Le Edizioni a Stampa del CESVAM 2014 - 2024

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Catalogo di tutte le edizioni a Stampa del Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO
Il volume e acquistabile presso tutte le librerie, oppure si può chiedere alla Casa Editrice (ordini@nuovacultura.it) o all'Istituto del nastro Azzurro (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

1866 Il Combattimento di Londrone

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Il Volume sarà disponibile dal 30 aprile 2025

Collana Storia in Laboratorio

Il piano editoriale per il 1917 è pubblicato con post in data 12 novembre 2016

Per i volumi pubblicati accedere al catalogo della Società Editrice Nuova Cultura con il seguente percorso:
www.nuovacultura.it/catalogo/collanescientifiche/storiainlaboratorio

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014
Collana Storia in Laboratorio . Aggiornamento sul Canale You Tube: ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM

Testo Progetto Storia In Laboratorio

Il testo completo del Progetto Storia in Laboratorio è riportato su questo blog alla data del 10 gennaio 2009.

Si può utilizzare anche la funzione "cerca" digitando Progetto Storia in Laboratorio.

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La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011

La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011
Direttore della Collana: Massimo Coltrinari. (massimo.coltrinari@libero.it)
I testi di "Storia in Laboratorio"
sono riportati
sul sito www.nuovacultura.it
all'indirizzo entra/pubblica con noi/collane scientifiche/collanastoriainlaboratorio/pagine 1 e 2

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domenica 26 aprile 2015

I Guerra Mondiale. Le Comunicazioni

materiali per le tesine dell'esame di stato

L'IMPORTANZA DELLA RADIO 
NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914 - 1918 

