questo concetto non appariva affatto cosa scontata:

 

Alla base d’ogni nostra attività (VI Battaglia dell’Isonzo) avevamo messo il più virile e il più intenso sviluppo della educazione fisica, sotto forma di violenti sports di guerra. Finalmente si era capito (e ci voleva la guerra per capirlo) che la condizione prima per essere un buon soldato, consiste nella robusta e vigorosa preparazione del corpo; perché la guerra è, soprattutto, una enorme fatica, e, sul campo, si combatte e si comanda bene, soltanto quando si è giocondamente sani e quando si riesce a dominare i propri nervi. Quanta strada, anche qui, dal tempo dei nostri primi lontani anni di carriera, quando, nei reggimenti, l’educazione fisica era considerata come qualche cosa di accessorio al confronto della pura istruzione  tecnico – militare, e questa, anziché essere, sopra tutto, un armonico e lieto addestramento del corpo e dell’anima, intristiva nei cortili delle caserme o sulle ben spianate piazze d’armi in un meccanismo secco e monotono, che non interessava seriamente nessuno![20]

 

Alla dimostrazione dell’efficacia delle azioni compiute da coloro che possono essere considerati veri e propri pionieri dei Riparti d’Assalto seguì la codificazione: la veste normativa che diede forma al fenomeno spontaneo degli Arditi costituisce la fase conclusiva di processo mirato ad integrare tale efficace contributo attraverso canoni definiti che ne permettano l’assimilazione sul piano organizzativo e, di conserva, un impiego pienamente strutturato.

Dopo aver considerato la presenza tra le file dell’Esercito avversario di Sturmtruppen di matrice germanica (Circolare n. 6230 del Comando Supremo del 14 marzo 1917) i Riparti d’Assalto vengono istituiti con la Circolare n. 111660 del 26 giugno 1917 a firma del Sottocapo di Stato Maggiore, generale Porro, diretta ai Comandi delle Armate 1ª, 2ª, 3ª, 4ª e 6ª. «La 2ª Armata del generale Capello si dimostra la più sollecita a mettere in pratica le richieste del Comando Supremo a causa dei risultati positivi ottenuti in azione dai plotoni speciali della brigata Lambro e della 48ª Divisione».

Si deve sempre allo stesso Francesco Saverio Grazioli, alla testa di tale valorosa Brigata (ai tempi della conquista di Gorizia, dipendente dal VI Corpo d’Armata comandato dal generale Capello), la descrizione della nascita di fatto degli Arditi ad un anno di distanza dalla loro istituzione ufficiale:

 

Questi nuclei muniti di armi automatiche leggerissime avrebbero dovuto trascinare la intera massa, la quale, come tutte le troppo numerose collettività, è per sé stessa pigra ed ha bisogno di gente spregiudicata e di temperamento acceso che, in ogni affare grosso, dia il via e l’esempio della decisione.

Fu per dar corpo a questa, davvero non peregrina ricetta di psicologia collettiva [di cui il generale Capello rappresenta un pioniere a tutti gli effetti], che, formai, fin da allora, scegliendo sul complesso della brigata, alcuni plotoncini speciali, armati di pistola mitragliatrice (sole armi leggere di cui allora potevamo disporre) e li feci addestrare dai più squilibrati e rompicollo giovani ufficiali che trovai nel reggimento, esaltando fino all’estremo le qualità di ardimento e sprezzo del pericolo, di cui quei ragazzi mostravano di essere dotati.

Tutto ciò avveniva nel giugno del 1916 e perciò assai prima che spuntassero quei plotoni arditi che generarono poi le truppe d’assalto di storica memoria, e a cui tanto si dovette nelle giornate gloriose di Vittorio Veneto.[21]

 

Principalmente, la vittoria di Gorizia si dovette alla preparazione alacre e puntuale posta in essere dal Comando del VI Corpo d’Armata a cui fu propedeutica – ed essenziale – un’azione di sgretolamento della spessa coltre di sfiducia e di scetticismo che affliggeva l’intera compagine, dal Fante agli Alti Comandi[22].

L’istituzione formale degli Arditi fu, nella sostanza, più legata alla dimostrazione palese di efficacia della preparazione propedeutica alla conquista di Gorizia che all’emulazione pedissequa delle Sturmtruppen.

L’allenamento dello spirito offensivo che diede i suoi frutti nell’agosto del 1916, a ben vedere, risale a tempi di molto precedenti:

 

Calcinato, 5 luglio 1915

 

Il generale Capello, che comanda la nostra Divisione (25ª: Brigata Macerata e Brigata Sassari) ha evidentemente una viva simpatia per Monte Nuvolo, piccola altura a sud di Lonato. Ne ha fatto un innocuo ma permanente teatro di finta guerra: i bianco – azzurri della Macerata contro i bianco – rossi della Sassari.[23]

 

La damnatio memorie che ha colpito il generale Capello si è ripercossa sulla chiarezza circa le vere origini degli Arditi, diventati (e, soprattutto, rimasti) nell’immaginario collettivo espressione del Fascismo: in tale protratta distorsione della verità storica è da cercarsi il germe che sollecita e conduce ad azioni sconsiderate come quella menzionata agli inizi.

