Le Edizioni a Stampa del CESVAM 2014 - 2024

Le Edizioni a Stampa del CESVAM  2014 - 2024
Catalogo di tutte le edizioni a Stampa del Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO
Il volume e acquistabile presso tutte le librerie, oppure si può chiedere alla Casa Editrice (ordini@nuovacultura.it) o all'Istituto del nastro Azzurro (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

1866 Il Combattimento di Londrone

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Il Volume sarà disponibile dal 30 aprile 2025

Collana Storia in Laboratorio

Il piano editoriale per il 1917 è pubblicato con post in data 12 novembre 2016

Per i volumi pubblicati accedere al catalogo della Società Editrice Nuova Cultura con il seguente percorso:
www.nuovacultura.it/catalogo/collanescientifiche/storiainlaboratorio

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014
Collana Storia in Laboratorio . Aggiornamento sul Canale You Tube: ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM

Testo Progetto Storia In Laboratorio

Il testo completo del Progetto Storia in Laboratorio è riportato su questo blog alla data del 10 gennaio 2009.

Si può utilizzare anche la funzione "cerca" digitando Progetto Storia in Laboratorio.

Traduzione

Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.

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La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011

La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011
Direttore della Collana: Massimo Coltrinari. (massimo.coltrinari@libero.it)
I testi di "Storia in Laboratorio"
sono riportati
sul sito www.nuovacultura.it
all'indirizzo entra/pubblica con noi/collane scientifiche/collanastoriainlaboratorio/pagine 1 e 2

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domenica 29 ottobre 2023

Dizionario minimo della Guerra di LIberazione Glossario 1945

 


Glossario 1945. Il volume raccoglie i lemmi più significativi dei quattro mesi, quelli del 1945, della Guerra di Liberazione, che sono stati articolati tenendo presente l’approccio adottato per questo Dizionario, ovvero si considera la Guerra di Liberazione, una guerra su cinque fronti. I fronti sono: il Regno del Sud, il movimento partigiano, l’internamento sia in Germania che in altri paesi, soprattutto neutrali, la resistenza dei militari italiani all’estero, la prigionia. Questi fronti si sono formati contro il nemico rappresentato nella coalizione hitleriana, nel contesto della campagna d’Italia aperta con lo sbarco in Sicilia nel luglio 1943 dalla coalizione delle Nazioni Unite contro la predetta coalizione hitleriana. L’Italia si era trasformata in un campo di battaglia tra eserciti stranieri. I lemmi vengono presentati inizialemnte secondo la forma alfabetica classica, poi sono suddivisi per comparti, che sono 9, per facilitare una ricerca più immediata e poi come glossario vero e proprio nella forma più concisa possibile. A corredo, oltre alla bibliografia è stata predisposta una cronologia essenziale dei principali eventi del 1945. Per l’uso di questo glossario si consiglia di consultare prioritariamente il volume dedicato ai Percorsi di Ricerca /Indici.


Il Volume può essere chiesto alla Segreteria Generale. segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

giovedì 19 ottobre 2023

Dizionario minimo della Guerra di Liberazione. 1943 -1945 - Compendio

 


Il volume tratta dei QUATTRO mesi della Guerra di Liberazione, il 1945.E’ descrizione indicativa e sommaria degli eventi che portarono alla concessione delle 140 Medaglie d’Oro al Valor Militare del terzo anno della Guerra di Liberazione, intesa questa come guerra degli italiani nel contesto della campagna in Italia combattuta da una parte dalla Germania e suoi alleati, dall’altra dalla coalizione delle Nazioni Unite. I suoi limiti di tempo sono nell’anno temporale, cioè il 1945. I suoi limiti di spazio sono, principalmente il territorio della penisola italiana, i territori degli Stati, alleati, nemici o neutrali, coinvolti nella seconda guerra mondiale, nella accezione dei luoghi ove a seguito degli eventi bellici o armistiziali vi erano soldati italiani nella loro qualità di prigionieri di guerra, internati, o cittadini italiani internati o deportati.

Vengono dati cenni alle vicende della conclusione della Campagna in Italia, la consistenza, le motivazioni e le azioni conclusive del movimento ribellistico alla coalizione hitleriana in Italia e a quello europeo, oltre ai risvolti che già sono stati accennati nel Compendio 1943 e nel Compendio 1944, ovvero il fenomeno dell’internamento, della resistenza dei soldati italiani all’estero ed alla prigionia, che in questo anno trovano la loro conclusione attraverso la fase del rimpatrio. In questo volume queste componenti sono chiamate fronti, i fronti della Guerra di Liberazione. La finalità che il volume si propone è quella di dare delle indicazioni di larghissima massima affinché con queste si riesca ad avere strumenti idonei a sviluppare ulteriori ricerche, utilizzando anche le altre componenti del Dizionario. 