Le trasmissioni radio non sono state inventate durante la guerra, ma la loro utilità sui campi di battaglia ne ha accelerato lo sviluppo, rendendo possibile la loro affermazione per uso civile nel dopoguerra. La rivoluzione nella comunicazione è avvenuta quando lo scambio di informazioni che prima avvenivano tramite corrieri o bandiere segnaletiche, iniziò a contare su un sistema del tutto innovativo, molto più affidabile e praticamente istantaneo. Nel 1915 la trasmissione radiofonica era già una realtà capace di varcare i confini oceanici, furono quindi addestrati parecchi addetti, impegnati a mantenere collegamenti tra il fronte e le retrovie per sfruttare questi nuovi apparecchi per scopi bellici, e nacquero nuove figure professionali capaci di decifrare codici e codificazioni, così come i sistemi di spionaggio. Uno dei grandi limiti dell’invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che si potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse e non messaggi vocali o suoni come li conosciamo oggi. A un apparecchio trasmettitore a spinterometro era affiancata una ricevente, costituita da nastri magnetici o a cristallo adatti alla ricezione del Morse. Lo sviluppo della radio comincia a compiere dei passi significativi poco prima della guerra nel 1904, anno in cui Fleming della University College di Londra inserì la valvola termoionica alla “stazione Marconi”. Il diodo inserito inizialmente venne sostituito da un triodo inventato da De Forest, cioè di un sistema a tre valvole che generava oscillazioni ad ampiezza costanti a bassa frequenza, assicurando una maggiore pulizia del segnale e una grande capacità di modulazione e trasmissione del segnale a una lunghezza d’onda prescelta. Malgrado le innovazioni, la radio continuò ad avere evidenti problemi di dimensioni, interferenza elettrica e scarsa selettività degli apparecchi trasmettitori, oltre a una bassa amplificazione dei segnali con i problemi di ricezione connessi. La radio, anche se possedeva ancora dei limiti, venne vista comunque come un potente mezzo di comunicazione, e durante la guerra fu motore di economia e ricerca. Man mano che la guerra progrediva, la radio divenne un importante supporto per le truppe: per esempio serviva a indirizzare il fuoco verso l’esercito nemico nei momenti più confusi della battaglia. L’esercito richiedeva apparecchiature più compatte, capaci di sintonizzarsi al meglio e di amplificare il segnale di ricezione. Per ovviare a questo problema, Marconi inventò il ricevitore a cristallo numero 16, che riduceva il rumore di fondo ed era dotato di una batteria interna che generava una corrente elettrica tra i due cristalli, che ne aumentarono la sensibilità. I veri sviluppi però si ebbero quando entrarono in campo gli Stati Uniti nel 1917. Le valvole termoioniche per esempio passarono da una produzione di circa 400 valvole alla settimana prima del 1917, a oltre 20.000 alla fine del conflitto. L’impiego di apparecchi a valvola con frequenze stabilizzate con antenne a telaio di piccola dimensioni agevolò successivamente l’organizzazione dei servizi così detti a maglia. In tali servizi un gruppo di stazioni funzionanti con la stessa lunghezza d’onda formavano una maglia: su di una stessa maglia una sola stazione per volta poteva trasmettere. L’insieme delle maglie di una grande unità formava una rete, i cui nodi erano costituiti dalle località ove convergevano i vertici di più maglie. I nodi si trovavano presso i Comandi di grandi unità e in ogni nodo funzionavano più stazioni contemporaneamente con lunghezze d’onda molto diverse. Negli stessi anni, Ernst Alexanderson introdusse uno strumento per sintonizzare la radio, tuttora integrato nei nostri dispositivi. Sotto la spinta delle esigenze belliche, si svilupparono anche sistemi localizzazione, che nel dopoguerra resero più sicuri i voli e diedero slancio all’espansione dell’aviazione anche civile. Sebbene in modo ancora inefficiente, si comprese ben presto che la trasmissione di onde radio rendeva possibile la localizzazione della posizione dell’antenna che recepiva il segnale. La Telefunken fu la prima azienda a sfruttare l’opportunità di localizzare i propri dirigibili, montando una radio-bussola sopra gli Zeppelin. Il dirigibile, a differenza degli altri aeroplani, era grande a sufficienza per trasportare apparecchiature radio di grandi dimensioni, e l’introduzione a bordo di questa innovazione era di primaria importanza dato che i velivoli venivano mandati sui territori nemici – prevalentemente francesi e inglesi – durante la notte. Le timide innovazioni introdotte durante la prima guerra mondiale forse non sono state così utili ai fini della guerra perché avevano ancora troppe carenze, ma hanno posto le basi per lo sviluppo successivo delle trasmissioni radio ad uso civile, della marina e dell’aviazione. LA RADIO NELL'ESERCITO Nonostante la radio fosse già utilizzata da qualche anno nei paesi europei, nel 1914 sia la Francia, sia l’Inghilterra e l’Italia disponevano di un limitatissimo numero di stazioni radiofoniche da campo. L’Inghilterra, però, possedeva le officine della Compagnia Marconi e la Francia quelle della Société Radioèlectrique: grazie ad esse tali nazioni poterono rapidamente munirsi di un elevato numero di stazioni militari di vario tipo. L’Italia disponeva delle Officine Marconi di Genova e dei brevetti dell'inventore con il quale era stata stabilita una convenzione secondo cui lo stato poteva fare libero uso delle sue invenzioni a vantaggio dell'arsenale militare. Valvola termoionica americana, 1917 da audiovalvole.it In questo periodo, quindi, l'Europa vide una forte accelerazione nello sviluppo della radio, dovuta specialmente per la necessità del suo impiego in guerra. Tale applicazione fu dedicata a numerosi servizi: da quelli intercontinentali fino a quelli per il collegamento delle varie divisioni sul campo da battaglia. È necessario precisare che gli apparecchi radiofonici, a seconda del compito a cui erano destinati, erano di diversa entità: per esempio le comunicazioni internazionali avvenivano tramite antenne che recepivano e trasmettevano onde omnidirezionali e che quindi dovevano essere direzionate, mentre le radio portatili erano meno ingombranti e trasmettevano onde in tutte le direzioni, anche se più deboli. LA RADIO SUL MARE Nel campo navale bellico la radio ebbe successo grazie a un suo particolare impiego: il servizio radiogoniometrico. Il radiogoniometro è un sistema di navigazione che sfrutta una catena di antenne dislocate sul territorio. È anche definibile come un ricevitore-trasmettitore di onde radio che continuamente emette segnali elettromagnetici direzionali che vengono tradotti dagli strumenti di bordo di aerei e navi per fornire una posizione abbastanza accurata rispetto alla stazione emittente, chiamata