Poche righe rispetto alla vastità del tema: vuole essere questo solo un contributo mirato a sgretolare la cortina di luoghi comuni stratificatisi nel tempo, incuranti della veridicità delle proprie fondamenta, che rappresentano tuttora un retaggio sottotraccia della retorica fascista: contributo vieppiù necessario ad una cultura nazionale propensa ancora oggi a vedere nella data fatidica del 24 ottobre l’immagine della sconfitta di Caporetto piuttosto che la data d’inizio della Battaglia di Vittorio Veneto, decisiva ai fini della conclusione della guerra, non solo italiana.

 

 

dott.ssa Maria Luisa Suprani Querzoli



[1] Sdricca di Manzano, 29 luglio 1917.

[2] La targa, posta a Sdricca, risale al 1938 (cfr. T. Dissegna, Il Comune di Manzano ritira il patrocinio: gli Arditi rimangono alla Sdricca, in www.messaggeroveneto.geolocal.it, 31 luglio 2022).

[3] L’espressione, riferita alla scarsa capacità di discernimento propria della gente, è dello stesso Mussolini (cfr. intervista di Enzo Saini ad Ardengo Soffici in «Settimo Giorno», 26 marzo 1959, in  D. Ascolano, Luigi Capello. Biografia militare e politica, Ravenna: Longo Editore, 1999, p. 225). Circa l’assimilazione politico – culturale operata dal Fascismo di alcune glorie celeberrime della guerra, spicca la figura del maggiore Baracca: si dimenticarono le simpatie repubblicane dell’Asso, palesi al punto da determinare – si disse - l’assenza del Re ai suoi solenni funerali (cfr. F. Bandini, Il Piave mormorava. Milano: Longanesi, 1968, p.210). Sia il monumento di Domenico Rambelli dedicato all’eroico Maggiore (inaugurato nel 1936), sia la raccolta rivisitata delle sue lettere (Memorie di guerra aerea, Roma: Ardita, 1933) tradiscono la finalità di quella che, a tutti gli effetti, fu un’operazione culturale con fini di propaganda piuttosto palesi.

[4] Anche l’astrologia concorse al mito: Mussolini era del Leone.

[5] Che il Fascismo fosse interessato al mito e non alla storia divenne esplicito fin dal 1923, quando di fronte allo studio esaustivo su Caporetto ad opera del colonnello Adriano Alberti (Direttore dell’Ufficio Storico di Stato Maggiore) vennero opposte nette resistenze. La ricostruzione storica dell’Alberti ha visto le stampe solo nel 2004.

[6] Risulta esemplare la metamorfosi subita dalla canzone Giovinezza, nata come canto goliardico nel 1909, eletta in seguito a inno degli Arditi e finita – letteralmente - sotto l’ala dell’aquila littoria. Oggi, tale canzone è bandita e nemmeno risulta riproponibile nella sua versione originaria, tanto risulta ancora forte l’eco di ricordi cupi di cui si è resa portatrice. Altro segno distintivo degli Arditi approdato poi al Fascismo è il fez, per non accennare al motto A noi!, inizialmente coniato dal maggiore Freguglia (Com’è nato il motto “A noi!”, in www.arditigrandeguerra.it).

[7] «Sono i nemici della guerra i quali vedono in me la personificazione stessa della medesima» (lettera di Luigi Cadorna a Ninetta, [s.l.] 2 luglio 1917, in L. Cadorna, Lettere famigliari, (a cura di Raffaele Cadorna), Milano: Mondadori, 1967, p. 208).

[8] «Il ricordo è un atto immaginativo il cui significato influenza la valutazione che diamo del presente» (F. Fera, Storie che curano – Dialoghi.it, in www.yumpu.com). Tale asserzione, aderente all’indirizzo dato alle scienze psicologiche da James Hillman, inerente al microcosmo dell’individuo, può essere estesa al macrocosmo della Nazione.

[9] Cfr. voce ‘ardito’, Vocabolario Treccani, www.treccani.it.

[10] Il brano della canzone è tratto Giovinezza primavera di bellezza. Le origini del Canto degli Arditi, in www.arditigrandeguerra.it. Il sentimento di esaltazione guerriera è in antitesi all’empatia provata da diversi Soldati nei riguardi dei loro avversari con i quali condividevano – a breve distanza di spazio – gli stessi forti disagi legati alla vita di trincea. Tale sentimento, seppur chiaramente comprensibile sul piano umano, risultava di fortissimo nocumento allo spirito offensivo necessario all’impegno bellico.

[11] Solitamente con l’espressione ‘Fiamme Nere’ si indicano gli Arditi. Erano altresì presenti le mostrine cremisi presso i Bersaglieri e quelle verdi presso gli Alpini.