Il volume è anche espressione di un progetto, titolato appunto “Dizionario minimo della Guerra di Liberazione” che, insieme ad uno precedente, titolato “Dizionario minimo della Grane Guerra sono parte di progetti approvati dal Ministero della Difesa.


Il volume può essere richiesto alla Segrteria Generale email: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

lunedì 9 ottobre 2023

Volumi dell'Istituto del Nastro Azzurro


 I Volumi che sono editi nella Collana dei Libri del Nastro Azzurro sono presentati e donati  durante le manifestazioni organizzate  a studenti e ricercatori oltre che a Biblioteche di Enti, Scuole ed Istituto

 Chi desidera i volumi della Collana può fare richiesta a segreteriagenerale@istitutodelnastroazzurro.org

venerdì 29 settembre 2023

Maria Luisa Suprani Quersoli

 

Il generale Luigi Capello nella Grande Guerra

 

Il presente lavoro intende fornire un apporto alla rilettura della Grande Guerra.

Quando ci si addentra nell’analisi di questo periodo, affrancarsi dalla tradizione (tendente, nel tempo, a cristallizzare il fenomeno bellico in immagini non sempre rispondenti alla realtà esperita) risulta complesso: è necessario recuperare la massima aderenza ai documenti senza per questo dimenticare la loro contestualizzazione storica al fine di poter giungere ad una riflessione lineare e mai ‘di parte’ (che spesso costituisce un substrato inconsapevole). Negli aspetti più stantii della tradizione non è difficile scorgere un retaggio della politica fascista, in cerca di miti da sostituire alla storia sui quali fondare il proprio procedere. Il Ventennio si rese così responsabile di un ‘furto della memoria’ attraverso l’appropriazione strumentale del valore di figure e di motti fortemente evocativi che, da questa distorsione, risultarono indelebilmente alterati nella loro essenza.

La figura del generale Capello percorse l’iter opposto: fu proprio il suo presunto (quanto improbabile) coinvolgimento nell'attentato a Mussolini a condannarla all’oblio più tenace nonostante la portata del suo contributo alla vittoria italiana. Il profilo del liberatore della Santa Gorizia e del vincitore della Bainsizza venne deliberatamente oscurato, nel timore che le sue scelte democratiche stimolassero in molti un pensiero critico disfunzionale agli obiettivi politici prefissati.

Il valore di Capello non poté così tranquillamente confluire nell’epopea  della Grande Guerra anche perché fu eletto, insieme ad altre figure eccellenti, a capro espiatorio della grave sconfitta che funestò l’Italia nell’ottobre del 1917. La prospettiva storica ha permesso di vedere la chiara matrice politica del lavoro della Commissione d’Inchiesta, nominata a ridosso dei fatti e, soprattutto, a guerra non ancora conclusa: la persona del Generale venne pesantemente attaccata, anche a causa delle testimonianze (non sempre attendibili sul piano concreto) di Sottoposti che mal sopportavano la sua insofferenza nei riguardi di chi non si dimostrava solerte nel compimento del dovere. Poco importa che in seguito le responsabilità attribuitegli dalla Commissione subissero un ridimensionamento più vicino al vero: tale riconoscimento tardivo venne vincolato ad un’adesione al regime che egli, nonostante le condizioni nient’affatto rosee in cui si trovava, rifiutò con fierezza.

Luigi Capello rappresenta il prototipo della figura scomoda e, si aggiunga, ancor più invisa perché non così facilmente attaccabile sul piano professionale. La sua abilità nel trovare soluzioni innovative unita a rara capacità di convincimento del suo interlocutore lo rese incompatibile con chi continuava a misurare la guerra con gli stessi criteri della vita di guarnigione. Anche il suo status (non apparteneva alla nobiltà di spada e il suo temperamento ‘esagerato’ ne costituiva la dimostrazione più lampante), in chiaro contrasto con la posizione di responsabilità raggiunta, influì nella percezione che di lui ebbe il mondo militare del tempo, decisamente conservatore.

È fondamentale ricordare, come molti documenti citati nel lavoro attestano, che le innovazioni di metodo e di gestione degli uomini da lui portate avanti strenuamente nonostante le resistenze incontrate vennero poi applicate con successo dopo la sua uscita di scena determinata dallo scacco subito dalla II Armata nella XII Battaglia dell’Isonzo.