anche radiofaro. L’esempio più eclatante dell’applicazione del radiogoniometro ci è fornito dal governo britannico che nel 1917, estremamente preoccupato dalle gravi perdite subite alle navi a causa dei sottomarini tedeschi, decise di costruire numerose stazioni costiere e navali fornite di Stazione radiofonica da campo francese utilizzata per inviare messaggi contenenti informazioni sulla posizione del nemico, 1915 da rsi.ch/speciali Radiogoniometro di Marconi - Bellini – Tosi, 1910 – 1915 da lombardiabeniculturali.it radiogoniometri. Ogni nave delle marina degli Alleati fu munita di una carta geografica sulla quale i mari pericolosi erano suddivisi in quadrati numerati. Quando due o più stazioni radiogoniometriche costiere o navali rilevavano un sottomarino nemico, ne fissavano la posizione nel punto d’incontro di due o più rilevamenti. Telegrafavano poi con un numero le coordinate cartesiane del nemico alle navi alleate che si trovavano in vicinanza del quadrato pericoloso. D’altra parte i sottomarini tedeschi, che ignoravano l’organizzazione del servizio radiogoniometrico del nemico, telegrafavano frequentemente con le loro basi su stazioni sintonizzate tutte sull’onda media di 400 metri. Ma non appena essi trasmettevano un segnale qualsiasi (naturalmente in cifra) erano subito scoperti ed individuati dalle stazioni radiogoniometriche nemiche che erano in continuo ascolto. Questo nuovo potente mezzo permise in breve tempo di capovolgere la situazione in favore degli Alleati. Lo sviluppo della radiotecnica nella marina è avvenuto in modo da permettere ai segnali ad onde corte di coprire distanze maggiori e di cambiare rapidamente la lunghezza d’onda per scopi esplorativi e strategici. Si è inoltre cercato di perfezionare sempre più le tecnologie che sfruttavano le onde medie per la regolazione del fuoco ed i servizi ad onde lunghe per le radiocomunicazioni con i sottomarini. Per evitare interferenze tra i vari apparecchi a bordo di una stessa nave è stato necessario effettuare accurati studi per definire la lunghezza d’onda più opportuna e la sistemazione più conveniente delle varie antenne sulla stessa nave. Bisognava infatti evitare che più apparecchi funzionassero sulla stessa frequenza, creando potenziali disturbi del segnale. LA RADIO NELL'AVIAZIONE L’applicazione della radio non si limitò solamente al campo bellico - nautico: trovò infatti anche largo impiego nel settore dell’aviazione. Fin dallo scoppio della Grande guerra l’Inghilterra possedeva sedici aeroplani e due dirigibili muniti di radio, mentre la Germania e la Francia decisero di tenere segreto il numero di mezzi disponibili a quella data. In Italia si procedette più lentamente: all’inizio della Guerra, infatti, nessun aeroplano italiano era fornito di radio. Nel 1915, però, fu deciso di eseguire presso il campo di Mirafiori a Torino un primo esperimento che andò a buon esito e che diede inizio all’impiego della radio nell’aviazione italiana . Si trattava di un piccolo trasmettitore a scintilla di tipo sperimentale della potenza di circa 30 Watts, costruito dalle Officine Marconi di Genova e portato al campo di Mirafiori a Torino per essere sperimentato alla presenza dello stesso Marconi secondo le sue direttive. Trasmettitore a scintilla di Marconi usato nell’esperimento a Mirafiori a Torino installato su un biplano, 1915 da sierra papa,it Aveva un peso di circa 16 kg ed era alimentato da una leggera batteria di accumulatori. Aveva una gamma di lunghezza d’onda compresa fra 100 e 200 metri; il circuito secondario era costituito dallo scaricatore a scintilla collegato da un lato con la massa metallica del velivolo e dall’altro lato con un filo conduttore della lunghezza di qualche decina di metri lasciato pendere. In questo esperimento, però, mancava ancora sul velivolo l’apparecchio ricevitore in quanto allora si aveva una notevole difficoltà nel captare fra il frastuono dei motori i deboli segnali che giungevano da terra. L’esperimento si prolungò per oltre un anno al termine del quale si raggiunse un notevole risultato: i monoplani da caccia potevano ora comunicare con le basi di terra. Questa grande innovazione aveva come vantaggio quello di poter regolare con maggiore precisione il tiro dell’artiglieria rispetto agli anni precedenti. La storia testimonia che la vittoria inglese nella battaglia di Messines (7 giugno 1917) fu in gran parte dovuta all’efficientissimo ausilio delle segnalazioni radio inviate dagli aeroplani che sorvolavano il campo nemico alle artiglierie britanniche. L’impiego della radio nella regolazione del fuoco risultò talmente utile che al termine della guerra europea il solo esercito britannico disponeva di oltre seicento stazioni installate su aeroplani militari. Durante il 1917 furono sperimentati piccoli apparecchi a valvola del sistema Marconi di tipo leggero. Essi avevano una portata di circa 50 chilometri ed erano concepiti per sostituire i comuni trasmettitori del tipo a scintilla allora in uso. Verso il termine dello stesso anno furono quindi installati su numerosi velivoli italiani e britannici: uno dei primi trasmettitori a valvola per aviazione fu applicato da Marconi con l’assistenza dell’ingegner Franklin a bordo di un dirigibile italiano. I risultati ottenuti furono tali da indurre l’officina radiotelegrafica del Battaglione Dirigibilisti ad avviare una prima produzione in serie di trasmettitori ad onde persistenti basati su brevetti Marconi. Simili apparecchi furono installati anche sulle quadriglie britanniche da bombardamento sul fronte franco-tedesco. Alla data dell’armistizio fu scoperto che l’aviazione tedesca non disponeva ancora di apparecchi trasmettitori ad onde persistenti, apparecchi coi quali gli eserciti degli alleati avevano ottenuto diversi vantaggi nell’ultimo periodo della guerra. Questa informazione ci è fornita da un documento trovato in un aeroplano tedesco precipitato dietro la linea del fronte francoinglese: con tale testo venivano promessi riconoscimenti e ingenti premi all’aviatore tedesco che fosse riuscito a venire in possesso di un apparecchio radio a valvola termoionica usato dal nemico sui suoi velivoli. Aereo da caccia dell’aviazione britannica con installato un trasmettitore ad onde persistenti, lo Sopwith Camel, 1916, wikipedia.org Probabilmente il servizio più innovativo offerto dalla radio nel campo dell’aviazione fu proprio quello di poter comunicare con le stazioni campali di terra. A tal proposito un’interessante pubblicazione inglese testimonia così l’uso della radio nella grande guerra: “Uno dei più importanti impieghi della radio nella guerra mondiale fu forse quello fra velivoli e stazioni terrestri con una combinazione di servizi che non fu mai pensata prima della grande guerra. Tali servizi resero possibile ai belligeranti di soddisfare il