[12] L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del Montello (a cura di A. Mucelli), Bassano del Grappa: Itinera Progetti, 2017, p. 11.

[13] Cfr. ivi, documentazione iconografica compresa fra le pp. 80 e 81 del volume. I nessi fra religione e guerra sono indagati in J. Hilman, Un terribile amore per la guerra, Milano: Adelphi Edizioni, 2005.

[14] E. De Rossi, La vita di un Ufficiale italiano sino alla guerra, Milano: Mondadori, 1927, p. 281.

[15] L. Capello, Note di guerra, vol. I, Milano: Fratelli Treves Editori, 1921, p. 91.

[16] E. De Rossi, La vita di un Ufficiale italiano sino alla guerra, cit., p. 275.

[17] Anche gli Aviatori subirono sorte analoga: la lontananza dal fango della trincea corrispondeva nella mentalità del Fante (circa la psicologia del Fante cfr. A. Gatti, Caporetto. Dal diario di guerra inedito (maggio – dicembre 1917) (a cura di A. Monticone), Bologna: Il Mulino, 1964, pp. 65 – 66) ad uno status degno di invidia, sentimento immediato e, come tale, inconsapevole delle altissime percentuali di rischio connesse a tali ambiti elitari.

[18] Generale Giuseppe Musinu (Thiesi, 22 marzo 1891 – ivi, 4 aprile 1992). Il brano dell’intervista televisiva rilasciata dal Generale in occasione dei suoi cento anni compare al link https://youtu.be/o_ytrMoUU9A.

[19][19] Risulta indicativo, al pari di una sintesi di tale declinazione, l’iter compiuto dall’Aviazione: da sport per eccentrici (guardato inizialmente con scetticismo ed estrema diffidenza) ad arma del futuro, nell’arco di pochissimi anni.

[20] F. S. Grazioli, In guerra coi Fanti  d’Italia, Roma: Libreria del Littorio, 1930, p. 60.

[21] Ivi, p. 66.

[22] Dell’azione propedeutica (morale e pratica)  necessaria alla vittoria importante di Gorizia si trova ampia trattazione in Note di guerra (vol. I), memoria difensiva del generale Capello, pubblicata pressoché a ridosso dell’uscita della Relazione della Commissione d’inchiesta su Caporetto. La memoria del Generale confuta le accuse rivoltegli da una Commissione – come divenne presto palese – non informata da criteri di obiettività nel proprio operare. Anche il testo citato di Grazioli, seppur scritto quando, per motivi politici, oramai Capello era caduto definitivamente in disgrazia, si dimostra concorde con quanto sostenuto dal Generale in Note di guerra.

[23] G. Tommasi, Brigata Sassari. Note di guerra, Roma: Tipografia Sociale, 1925, p. 17. «E lo sa chi vi parla, avendo presenti i ricordi che di Capello serbarono gli uomini della Brigata Sassari, per sua volontà composta esclusivamente da sardi» (A. Corona, Capello massone, in AA.VV., Luigi Capello. Un Militare nella storia d’Italia (a cura di Aldo A. Mola), Cuneo: Edizioni L’Arciere, 1987, p. 247).

 

sabato 20 maggio 2023

La Battaglia delle Ardenne Plastico

 


Osimo Galleria del Figurino Storico

a Cura di Luca Mengoni

martedì 9 maggio 2023

Albo d'Oro. Corpi Disciolti. Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale

ARCHIVIO

  

Fonte: T20.

  Corpi Disciolti

  Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale  ( 1923 -1943)

 

Il 12 gennaio 1923, durante il primo governo Mussoli, e dopo la Marcia su Roma del 28 ottobre 1923, su proposta del generale Emilio de Bono, che sarà fucilato a Verona l’11 gennaio 1944 per Alto Tradimento, presenta una relazione istitutiva di una Milizia di partito al Gran Consiglio del Fascismo. Denominato Istituzione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.  Segue il Regio Decreto n. 31 del 14 gennaio 1923, che entrerà in vigore il 1° Febbraio 1923 e che sarà convertito in legge , n. 473 del 17 aprile 1925, con la quale viene istituita la Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. La Milizia è al “Servizio di Dio e della Patria”  con qualche perplessità in quanto di religioso non è previsto alcunchè.

Il reclutamento è volontario ed i limiti di età sono tra i 17 ed i 50 anni

 L’Ordinamento della Milizia è basato su:

Legioni, Coorti, Centurie e Manipoli, che corrispondono nell’Ordinamento dell’Esercito ai Reggimenti, Battaglioni, Compagnie e Plotoni

 Ogni Legione aveva un Numero, un Nome e un Distretto di Reclutamento.