La sconfitta di Caporetto rappresenta un fenomeno corale, causato da una pluralità di fattori fra i quali non fu estraneo il palesarsi di un pensiero obsolescente, lo stesso pensiero farraginoso avversato, non senza conseguenze (positive sul piano bellico e negative su quello personale), dal generale Capello. Risulta fuorviante convogliare le cause complesse della sconfitta in capo a pochi colpevoli che altro non rappresentano se non la punta dell’iceberg di un sistema i cui principi sottesi risultano disfunzionali rispetto alle istanze del tempo.  Le dinamiche che si sprigionarono durante l’intero conflitto, prima e dopo l’ottobre del 17, trovarono comunque il Generale costantemente dalla parte sbagliata.

Non è questa un’apologia di un uomo bensì la ricostruzione della sua figura storica e del contesto in cui si trovò a vivere e ad operare, dove la complessità dei fatti e la loro essenza scaturiscono dalle intersezioni delle diverse prospettive dei numerosi protagonisti.

La verità strenuamente perseguita da Luigi Capello esce da questa ricostruzione nel suo alternarsi di luci e ombre, verità che si esalta nella distinzione fra lezioni apprese e lezioni ancora da apprendere.

MLSQ

martedì 19 settembre 2023

Volume LIbano Riflessioni sulla prima missione fuori area Premessa

 

Premessa

Lo scopo di questo volume è quello di proporre delle riflessioni a carattere generale, anche da parte di alcuni protagonisti, della esperienza che l’Italia affrontò agli inizi degli anni ’80 nel contesto internazionale come partecipazione alla stabilizzazione e riduzione dei conflitti. Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale le Forze Armate Italiane erano ispirate come impiego, per una scelta di politica militare ben precisa, ad una decisa politica di difesa imperniata sull’art.11 della Costituzione repubblicana del 1948 (L’Italia ripudia la guerra come soluzione dei contrasti tra gli Stati); il corollario conseguente fu per decenni il “focus” di impiego delle nostre unità soprattutto terresti sarebbe stato incentrato sulla difesa del confine orientale.

Poi la svolta degli anni ’80. Per contribuire alla stabilità internazionale e comporre i conflitti in corso, in ambito ONU, si volle iniziare con l’invio di contingenti militari in Libano quella stagione che presso la pubblica opinione si accreditò come “missioni di pace”. Forze armate impiegate come strumento di contrasto alla violenza bellica, come forza di interposizione, utilizzata da parti che non riuscivano a trovare altra soluzione che la violenza ai loro dissidi. Si intervenne nel conflitto tra israeliani ed arabi, iniziato nel 1948 e che ancora oggi continua e perdura, nella convinzione di portare un contributo volto a fornire elementi di stabilizzazione politica e sociale alle due comunità.

Il volume nella sua prima parte da un ampio quadro delle attività svolte dall’Italia, dall’Unità d’Italia ad oggi, ma anche dando cenni agli decenni precedenti in merito alle iniziative dell’allora Regno di Sardegna, fino ai nostri giorni come prova che le “missioni di pace” nelle sue varie interpretazioni fanno parte del DNA delle nostre Forze Armate; nella sua seconda parte riporta riflessioni di chi fu partecipe di quella esperienza, a quaranta anni di distanza, nei suoi risvolti politici ma soprattutto come prima esperienza delle Forze Armate italiane chiamate a confrontarsi con una realtà che non era la guerra classica, ma che presentava risvolti diversi e variegati spesso non conosciuti, in un contesto in cui non si poteva sbagliare. Iniziò con il Libano una stagione in cui le Forze Armate italiane furono impiegate come forza di interposizione e stabilizzazione, stagione che risultò poi essere uno strumento di sempre migliore addestramento ed efficienza per le stesse Forze Armate, quasi una “spovincializzazone” dello strumento militare sostanzialmente di guarnigione, ma che fu pagato con un logoramento di materiali ed uomini ed un allontanamento ordinativo, sul piano dottrinale, dal vero motivo per cui le Forze Armate esistono. Alcune componenti terrestri (vedasi l’artiglieria e le forze carriste),  si ridussero a entità trascurabili, la fanteria perse di molto il suo ruolo di arma base, a favore del genio, che assunse, appunto, sempre più la funzione di arma base; inoltre componenti logistiche come la sanità ed il commissariato assunsero una dimensione che andò oltre quella tradizione di sostegno all’arma base. Uno strumento militare che si avvicinava a più ad una forza paragonabile alle “constatabulary forces” che realmente militare. Non per altro per fronteggiare alla emergenza Covid-19 il Paese si affido, per la vaccinazione di massa della popolazione ad una struttura gestita e approntata dalla organizzazione militare.  