febbrile desiderio di Napoleone: vedere che cosa stia accadendo dall’altra parte di una montagna.” Al principio della guerra mondiale i velivoli muniti di radio, come già abbiamo accennato, erano rari. Il loro compito era quello di sorvolare il campo nemico e rilevare la posizione dell’artiglieria nemica: l’osservatore a bordo del velivolo allora la riproduceva in un disegno e, ritornato col mezzo al di sopra del proprio Comando, lasciava cadere a terra il disegno. Nell’ultimo periodo della guerra il servizio di regolazione del fuoco venne svolto con la radio sul fronte franco-inglese in modo molto più efficace: l’osservatore seguiva ininterrottamente da bordo di un velivolo l’effetto dell’artiglieria alleata e ne radiotelegrafava al proprio Comando i risultati. Egli poi marcava su una carta a quadretti numerati l’effetto degli esplosivi e ne trasmetteva le coordinate al Comando, accompagnate da altri numeri che indicavano il risultato ottenuto. LA CRITTOGRAFIA Se da una parte la radio in guerra consentì una velocità di trasmissione dei messaggi praticamente istantanea, dall'altra fu irrimediabilmente esposta all'intercettazione dei messaggi da parte del nemico che poteva persino stabilirne la posizione grazie alla radiogoniometria, di cui abbiamo già parlato. I primi a rendersi conto di questa nuova situazione furono i Francesi che allo scoppio della guerra disponevano già di un ben organizzato ed efficiente ufficio cifra presso il gran quartier generale dell'esercito. Il migliore crittanalista francese era un professore di paleontologia, Georges Painvin, che riuscì a decrittare la cifra campale germanica nel 1918. Altrettanto ben preparati furono gli Austriaci che già nel 1914 riuscirono a decrittare, anche se solo in parte i radiomessaggi russi. Negli altri paesi furono organizzati veri e propri uffici cifra solo dopo l'entrata in guerra. Il capo dell'ufficio crittologico della Marina Britannica era Sir Alfred Ewing. Egli organizzò la Room 40 dove si decrittavano migliaia di radiomessaggi della marina tedesca. Il più noto di questi messaggi fu il "telegramma Zimmermann" con il quale i Tedeschi offrivano un'alleanza ai Messicani. Questo messaggio fu uno dei fattori che spinse gli USA a entrare in guerra nel 1917. Questi ultimi, non avendo un Ufficio Cifra federale, promossero il reparto crittologico dei laboratori Riverbanks di Chicago che entrò in funzione solo al termine del 1916. Assolutamente impreparati furono soprattutto i Russi che all'inizio della guerra non si preoccuparono di cifrare i loro messaggi radio: durante la battaglia di Tannenberg, nell'agosto 1914, persino gli ordini operativi vennero trasmessi in chiaro. Questo fu un formidabile regalo ai Tedeschi che intercettarono tutto e poterono anticipare le mosse del nemico. Successivamente, nonostante l’esercito russo iniziasse a prendere alcune precauzioni criptando i messaggi radio, i Tedeschi riuscirono ugualmente a decifrare il loro codice. Tale successo è da attribuire al principale crittanalista tedesco: il prof. Deubner. In campo crittologico gli Italiani erano nelle medesime condizioni dei russi, tanto che dovettero inizialmente appoggiarsi all'ufficio cifra francese; solo successivamente fu costituito un ufficio cifra autonomo sotto la guida di Luigi Sacco. All'inizio del XX secolo la crittografia in Italia, aveva toccato uno dei suoi livelli più bassi; basti pensare che era ancora in uso il cifrario militare tascabile. Quando l'Italia entrò nella Grande Guerra la stazione radiotelegrafica di Codroipo era in grado di intercettare i messaggi austriaci ma non di decrittarli. Per rimediare, il Comando Supremo inviò nel luglio 1915 il cap. Sacco, comandante della stazione di Codroipo, in Francia per cercare l'aiuto del ben organizzato ufficio cifra francese. Ci volle la disfatta di Caporetto nel 1917 per convincere gli alti comandi italiani ad abbandonare i vecchi cifrari e di adottare quei nuovi più sicuri sistemi che avevano fino allora rifiutato perché ritenuti troppo complicati. Un accorgimento degli alti comandi italiani fu che, a differenza di altri paesi, decisero sempre di evitare di trasmettere per radio i messaggi più importanti. La possibilità di intercettare e decrittare i messaggi austriaci ebbe un'importanza non trascurabile nel 1918 quando il fronte si trovò a dover fronteggiare l'offensiva austriaca del Piave. In definitiva fu proprio la Grande Guerra a far scoprire a molti Stati l'importanza della Crittografia, il cui ruolo diventerà assolutamente fondamentale nella II guerra mondiale. Più tardi, per rendere i messaggi difficilmente intercettabili, si ricorse alla trasmissione automatica ad alta velocità: il comunicato risultava inizialmente incomprensibile per la rapidità con cui era trasmesso. Per poter decifrare e rendere comprensibile il messaggio occorreva far rigirare lentamente i dischi sui quali erano stati registrati i messaggi intercettati. A tale riguardo fu stabilita alla Marconi House a Londra una vasta e perfetta organizzazione nell’interesse delle Nazioni alleate dell’Inghilterra ma i tedeschi riuscirono ad inviare ugualmente ai propri connazionali in America messaggi circolari importantissimi che, sebbene intercettati dagli americani e dagli inglesi, non furono decifrati. L’intercettazione dei radiomessaggi diede luogo ad una vera e propria guerra radiotelegrafica con tutte le relative astuzie. I bollettini di guerra trasmessi per radio da ambo le parti erano attesi con grande ansia presso i Comandi di tutti i belligeranti. Tuttavia furono scoperti molti bollettini falsi e con firme false. Così pure per rendere dubbi i rilievi radiogoniometrici da parte del nemico vennero impiegate stazioni trasmittenti speciali poste in false posizioni. Tavola di vigenere, sistema di codifica su cui era basato il cifrario militare italiano tascabile, 1917 da storia radio.it CONCLUSIONE Filippo Tommaso Marinetti nel settembre 1914 disse: «Soltanto la guerra sa svecchiare, accelerare, aguzzare l'intelligenza umana». Effettivamente le grandi innovazioni tecnologiche messe in moto dal primo conflitto mondiale, fra cui la radio, sembrano confermare la sua ipotesi. Ma varrebbe forse la pena chiedersi invece quali progressi sarebbero stati possibili senza «l'inutile strage». «La scienza è dell'umanità in tempo di pace; della patria, in tempo di guerra» come affermava il premio Nobel per la chimica Fritz Haber nel 1918. Pochi furono gli scienziati coinvolti nell'impresa bellica quanto Guglielmo Marconi. Egli, avendo un’origine anglo - italiana, sdoppiò il suo patriottismo mettendosi al servizio di due governi e di due eserciti. Concludiamo questo lavoro riportando il pensiero di Riccardo Chiaberge che così si espresse durante un convegno a Roma che verteva sui rapporti tra primo conflitto mondiale e sviluppo della ricerca.