Accanto alla Milizia Ordinaria si crearono milizie di specialità, che sono:

Confinaria, con compiti di controllo dei confini

Universitaria, che inquadrava gli studenti universitari e svolgeva particolari corsi di Allevi Ufficiali

Artiglieria Contraerea, costitutiva ed addestrava le batterie per la difesa costiera del territorio

Erano Milizie Speciali le seguenti

Ferroviaria, con compiti di vigilanza e di sicurezza sulle strade ferrate, sul materiale e sulle persone

Portuaria, con compiti per la vigilanza dei porti e degli scali marittimo

Forestale, per la difesa del patrimonio boschivo nazionale e del suo incremento

Postelegrafonica, per garantire il miglior rendimento del servizio postale

Stradale, per il controllo e la disciplina del traffico stradale e assistenza agli incidenti stradali

 

Sarà tratteggiata una breve storia della Milizia in un successivo studio

 

Per quanto riguarda le Medaglia al Valore la Milizia presenta questo quadro ( 1923 – 1943

Decorazioni Collettive

Ordine Militare di Savoia/Italia ai Labari ( guerra 1935-1936): 20

Ai Labari di Legioni CC.NN.: 2ì37 Medaglie al Valor Militare

Decorazioni Individuali

Ordine Militare di Savoia: 20

Medaglie d’Oro al valor Militare. 90

Medaglie d’Argento al Valor Militare: 1232

Medaglie di Bronzo al Valor Militare: 2421

Croci di Guerra al Valor Militare: 3658

Promozioni al Grado Superiore: imprecisato

 

 Nel Campo dedicato ai Gradi vi è l’equipollenza dei Gradi della Milizia con quelli dell’Esercito, Aeronautica e Marina Militare

(Albo d’Oro dei Decorati Italiani ed Ester dal 1792 ad Oggi) 30 aprile 2023  Fonte T20.

(massimo coltrinari

 


sabato 29 aprile 2023

Giovanni Riccardo Baldelli Gli Ordinamento Militari Italiani dal 1919 al 1939

 

Il volume può essere chiesto a: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org



Il presente volume nel quadro del tema generale “Le riforme militari tra il 1919 ed il 1939.” tratta  e  descrive la evoluzione degli ordinamenti militari italiani tra le due guerre mondiali, via via che si sono succeduti in un ventenni  di accelerate e susseguenti riforme dello strumento militare italiano.

Ci si inserisce neil dibattito che va avanti dagli anni del secondo dopoguerra in merito all’adozione della divisone binaria, per la fanteria, e delle divisioni “celeri”. Un dibattito veramente interessante che il presente volume ed il prossimo sicuramente ravviveranno. E quindi entrambi i volumi rappresentano una fonte di titoli per le tesi del Master in Storia Militare Contemporanea, di cui i volumi sono integrati nell’offerta didattica. E questo è valido non solo per la seconda guerra mondiale, ma anche per le guerre precedenti il 1940, compresa quella in Etiopia e l’intervento a sostegno a Franco, in Spagna.

Il volume tratta anche aspetti particolari con l’ordinamento delle Truppe Coloniali e della Guardia alla Frontiera. Per le prime vi era il retaggio dell’Italia umbertina, mentre per la seconda un Corpo di recentissima formazione che doveva difendere le frontiere, soprattutto quelle settentrionali, sulle

Giovanni Riccardo Baldelli, Socio della Federazione di Ancona dell’Istituto del Nastro Azzurro. E’ docente al Master di 1° Liv. in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960 attivato presso la Università degli Studi N. Cusano Telematica Roma.

In Copertina: Cartolina postale militare dedicata all’Armata del Po. (Collezione dell’Autore)

mercoledì 19 aprile 2023

Albo d'Oro Nazionale dei Decorati Italiani e Stranieri dal 1792 ad oggi Bibliogreafia Elenco I

 


ELENCO N. 1  BIBLIOGRAFIA  alla Data del 30 novembre 2022

Capone F. Il Valore Militare nel Salento, Lecce, Tipografia Gallucci, 1954, pag 246

Castellani L., Pratesi L, Perticucci R., Guffanti A, Albo d’Onore dei Decorati al Valor Militare della provincia di Arezzo, Montevarchi, Federazione provinciale di Arezzo, 2006, pag. 146                                                               

Ferluca L, Decorati al Valor Militare di Trieste, Istria, Fiume Dalmazia, Trieste, Federazione Provinciale di Trieste, 1997, pag. 441

Furiano A., Decorati al Valore Militare e loro congiunti della Tigullia, Chiavari, Federazione Provinciale di Chiavari, 1973, pag 200 (Dattiloscritto)

Gruppo Decorati Ordine Militare d’Italia, Ordine Militare d’Italia, Albo d’Oro 1815 – 1971, Roma, Arte Grafica Editoriale Romani, 1971, pag 746 

Gruppo Medaglie d’Oro, Le Medaglie d’Oro al Valore Militare. Bandiere 1929 – 1954. Individuali 1925 -1941, Roma, Tipografia Regionale, 1965, pag 820, Volume I

Gruppo Medaglie d’Oro, Le Medaglie d’Oro al Valore Militare. Bandiere 1943 – 1945. Individuali 1941 -1981, Roma, Tipografia Regionale, 1982, pag 109