Tutto questo venne a confrontarsi con gli eventi del 24 febbraio 2022 in Ucraina, in cui le Forze Armate sono chiamate a sostenere non più missioni di interposizione e stabilizzazione, ma, nella sostanza, a ritornare al loro ruolo di fronteggiare una guerra classica, in un contesto di una coalizione come la Nato, in un contesto “dual use” il cui si sta ripristinando l’”use” primario.

 

Il volume quindi offre momenti di riflessione di questo arco temporale di quarant’anni anni come evoluzione ed impiego delle nostre Forze Armate, vero riverbero della situazione in cui l’Italia è chiamata ad operare    

I limiti di spazio sono quelli del territorio nazionale, del mediterraneo orientale e dei territori libanese e a nord dello Stato di Israele

I limiti di tempo vanno per la prima parte visti in quelli dell’età contemporanea, dalla Santa Alleanza ad oggi, in particolare dalla prima missione di interposizione che si ebbe a meta dell’ottocento, con una particolare attenzione agli anni ottanta del secolo scorso.

 

IL volume può essere richiesto a; segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org 

domenica 10 settembre 2023

Un malvezzo che perdura: quello di impossessarsi delle ide del lavoro e delle intuizioni di un altro



Capita a più sospinti constatare che di fronte ad un volume che rompe con la tradizione e con la visione fino ad ora perpetuata e non modificata, una folla di approfittatori si impossessano delle ide, del lavoro e delle intuizioni che l'Autore ha presentato nel volume

E' già successo in passato con il mio volume sull'Albania di oltre 1500 pagine, che, tradotto anche il Albanase diventato il libro di riferimento per la storia della guerra di liberazione in Albania, così pure come i volumi sugli eventi del 1860 nelle Marche. Una folla di personae, ance di un certo prestigio culturale ed accademico, si è impossessata di idee, documenti e interpretazioni, senza alcuna citazione  spacciandole per proprie e quindi presentandosi all'uditorio con tutta la compiacenza del caso. Una arroganza degna di nota, che sottende al fatto  nella considerazione altissima che costoro hanno di loro stessi e la considerazione miserrima con cui giudicano gli altri, Quasi un accettare con  sufficienza quanto è stato fatto, da chi evindente ai loro occhi non è nessuno (ovviamente rispetto a loro paludati da montagne di riconoscimenti, diplomi coppe medaglie nastri nastrini e ciondoli con sui adornano il loro sapere.
Sembra stanoma questo sta accadendo anche per il volume  che abbiamo recensito la volta scorsa dedicato a Luigi Capello

Questa volta non è detto che si faccia un elenco di tutti costoro per una pubblicazione non di denuncia ma per il semplice piacere di vedere accumunati in un elenco tanti beni personaggi

 

 

martedì 29 agosto 2023

La Biografia di Luigi Capello

 


Maria Luisa Suprani Quercioli, Malgrado. La verità suò generale Luigi Capello, ML Mazzanti Libri - Meta Libri, 2023, Euro 40, pag- 550

 

Un libro da leggere, rileggere e rileggere in quanto permette di superare la immagine fino ad ora tramandata del generale Luigi Capello. “Uu generale proteso all’avvenire, dinamico, impaziente ed al contempo ben ancorato alla ttadizioni risorgimentali. Allergico ai compromessi, capace di rischiarsi tutto pur di perseguire l’inteto: la vittoria. Nemico dell’ozio e della diplomazia nonché degli equilibri, perseguitato dall’odio indomito di coloro che avevano potuto saggerne l’ira. Colpito nella dignita  di Uomo e di Soldato della mendace Relazione della Commissione d’Inchiesta su Capretto, si ribella alla ingiustizia, non tollerando di diventare vittima proprio di quegli stessi equilibri incompatibili con la verità e indifferenti – di fatto – alle sorti del Paese. Sconfitto dagli eventi, indomitomuore nell’oblio serbando intatta fede nella verità” . Così lo presenta l’Autrice, la quale, con un lavoro certosino sulle fonti primarie, riesce nel volume a confermare a tutto tondo quando detto su Luigi Capello. Una biografia che maniteien tutte le premesse, che gentta luci sul torbido periodo del primo dopoguerra in cui figure di protagonisti della nostra Storia degne di note furono emarginate ed accantonate

L’Autrice, compiti gli studi musicali e filosofici ha conseguito il Master di 1° Liv in Storia Militare Contemporanea 1796 -1960 la cui tesi ha vinto il Premio Tralerighe (2021) consistente nella pubblicazione.