(Su Segnalazione di Massimo Ossidi per la Accademia di Oplologia e MIlitaria. Fonte: www.fmboschetto.it/lavori_studenti.)

lunedì 20 aprile 2015

70° Della LIberazione Iniziative della Ass. "Un Ricordo per la Pace"

70° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA  : UN RICORDO PER LA PACE

( BREVE RELAZIONE INIZIATIVA DELL' ASSOCIAZIONE “UN RICORDO PER LA PACE” -  APRILIA (LT) )

Nelle giornate del 24 aprile prossimo, nell'imminenza della festività della Liberazione Nazionale,  e del 28 maggio 2015, giornata riconosciuta come la data della liberazione dell'agropontino dall'occupazione nazista e  istituzionalizzata dal Comune di Aprilia quale giornata in memoria della battaglia di Aprilia del 1944 ,  presso l'Auditorium dell'Istituto di Istruzione Superiore  “Carlo e Nello Rosselli di Aprilia”,  con l'approvazione della  Dirigente dell'Istituto Dott.ssa Viviana Bombonati,  saranno organizzati due eventi nei quali sarà possibile l'incontro dei cittadini di Aprilia con ex Internati Militari Italiani di Aprilia ed ex deportati nei campi nazisti  cui è stata conferita negli  ultimi anni  la medaglia d'onore.
Nel corso dell'evento del 24 aprile, che si riproporrà similare nella giornata del 28 maggio, sarà pure possibile una visita guidata all'esposizione bellica permanente  sita nell'Auditorium del medesimo Istituto sul tema   “Aprilia in guerra : la battaglia di Aprilia”.  Nella mostra sono esposti  divise ed equipaggiamento degli  eserciti che hanno combattuto  dal gennaio 1944, dopo lo sbarco degli alleati ad Anzio e Nettuno al 28 maggio 1944 nel territorio di Aprilia,  sulla strada per la liberazione di Roma, avvenuta l'8 giugno 1944.
Nel corso della visita pubblica saranno illustrate le peculiarità della mostra che accoglie i  reperti bellici della collezione della famiglia Bonacini, affidata gratuitamente alla Città di Aprilia ed inaugurata il 23 aprile 2013 con il Patrocinio del Comune di Aprilia. L'esposizione è curata gratuitamente da Elisa Bonacini  e dall'Associazione “Un ricordo per la pace”. La visita  si avvarrà della consulenza storica del Generale Massimo Coltrinari e di storici locali .
Nel corso dell'evento saranno proiettati alcuni documentari tematici  realizzati dall'Associazione “Un ricordo per la pace” tra cui “FRAMMENTI DI MEMORIA” con le testimonianze di ex IMI della Provincia di Latina e “1944:APRILIA IN GUERRA  - UN RICORDO PER LA PACE” dedicato ai caduti  alleati dispersi nella battaglia di Aprilia nei combattimenti del 1944.
A termine  delle manifestazioni  l'Associazione “un ricordo per la pace”  deporrà un omaggio floreale al monumento in memoria di Erc Fletcher Waters ai caduti dispersi della battaglia di Aprilia, ubicato nel piazzale dell'Istituto “Rosselli”.
Elisa Bonacini presidente dell''Associazione “un ricordo per la pace” ed Harry Shindler , rappresentante in Italia della Italy Star Association 1943-1945” sono stati i promotori dell'iniziativa del monumento, realizzato dal Comune di Aprilia ed inaugurato il 18 febbraio 2014, alla presenza della rock star Roger Waters , ex leader del gruppo musicale Pink Floyd.
Obiettivo primario delle iniziative sopracitate è  il coinvolgimento della popolazione e degli studenti di Aprilia  alle tematiche della deportazione dei civili e militari nei campi nazisti dopo l'8 settembre 1943,  della resistenza e della guerra di liberazione , attraverso il contatto diretto con  gli ormai rari protagonisti viventi  di quei lontani avvenimenti.

L'iniziativa è  finalizzata a stimolare nei cittadini un maggiore  apprezzamento  dei valori  della libertà e della democrazia , per i quali migliaia di persone hanno sacrificato la loro vita, consentendoci di arrivare all'istituzione della nostra Repubblica Italiana. 


70° ANNIVERSARIO DELLA RESISTENZA  : UN RICORDO PER LA PACE
PROGRAMMA DETTAGLIATO INIZIATIVE:
 Le  due iniziative organizzate dall'Ass. “Un ricordo per la pace” si svolgeranno presso l' Auditorium  dell'Istituto di Istruzione “Carlo e Nello Rosselli”  in Via Carroceto- Aprilia (LT)
 24 aprile 2015
ore 10,30- 12,30

ore 10,30 : incontro e dibattito  dei cittadini di Aprilia con ex Internati Militari Italiani di Aprilia:
             “ I 600.000  NO DEGLI IMI DEPORTATI NEI LAGER NAZISTI “
ore 11 proiezione video “FRAMMENTI DI MEMORIA” (con le testimonianze di ex IMI della Provincia di Latina)
ore 11, 30 visita guidata all'esposizione bellica “Aprilia in guerra : la battaglia di Aprilia” 
            (relatori Elisa Bonacini pres,  Ass. “Un ricordo per la pace” ; Generale Dott. Massimo Coltrinari)
ore 12, 30 deposizione omaggio floreale  al monumento in memoria di Eric Fletcher Waters  e ai caduti dispersi della       battaglia di Aprilia

 28 maggio 2015
ore 10,30- 12,30

ore 10,30 : incontro e dibattito  dei cittadini di Aprilia con ex deportati nei campi nazisti
ore 11 proiezione video“1944: APRILIA IN GUERRA  - UN RICORDO PER LA PACE” dedicato ai caduti  alleati dispersi nella battaglia di Aprilia nei combattimenti che avevano come finalità la liberazione di Roma.
ore 11, 30 visita guidata all'esposizione bellica “Aprilia in guerra : la battaglia di Aprilia” 
            (relatori Elisa Bonacini pres,  Ass. “Un ricordo per la pace” ; Generale Dott. Massimo Coltrinari)
ore 12, 30 deposizione omaggio floreale  al monumento in memoria di Erc Fletcher Waters ai caduti dispersi della             battaglia di Aprilia

per contatti Elisa Bonacini: el.bonacini@gmail.com



lunedì 16 marzo 2015

Facilitazioni per acqusitare i volumi della Collana

Società Editrice Nuova Cultura
(www.nuovacultura.it)

Collana Storia in Laboratorio



I Volumi della Collana  Storia in Laboratorio sono disponibili in tutte le librerie d’Italia su ordinazione

Acquisto diretto disponibile presso la sede della Società Uditrice Nuova Cultura
 Roma
 Università La Sapienza Piazza Aldo Moro 5
(Chioschi Gialli)


Per informazioni e documentazione

Sito Società Editrice Nuova Cultura:


all’indirizzo
www.editricenuovacultura/i nostri servizi/collane scientifiche/storia in laboratorio



Inoltre ulteriori dati sono su:


per informazioni
Usare la seguente email



(massimo coltri nari)

venerdì 13 marzo 2015

Sistema Archivistico Nazionale. Notizie

 responsabile della gestione, manutenzione ed evoluzione del 
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Per iscriversi alla Newsletter seguire il link:  http://www.san.beniculturali.it/web/san/iscrizione-alla-newsletter