Gruppo Medaglie d’Oro, Le Medaglie d’Oro al Valore Militare. Individuali 1942 -1949, Roma, Tipografia Regionale, 1965, pag 820, Volume II

Istituto Storico del Volontarismo Italiano in Guerra - ISVG, I volontari nelle Forze Armate del Regno d’Italia. Campagna. settembre 1943 – maggio 1945, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito/Marina/Aeronautica, Ufficio Storici Esercito/Marina/Aeronautica, 1981, pag 220

Maffucci A., Albo d’Oro dei combattenti decorati al Valore Militare della provincia di Pistoia, Pistoia, Federazione Provinciale di Pistoia, s.d, Pag. 159

Pepe A., Associazione Nazionale Volontari di Guerra, Albo della Gloria. 610 Medaglie d’Oro al valor militare caduti in combattimento. 1859 -1943, Roma, Giovanni Volpi Editore, 1976. pag 273

Presidenza Nazionale, Statu e Regolamento. Aggiornati con le modifiche del XXIX Congresso Nazionale, Roma, Officine Grafiche San Marcello,, 2014, pag.40

Reggiani L., Libro d’Oro della provincia di Modena, Aggiornamento 1995 Modena, Federazione provinciale di Modena, Tipografia TEM, 1995, pag. 82

Reggiani L., Libro d’Oro della provincia di Modena, Modena, Federazione provinciale di Modena, Stabilimento Poligrafico Artioli, 1968, pag. 147

Revetto R, Sezanne P., Imbrighi P.L., Gli Ordini Cavallereschi, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico, 1997, pag 220

Rocca U., Le Medaglie d’Oro al Valore Militare della Repubblica Italian (1946 -2002), Roma, Tipocartotecnica, 2003, pag.168

Scarpa C., Sesanne P., Le Decorazioni al Valore dei Regni di Sardegna e d’Italia (1793 -1946), Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Marina/Marina/Aeronautica, Ufficio Storici Esercito/Marina/Aeronautica, 1976, pag. 480

Scarpa C., Sesanne P., Le Decorazioni al Valore della Repubblica Italiana. Medaglie al Valore e Croce al Valore militare, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Marina/Marina/Aeronautica, Ufficio Storici Esercito/Marina/Aeronautica, 1981, pag. 501

Scarpa C., Sesanne P., Le Decorazioni al Valore della Repubblica Italiana. Medaglie al Valore e Croce al Valore militare, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito/Marina/Aeronautica, Ufficio Storici Esercito/Marina/Aeronautica, 1981, 120

Scarpa C., Sezanne P., Le Decorazioni del Regno di Sardegna e del Regno d’Italia. Le Decorazioni al Merito, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito/Marina/Aeronautica, Ufficio Storici Esercito/Marina/Aeronautica, 1987, Volume I, pag.487

Siccardi F., I Decorati al Valore Militare della provincia di Savona, Savona, Federazione Provinciale di Savona, 1975

Ufficio Storico della Marina Militare, Le Medaglie di bronzo al Valore Militare dal 1889 al 1939, Roma, Ministero della Difesa, Stato Maggiore della Marina, Ufficio Storico, 2001

Zampini F., Militari Marchigiani, Decorati al Valor Militare 1915-1918, 1940-1945 ed altri fronti, Pesaro, Stampato in Proprio, 2014, Pag 519

domenica 9 aprile 2023

Rivista QUADERNI Anno LXXXIII, Supplementi XXVIII, 2023, n. 1 27° della Rivista

La Rivista può essere chiesta a: segreteriagnerale@istitutonastroazzurro.org



 

lunedì 27 marzo 2023

INFOCESVAM. ANNESSO.ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI.ANNO I, N. 1, Gennaio – Febbraio 2023, 1 marzo 2023

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 37/38 N. 1, Gennaio – Febbraio 2023, 1 marzo 2023

ANNESSO

A: BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

Situazione bimestrale dello stato di sviluppo, approntamento e finalizzazione de:

ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI

ANNO I, N. 1, Gennaio – Febbraio 2023, 1 marzo 2023

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I/1/01. La decodificazione di questi numeri è la seguente: I anno di edizione dell’annesso, 1 il mese di edizione di INFOCESVAM –ANNESSO ALBO D’ORO, 01, il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi, riferita ad ogni Federazione citata o altra notizia. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione del ALBO D’ORO NAZIONALE DEI DECORATI ITALIANI E STRANIERI DAL 1793 AD OGGI”. Questo ANNESSO trova come naturale complemento la piattaforma www.cesvam.org.

I/1/02 – L’Albo d’Oro Nazionale dei decorati Italiani e Stranieri dal 1793 ad oggi è  il naturale implemento e continuazione dell’ARCHIVIO DIGITALE dei decorati, REALIZZATO NEL 20028/2010  dall’allora Presidente Zanardi. Pertanto il predetto Archivio Digitale è propedeutico alla consultazione ed uso dell’Albo d’Oro.