Il SAN, aggregatore nazionale di risorse archivistiche, è aperto alla collaborazione delle Istituzioni interessate alla fruizione in rete del proprio patrimonio documentario.
Al fine di proporre agli utenti l’offerta più esaustiva possibile e nell’intento di far emergere l’attività di ciascuna istituzione aderente, si  invita a segnalare alla redazione ICAR iniziative realizzate, in corso di realizzazione e/o quelle che si intendano realizzare; attività di gruppi di lavoro, comitati e commissioni; intese e convenzioni con soggetti pubblici e privati; progetti innovativi; percorsi tematici da rilanciare, valorizzare e rendere fruibili tramite il SAN.
 NOTIZIE IN EVIDENZA

Il workshop organizzato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico – ICCU (Roma, 4 marzo presso la Biblioteca nazionale Centrale) e realizzato grazie alla collaborazione con i progetto europei Ariadne e Athena Plusl’Associazione Wikimedia Italia,Michael Culture Association e la Biblioteca nazionale Centrale di Roma, ha l’obiettivo di fornire degli elementi di riflessione sull’opportunità di adozione delle licenze aperte e dei principi dei dati aperti nel settore dei beni culturali, anche alla luce del principio dell’open by default stabilito dal Codice dell’Amministrazione Digitale.
PERCORSI TEMATICI

I Gabinetti e gli Uffici legislativi dei Ministeri, a cura di Guido Melis e Alessandro Natalini. Regia di Alina Harja.
“L’ombra del Potere” è il titolo del mini-documentario in cui per la prima volta è possibile vedere in faccia i capi dei gabinetti e sentire dalla loro viva voce in cosa consiste il loro lavoro.
Si chiamano “gabinettisti” i capi e i membri dei gabinetti ministeriali. Cioè di quelle strutture amministrative e politiche che si creano ogni volta che viene formato un nuovo governo e si sciolgono al momento delle sue dimissioni. E che hanno il compito di assistere il ministro sia nei rapporti con l’amministrazione sottostante, sia nelle relazioni con il parlamento e in genere col mondo esterno. Manca un archivio, manca una storia dei gabinetti. Sino ad oggi si stentava persino a ricostruire i nomi di chi quelle strutture ha diretto e materialmente gestito.
Nel 2013 nasce un progetto di ricerca universitario sotto l’egida della Funzione pubblica e la cooperazione tecnica e infrastrutturale dell’ICAR. Lo dirigono uno storico, Guido Melis, e uno scienziato dell’amministrazione, Alessandro Natalini . Vi sono coinvolti una decina di studiosi ed esperti di storia istituzionale e diritto.
La collezione delle Tavolette di Biccherna è costituita da 107 tavole, prodotte tra il 1258 e gli inizi del XVIII secolo, conservate presso l'Archivio di Stato di Siena. Le tavolette di Biccherna sono, o per lo meno erano all'inizio della loro storia multisecolare, le copertine dei registri di amministrazione della più importante ed antica magistratura finanziaria del Comune di Siena, appunto la Biccherna. Su queste copertine gli ufficiali di Biccherna dal 1258 cominciarono a far realizzare delle pitture.
PORTALE TEMATICO

Integrato in SAN il
                                            Portale-tematico: Antenati.
                                            Gli Archivi per la ricerca
                                            anagrafica
Il Portale Antenati nasce dall’esigenza di rendere disponibile l'enorme patrimonio documentario esistente negli Archivi di Stato per condurre ricerche anagrafiche e genealogiche, finalizzate alla ricostruzione della storia di famiglie e di persone, ma anche alla storia sociale in senso lato.
I NUMERI DEL SAN

Si presentano i dati del Catalogo delle risorse archivistiche, della Digital Library e lo stato dei caricamenti da parte dei sistemi aderenti aggiornati al 23 febbraio 2015. Da ultimo integrati: Antenati. Gli archivi per la ricerca anagrafica; BOhisto - Bozen-Bolzano's History Online; Fondazione Istituto Gramsci – Roma; Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario (ICRCPAL); Istituto Luigi Sturzo; Territori. Portale dei catasti e della cartografia storica.
GLI STANDARD DEL SAN

NIERA EPF - Norme italiane per l'elaborazione dei record di autorità archivistici di enti, persone, famiglie, II° edizione; Metadati relativi alle risorse archivistiche (soggetti conservatori, soggetti produttori, complessi archivistici, strumenti di ricerca) accessibili attraverso il Sistema Archivistico Nazionale; Metadati per la gestione degli Oggetti Digitali nel Sistema Archivistico Nazionale; Manuale operativo. Specifiche ed esempi per la realizzazione di mapping verso i tracciati CAT-SAN e METS-SAN; Esempi di file METS compilati; Sistema Archivistico Nazionale - SAN e NIERA EPF, Seminario di aggiornamento; Manuale operativo del redattore di back-office SAN. FAQ.
ARCHIVI E BIBLIOTECHE DIGITALI

E’ on line un catalogo (2.150 fotografie, 50 cartoline, 118 carte antiche, 484 carte moderne, 1.170 autori, 1596 titoli analitici, 90 libri, 3.340 termini di soggetto ) con le prime fotografie e carte storiche del Touring Club Italiano e una Biblioteca digitale (più di 20.000 oggetti digitali), nella quale è possibile consultare le annate 1895-1920 della Rivista mensile del Touring Club Italiano.
Digitouring
 è un catalogo in rete ad accesso pubblico che consente di accedere alle risorse già digitalizzate dal Centro di Documentazione del Touring.
La conferenza, che ha avuto luogo presso la sede dell’Archivio di Stato di Bologna, ha analizzato le potenzialità offerte dalla geomatica per arricchire gli studi inerenti la cartografia storica. In particolare si illustreranno alcune sperimentazioni condotte sul Catasto Gregoriano di Bologna (1831), conservato proprio presso l’Archivio di Stato, caratterizzato da una peculiare strutturazione per piani.
La trasposizione di mappe e registri in ambiente digitale ha consentito di integrare i dati cartografici e i dati testuali attraverso la generazione di modelli digitali 3D, capaci di esplicitare relazioni e proprietà altrimenti nascoste.
Nell'ambito delle attività del progetto europeo sulla conservazione digitale APARSEN (Alliance for Permanent Access to the Records of  Science in Europe Network), è stato realizzato, a cura del team di ricercatori che fa capo al CINI (Consorzio Interuniversitario Italiano per l’Informatica) un sito web sulla conservazione digitale (http://www.conservazionedigitale.org), finalizzato a raccogliere documenti, materiale didattico, pagine di approfondimento, normativa, raccomandazioni e standard con specifica attenzione per le esigenze e gli interessi della comunità nazionale che si occupa di archivi digitali in ambito pubblico o privato.
 
Impiegato nell'amministrazione pontificia (1807-1845)
Con 
Movio-Mostre Virtuali Online, sistema realizzato dall'Istituto centrale per il catalogo unico delle biblioteche e finanziato da Fondazione Telecom Italia,  si è potuta realizzare  la mostra online, consultabile gratuitamente su web.
Leggere  la domanda di pensione fatta per imponenti cause di salute nel 1844 e firmata dal Poeta romanesco Giuseppe Giaochino Belli, vedere i documenti allegati e ricostruire i vari passaggi della sua carriera di impiegato in vari uffici dell’amministrazione fa un certo effetto a tanti anni di distanza.

E che dire dei certificati medici presentati per attestare la sua inabilità al lavoro di impiegato e delle  altre questioni collegate con il sistema previdenziale dell’epoca che emergono da queste carte?

Adesso è possibile sfogliare online questi documenti, conservati nell’Archivio di stato di Roma, riguardanti Belli impiegato e poi pensionato e ricostruire quei periodi quando per mantenersi, a causa dello stato di miseria in cui si ritrovò dopo al morte dei genitori e anche in altri difficili periodi della sua vita, l’uomo Belli occupò vari  posti  fissi nell’ amministrazione pontificia.
Più di 23.000 record finora coperti da segreto sono ora accessibili sul sito degli archivi dell’organizzazione atlantica. Tre le collezioni cui appartengono: lo staff militare internazionale, le rassegne stampa e le pubblicazioni.
Dallo scorso 20 gennaio, sul sito 
http://archives.nato.int/ sono stati pubblicati più di 23.000 documenti finora custoditi negli archivi della NATO e non accessibili al pubblico perché classificati come confidenziali.
 

On line il patrimonio archivistico del Centro di Documentazione Ebraica ContemporaneaDocumenti, foto e audiovisivi raccolti dal Centro sono raccolti in un nuovo sito presentato in occasione del Giorno della Memoria. La sua realizzazione rientra in un più ampio progetto che ha portato anche alla definizione della prima ontologia specializzata sulla Shoah.
In occasione del Giorno della Memoria e del suo 60° anniversario, il 
Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) di Milano ha presentato il portale “Digital Library”, realizzato per rendere accessibile il ricco patrimonio di dati, documenti, fotografie e audiovisivi raccolti dal Centro nel corso degli anni. 
A dieci anni dall'uscita del Codice dell'Amministrazione Digitale, l'Università degli Studi dell'Insubria organizza il 6 marzo a Varese un Convegno Nazionale di archivisti, diplomatisti, notai, informatici, avvocati e associazioni di categoria per fare il punto della situazione sul digitale in Italia. Un evento realizzato in collaborazione con partner istituzionali di prestigio -agIDMIBACT- e che vede il CINECA tra gli enti patrocinanti.

OSSERVATORIO

Martedì 3 febbraio 2015  presso gli spazi espositivi dell’Archivio di Stato di Firenze è stata inaugurata la mostra “Una Capitale e il suo Architetto. Eventi politici e sociali, urbanistici e architettonici. Firenze e l’opera di Giuseppe Poggi”, a cura di Piero Marchi. Promossa dall’Archivio di Stato di Firenze in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario della proclamazione di Firenze a Capitale del Regno d’Italia, è stata realizzata con il determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze nell’ambito del progetto  nell’ambito del progetto ‘L’Ente Cassa per Firenze Capitale’.
La mostra sarà visitabile con  ingresso libero  fino al 6 giugno 2015, nei seguenti orari: 9-17 dal lunedì al venerdì, sabato e domenica 10-13, esclusi i festivi in cui sarà chiusa (Pasqua e Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno). (Catalogo: Edizioni Polistampa)
Formazione professionale e archivi: cosa chiede il futuro?
Il seminario, che si è tenuto dall’11 al 13 febbraio presso la 
University of British Columbia (UBC), ha affrontato il problema della formazione professionale richiesta agli archivisti del XXI secolo, grazie all’intervento di diversi soggetti interessati, compresi datori di lavoro, utenti, studenti, gruppi di professionisti e docenti universitari. Il seminario di due giorni si è articolato in quattro sessioni di mezza giornata. 
 