I/1/03 – Progettazione.  È acquisito come documento di base il Progetto di Implementazione dell’Archivio digitale presentato nel 20220 al Ministero della Diesa, denominato Report 1. (settembre 2022)

I/1/04 - È stato contattato, ed ha accettato, il Dott. M. Orioli, esperto e specialista di informatica, che curerà la creazione di tutta la Banca dati dell’Albo d’Oro. Il Dott. Orioli inizia a lavorare dal 1 Gennaio 2023. Diviene il primo operatore dell’Albo d’Oro assumendo la qualifica di Utente.

I/1/05- Glossario. Per “Utente” si intende la persona fisica preposta all’inserimento diretto dei dati nella nel Data Base dell’Albo d’Oro. Sarà indicato di volta in volta il compito assegnato. Uno speciale campo del Data base sarà utilizzato per indicare ogni utente ed il numero degli inserimenti da lui effettuati. Questo permette, successivamente, un riferimento per agevolare la fase di controllo.

I/1/06 - Responsabile. Il Direttore del CESVAM è il responsabile della creazione dei Data base e dell’utilizzo dell’Albo d’Oro, su mandato del Presidente Nazionale. È anche Utente, ed in questa qualità detterà tempi e modi di sviluppo dell’Albo d’Oro

I/1/07 –  Utenti iniziali sono i Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio. Le predette persone svolgeranno attività di tutoraggio per i nuovi Utenti

I/1/08 – Albo d’Oro Nazionale. Provincia di Imperia.  Testo base “Albo d’Oro della Provincia di Imperia. II Aggiornamento.1998. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Manuel Vignola

I/1/09 –  Albo d’Oro Nazionale. Provincia di Ancona. Base. “Gli Azzurri della Provincia di Ancona” Ed. 1975. Sono stati inseriti al 28 Febbraio 2023 808 decorati singoli, con questa ripartizione 24, MOVM, 210 MAVM, 295 MBVM, 266 Croci al V.M., 5 Passaggio IN SPE, 5 Promozioni per Merito di Guerra. Ordine Militare d’Italia, n. 4. I dati sono incompleti. Inizia la fa due: revisione del testo.

I/1/10 – Albo d’Oro Nazionale. Provincia di Savona.  Testo base “I Decorati al Valor Militare della Provincia di Savona Edizione 1973. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Nicolò Paganelli

I/1/11 – Albo d’Oro Nazionale. Provincia di Firenze, di Pistoia, di Arezzo. È iniziato l’inserimento dei dati di queste federazioni. Utenti: Mastrantonio, Monteverde, Tomasini

I/1/12 –  Albo d’Oro Nazionale. Decorazioni alla Truppe dei Corpi Coloniali. Testo Base: Ales S., Dell’Uomo F., Bandiere, Stendardi, Labari e Gagliardetti dei Corpi Militari dello Stato 1860-2007, Roma Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito. Con la Collaborazione del Dott. Giovanni Cecini. Utente Massimo Coltrinari

I/1/13. - Progettazione. È acquisito il report “Contenuti degli sviluppi del progetto. Banca dati denominato Report2. (ottobre 2022)

I/1/14 - Progettazione. La base di riferimento dell’Albo d’Oro sarà per provincia, sulla base dell’ordinamento attuale della ripartizione della Repubblica Italiana. Fonte Atlante De Agostini edizione 2023

I/1/15 - Il Dott. Lombardelli ha offerto la sua disponibilità di tempo (3 ore settimanali) per l’implementazione dell’Albo d’Oro. Ha avuto assegnato la lettera G del Volume “Gli azzurri della Provincia di Ancona”

I/1/16 – Sulla piattaforma www.cesvam sarà attivato una rubrica dedicata interamente all’Albo d’Oro che riporterà anche il presente annesso e tutte le osservazioni migliorative della Guida all’Inserimento

I/1/17 – Per la prima decade di Marzo sarà attiva una Maschera di inserimento che dovrà portare: l’accesso diretto al sito dell’Istituto del Nastro Azzurro; l’accesso diretto all’Archivio Digitale “Zanardi” l’accesso diretto alla piattaforma www.cesvam.org. Inoltre l’accesso all’inserimento del Decorato Singolo e del Decorato Collettivo oltre che la Visualizzazione di questi due comparti

I/1/18 – Alla fine del I Trimestre 2023 non sono stati completati gli inserimenti REVISIONATI            per nessuna provincia. Gli Utenti attivi sono 10, non attivi 13

I/1/19 – Per la prima decade di marzo sarà approntata una tabella “Stato di Avanzamento degli Inserimenti (Individuali e Collettivi) per Provincia con la seguente (provvisoria) catalogazione A. Pronto per la Consultazione e Divulgazione B. Versione Finale C. Stampato su Carta D. Revisione Inserimenti, E. Inserimento dati. Queste catalogazioni saranno articolate in cinque sotto catalogazioni ciascuna

I/1/20 Progettazione. È acquisito il “Disciplinare creazione Albo d’Oro Nazionale dei decorati al Valor Militare” come report 3 (novembre 2022)

I/1/21 – Il presidente Nazionale, Carlo Maria Magnani, come Utente, ha provveduto ad inserire i Decorati della provincia di Imola.