Uno sguardo alle nuove servitù urbane di oggi
Nell’ambito del ciclo “Materiali resilienti: una lunga storia di ordinarie eccezioni. Donne al lavoro tra storiografia e narrazioni”, si è tenuto (20 febbraio 2015) presso l’
Archivio di Stato di Bologna l’incontro dal titolo “Istruzione, industrializzazione, terziarizzazione tra Unità d’Italia e Grande Guerra. Uno sguardo alle nuove servitù urbane di oggi”. Ne hanno discusso Rossella Ropa, ricercatrice, Giorgio Pedrocco, docente di storia contemporanea - Università di Bologna, Giovanna Bertani, docente del Liceo Laura Bassi e responsabile dell’Archivio storico del Liceo, Simonetta Corradini, Archivio storico del Liceo Laura Bassi e Istituto per la storia e le memorie del Novecento Parri, Lucia Gaudenzi, dottore in Lettere, Lorenza Maluccelli, ricercatrice freelance per Laboratorio Urbano.
L’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico e la Biblioteca di storia moderna e contemporanea hanno organizzato (Roma, Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, 11 febbraio 2015) la presentazione dell’ultimo Annale della Fondazione Aamod dedicato al rapporto tra cinema e storia, all’importanza dei documenti audiovisivi per lo studio della storia, per la didattica e le metodologie di ricerca, per l'uso e il riuso multidisciplinari di tali fonti.
L’incontro ha avuto le caratteristiche di un seminario, rivolto soprattutto agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, agli studenti universitari, agli operatori culturali, che collaborano con musei e istituti culturali, agli archivisti e bibliotecari che trattano e valorizzano anche questa tipologia di materiali.

Il volume che è stato presentato, oltre a rilanciare il dibattito sul tema, grazie ai contributi di numerosi studiosi e registi, ha proposto alcune metodologie di trattamento dei testi audiovisivi soprattutto nell’insegnamento della storia del Novecento.

L’iniziativa si è articolata in riflessioni e dimostrazioni concrete di alcune prassi per l’analisi e l’utilizzo di tali fonti, una selezione delle quali è stata proiettata durante gli interventi.
 
L’Institute of National Remembrance -  Commission for the Prosecution of Crimes against the Polish Nation (IPN), istituito dal Parlamento polacco il 18 dicembre 1998, ha iniziato la sua attività ha iniziato la sua attività il 1 ° luglio 2000 e ha come missione quella di preservare il ricordo delle vittime, le perdite e i danni subiti dalla nazione polacca durante la Seconda Guerra Mondiale.Il cuore dell’Istituto sono gli archivi, che contano circa 90 chilometri di file e circa 40 milioni di fotografie I file in questione riguardano i crimini comunisti, i crimini tedeschi e di altri crimini di guerra, perpetrati ai danni di persone di nazionalità polacca o cittadini polacchi di altre nazionalità tra il 1° settembre 1939 e il 31 luglio 1990.

L’Archivio storico CGIL nazionale e l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico, in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato e con l’Università Roma Tre - Dipartimento di Scienze della Formazione, hanno organizzato il 12 gennaio u.s. un seminario dedicato alla valorizzazione delle fonti cinematografiche inedite sulla storia sindacale.L’incontro, oltre a ribadire l’importanza e l’insostituibilità dei documenti audiovisivi nella narrazione della storia contemporanea, ha affrontato gli aspetti relativi alla conservazione, al trattamento archivistico e all’uso di tali giacimenti documentari.
E’ stato approvato con provvedimento della  Giunta Provinciale di Trento (delibera n. 2274 del 5.12.2014)  il  "Manuale per la progettazione di interventi di riordino e inventarazione di archivi".Questo strumento, già in uso da tempo presso la Soprintendenza provinciale competente in materia di archivi, presenta indicazioni dettagliate sulle modalità di preventivazione degli incarichi da affidare a ditte esterne mediante confronto concorrenziale, concentrandosi sui tempi medi previsti per le singole operazioni che compongono l'intervento.
Il lavoro è frutto dell’elaborazione collegiale dei funzionari archivisti della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia di Trento, che in tre diverse fasi fra il 2008 e il 2014 hanno definito, validato, integrato e rivisto il presente documento.
L’istituto rettorale e l’amministrazione dei domini veneziani in Istria, Dalmazia e LevanteVenerdì 20 febbraio si è svolta a Venezia la presentazione della ricerca e del sito Internet http://www.statodamar.it/ (nuovo sito dei progetti della Società Dalmata di Storia Patria).
Il progetto intende studiare e presentare l’organizzazione politico-amministrativa dello Stato da mar di Venezia (Istria compresa) nei suoi diversi rettorati e nel suo sviluppo storico; gli Statuti e gli Atti di dedizione delle città; le magistrature nello Stato da mar di cui erano investiti patrizi veneziani e, di queste, le Commissioni, i dispacci, le Relazioni.

Nella sua prima fase si presentano l’architettura generale della ricerca e le prime Relazioni dei rettori d’Istria e Dalmazia.

Il lavoro è in corso ed il sito verrà periodicamente aggiornato.
 
Tutti i documenti presentati sono leggibili direttamente in html, senza necessità di scaricarli in pdf; ciò permette un’ottima funzionalità del motore di ricerca specifico per la ricerca all’interno dei testi.
  
Nell'area dedicata al SIGECweb ed in particolare al modulo che gestisce le normative per la catalogazione (Genorma), sono stati pubblicati i resoconti relativi agli strumenti ad oggi presenti nel sistema (i modelli per l'acquisizione dei dati, anche nelle versioni più recenti predisposte per attività di sperimentazione; i vocabolari; i mapping che vengono utilizzati in varie fasi del workflow operativo; ecc.).Genorma è il modulo software web-based, gestito esclusivamente dai funzionari ICCD, che consente di creare, modificare e aggiornare le normative per la catalogazione, cioè l’insieme degli strumenti (schede di catalogo, schede di Authority file, vocabolari, ecc.) necessari per svolgere le attività di catalogazione secondo regole e criteri comuni e condivisi.
Sul sito ICCD sono stati pubblicati i documenti aggiornati relativi al thesaurus per la definizione dei reperti archeologici mobili (normativa RA).Il lavoro per l'elaborazione del Thesaurus curato da Maria Letizia Mancinelli, è stato avviato nel 2008 ed è proseguito negli anni seguenti con un progressivo arricchimento e raffinamento dei contenuti, in particolare per quelle categorie di termini per le quali sono giunte all'ICCD richieste e segnalazioni dal territorio, fino a pervenire all'attuale strutturazione, consolidata nel 2014, che trova coerente corrispondenza nella gestione dei vocabolari prevista nel SIGECweb.