1/1/22 – Nel mese di Gennaio 2023 gli inserimenti sono stati: Tomasini (129), Mastrantonio (276), Monteverde (153) Coltrinari (73), Bottoni (15). Coltrinari (127) Decorati Collettivi

I/1/23 -  Guida all’Inserimento. Una tabella di Gradi equipollente Esercito, Marina, Aeronautica, M.V.S.N. sarà predisposta per agevolare la compilazione del campo

I/1/24 – Nel Mese di febbraio 2023 gli inserimenti sono stati: Magnani (305) Tomasini (705), Mastrantonio (495), Monteverde (405), Coltrinari (163), Bottoni (0), Lombardelli (41) Baldelli (35), Madeddu (174), Olevano (38), Orioli (5) Trogu (19)

I/1/25 - – Prossimo INFOCESVAM – ANNESSO PER ALBO D’ORO sarà pubblicato il 1 MAGGIO 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2023) SI ANNESSO  non  ci sono, il presente ed i prossimi sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM e sui blog: www.associazionismomilitare e su www.valoremilitare.org.

 

domenica 19 marzo 2023

INFOCESVAM, ANNOx, 37/38, n1, Gennaio - Febbraio 2023, 1 marzo 2023.

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 37/38 N. 1, Gennaio – Febbraio 2023, 1 marzo 2023

X/1/651 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 626 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato alla indicazione dei blog attivati come complemento della piattaforma www.cesvam.org

X/1/652 – Il Progetto 2022 dedicato al Museo dell’Istituto è stato sostituito, su iniziativa del Presidente Nazionale da un altro dal titolo “Attività di esecuzione di ricerche finalizzate alla edizione di pubblicazioni concernenti la data anniversaria della Fondazione dell’Istituto del Nastro Azzurro. Tale progetto prevede la edizione di volumi dedicati alla Storia dell’Istituto e di un Poster/Manifesto

X/1/653 – Albo d’Oro Nazionale dei Decorati al Valor Militare. Indetta una riunione il Alla data del 28 febbraio 2023 l’attivazione delle modalità di alimetazione sono in essere per individuare le Federazioni da scegliere per l’ampliamento degli inserimenti

X/1/654 – Il volume dedicato alla Prigionia in Africa Orientale nel secondo conflitto mondiale  a raggiunto la realizzazione del manoscritto n. 3 Una sessione di ricerca è prevista per la prima decade di aprile sia presso l’Archivio di Stato di Roma sia presso l’Ufficio Storico dell’Esercito a Via Lepanto dal Direttore, e dal  Dott. Giovanni Riccardo Baldelli.

 

X/1/655 –  Il Programma per le celebrazioni della Fondazione dell’Istituto del Nastro azzurro è disponibile presso la Segreteria Generale. Info:segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org. Eventi Principali: 25 Marzo cerimonia all’Altare della Patria; 26 Marzo Santa Messa alla Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, Roma.

X/1/656 –  CESVAM – PAPERS. Riordino dei numeri usciti nel 2019, 2020, 2021 nella edizione su carta. Per la edizione 2022 la titolazione prevede delle variazioni in relazione alle esigenze dell’Albo d’Oro Nazionale

X/1/657 –  Il blog www.uniformologia.blogspot.com continua a pubblicare uniformi, distintivi. Gradi ed equipaggiamenti degli Eserciti dell’Ex Patto di Varsavia.

X/1/658 – Progetto 2022/2 Libano. Predisposta la Copertina. Predisposto il manoscritto 1 con l’impostazione, e la iconografia. Il Coautore Antonio Trogu ha predisposto tutta l’iconografia, parte terza della pubblicazione

X/1/659 –  Albo d’Oro Nazionale. Gli inserimenti al termine del mese di gennaio per i decorati singoli sono stati 495. Hanno prestato la loro opera come Utenti, i Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio.

X/1/660 –   Il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione ha visto il completamento dei Compendi e dei glossari nel mese di febbraio. E’ disponibile. Info: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

X/1/661 – Rivista QUADERNI”. Il numero 2 del 2023, 28° della Rivista dalla Prima Edizone, sarà interamente dedicato al Centenario e avrà una struttura ordinativa “ ad hoc”

X/1/662 – Progetto 2022/1. Volumi aventi per titolo “ L’Istituto del Nastro Azzurro in Italia e nel Mondo. Il Valore Militare Italiano” incentrati sulla documentazione che attesti le attività delle Federazioni/Sezioni/Gruppi sul territorio con cenni iconografici e note storico-geografiche.

X/1/663 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Imperia.  Testo base “Albo d’Oro della Provincia di Imperia. II Aggiornamento.1998. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Manuel Vignola

X/1/664 –  Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Ancona. Base. “Gli Azzurri della Provincia di Ancona” Ed. 1975. Sono stati inseriti al 28 Febbraio 2023 808 decorati singoli, con questa ripartizione 24, MOVM, 210 MAVM, 295 MBVM, 266 Croci al V.M., 5 Passaggio IN SPE, 5 Promozioni per Merito di Guerra. Ordine Militare d’Italia, n. 4. I dati sono incompleti. Inizia la fa due: revisione del testo.

X/1/666 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Savona.  Testo base “I Decorati al Valor Militare della Provincia di Savona Edizione 1973. Inserimento a partire da marzo 2023. Utente Dott. Nicolo Paganelli

X/1/667 – Progetto 2022/1. Volumi riguardanti “ L’Albo d’Oro dei Decorati d’Italia”. Come noto nel corso dei suoi cento anni di vita l’Istituto attraverso le federazioni ha edito innumerevoli volumi dedicati ai Decorati delle singole provincie. La raccolta di tutti questi annuari, riordinati rappresenta al momento L’Albo d’Oro Nazionale a stampa  del Valore Militare Italiano. Sul sito dell’Istituto si darà conto di quanto sopra

X/1/668 – Albo d’Oro Nazionale. Federazione di Firenze. Federazione di Pistoia, Federazione di Arezzo. E’ iniziato l’inserimento dei dati di queste federazioni. Utenti: Mastrantonio, Monteverde, Tomasini

X/1/669 –  Albo d’Oro Nazionale. Decorazioni alla Truppe dei Corpi Coloniali. Testo Base: Ales S., Dell’uomo F., Bandiere, Stendardi, Labari e Gagliardetti dei Corpi Militari dello Stato 1860-2007, Roma Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito. Con la Collaborazione del Dott. Giovanni Cecini. Utente Massimo Coltrinari

X/1/670 – Progetto 2022/1 Manifesto/Poster predisposto per la data anniversaria della fondazione. Ha lo scopo di presentare alla popolazione scolastica in tutta Italia il valore militare Italiano riportando in 16 riquadri che cosa è, che cosa fa, che cosa è stato e quello che farà l’Istituto del Nastro Azzurro. IL formato è quello Standard dei manifesti 70x100. I riquadri sono composti per 1/3 da foto (unica) e dal testo /2/3

X/1/671 – Albo d’Oro Nazionale. Sardegna. Non è stato ancora rintracciato alcun annuario di questa Regione. E’ iniziato l’inserimento dei Decorati singoli. Alla data del 28 febbraio erano stati inseriti 167 Decorati di tutte le provincie della Sardegna. Utente. Giorgio Madeddu

X/1/672 – Progetto 2022/1 Volume dedicato al fondatore Ettore Viola contenente una raccolta dei suoi scritti sulla Grande Guerra e sulle sue vicissitudini politiche in contrasto con il fascismo e con Benito Mussolini, sulla base della pubblicazione del testo integrale alla guida del Fondo Ettore Viola alla Biblioteca-Archivio della Camera dei deputati.  E’ in corso di pubblicazione su www.valoremilitare,blogspot.com i punti salienti di detto fondo

X/1/673 –  Albo d’Oro Nazionale. Gli inserimenti al termine del mese di febbraio per i decorati singoli sono stati 1982, per un totale dal 1 gennaio 2023 di 2477. I totale dei soci collettivi è 101 Hanno prestato la loro opera come Utenti, i Sig. Coltrinari e Orioli e le Sig.re, Bottoni, Tomassini, Monteverde, Mastrantonio.

X/1/674 – Il prossimo 13 marzo si terranno le sessioni di laurea dei Master attivati presso la Unicusano (info:www.unicusano.it/ portale master)

X/1/675 – Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 marzo 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

 

 

 

domenica 5 marzo 2023

Il Brevetto di Alexander

 Il Brevetto Alexander, noto anche come Certificato al Patriota, è un documento che venne conferito ai partigiani italiani dopo la Seconda Guerra Mondiale. È chiamato in questo modo dal nome del maresciallo Harold R. Alexander, comandante in capo delle Forze Alleate in Italia. Venne conferito per la prima volta dallo stesso Alexander al partigiano Nello Iacchini, che il 26 agosto 1944 salvò la vita del maresciallo britannico e del primo ministro inglese Winston Churchill durante la visita di quest'ultimo in Italia. 


Il 14 giugno 1945 il giornale L'Unità riportò la notizia della consegna del Certificato al Patriota da parte del generale Crittemberg, Comandante della IV Armata alleata, al generale Cadorna. Nell'articolo si legge che "nel certificato il generale Cadorna è chiamato Feld Maresciallo, in riconoscimento degli sforzi da lui compiuti per liberare l'Italia" e che "il certificato è identico a quello che viene dato a tutti i Partigiani al termine del loro servizio".