Ulteriore approfondimento su www.storiainlaboratorio.blogspot.com

 

domenica 20 agosto 2023

LIbano: 4o° anniversario della prima missione fuori area


 Il volume dedicato a questa ricerca sarà ultimano nell'ultima decade di agosto. IL progetto prevede la edizione di questo volume ed una serie di conferenze da tenersi presso varie località, tra cui, oltre a Roma, Ancona, Civitavecchia, Viterbo ed Ast

giovedì 10 agosto 2023

Materiali per la Storia del Genio Telegrafisti

 I PRIMI DECORATI AL VALOR MILITARE DEL 3° REGGIMENTO GENIO TELEGRAFISTI

di Monica APOSTOLI

 

I telegrafisti del 3° Reggimento Genio Telegrafisti e i telefonisti delle sezioni telefoniche delle Divisioni affrontarono fin dalla mobilitazione del 24 maggio 1915 le difficoltà di collegamento sul campo di battaglia ma si dimostrarono sempre valorosi e impavidi nello svolgimento del proprio dovere.

Nella I battaglia dell’Isonzo, durante un contrattacco austriaco che iniziò il 5 luglio 1915 nel settore di Castelnuovo del Carso, il soldato COSTANZI Alfredo, telefonista in un trinceramento, si meritò per il servizio reso, una Medaglia di Bronzo al Valor Militare.


Pochi giorni dopo, il 18 luglio 1915, durante la II battaglia dell’Isonzo, quando con un tiro di preparazione dell’artiglieria le nostre truppe riuscirono ad impossessarsi di alcuni elementi della trincea, il Sottotenente BIANCHI Tranquillo della 10 ͣ compagnia telegrafisti si trovava sulla linea di fuoco sotto l’attacco delle fanterie nemiche con una sezione ottica. Caduto il comandante di plotone di fanteria, il Sottotenente BIANCHI si sostituì al comando dei fanti e con essi, procedendo all’assalto, riuscì a catturare molti prigionieri fra i quali sette ufficiali. Per questo motivo, il Comandante dell’Armata gli concedette una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Lo stesso ufficiale aveva già ottenuto un encomio solenne da parte del Comando dell’XI Corpo d’Armata per il valoroso comportamento che ebbe a Sagrado nei giorni 25 e 26 giugno dello stesso anno.

 

MEDAGLIA DI BRONZO AL VALOR MILITARE Soldato COSTANZI Alfredo, da Sigillo (Perugia):

“Quale telefonista, rimase al suo posto, sotto il vivo fuoco del nemico, che si era avanzato a brevissima distanza. – Castelnuovo, 5 luglio 1915.”

 

MEDAGLIA D’ARGENTO AL VALOR MILITARE Sottotenente BIANCHI Tranquillo da Sormano (Como):

“Comandante di un posto di segnalazione ottica, nei pressi della line di fuoco, visto cadere un ufficiale comandante di plotone, lo sostituì nel comando del reparto, continuando l’assalto iniziato e portandolo a termine, contribuendo efficacemente alla riuscita dell’attacco ed alla cattura di numerosi prigionieri, fra cui sette ufficiali – 19 luglio 19

domenica 30 luglio 2023

Monica Apostoli



 Prima ipotesi di bozza della Copertina del volume Il Genio "Telegrafisti" nella Grande Guerra"

giovedì 20 luglio 2023

RIVISTA QUADERNI, ANNO LXXXIV, SUPPLEMENTO XXIX, 2023, N, 2 28° DELLA RIVISTA APRILE GIUGNO 2023

 info e contatti: segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org



 

SOMMARIO

 “QUADERNI” DEL NASTRO AZZURRO”

Anno LXXXIV, Supplemento XXIX, 2023, n. 2,

28° della Rivista. Aprile – Giugno 2023

www.istitutodelnastroazzurro.org, www.cesvam.org

 

Editoriale del Presidente Carlo Maria Magnan

IL MONDO DA CUI VENIAMO: LA MEMORIA

 

APPROFONDIMENTI

Francesco Maria Atanasio, La presenza italiana in Estremo Oriente XIX e XX secolo: diplomazia

              e forze armate.

Giovanni Riccardo Baldelli, Il Valore Militare e la Divisione “Perugia”…

DIBATTITI

Sergio Pirolozzi,Giulio Douhet, il generale che conquistò il cielo.

Giorgio Madeddu, Quando gli iglesiensi persero la medaglia d’oro al Valore Militare e né ricevettero in cambio,

             quattro d’argento. Il fatto dei Ponti di Santa Caterina del 17 gennaio 1973

ARCHIVIO

Massimiliano Monti, Origine, Sviluppo ed Organizzazione delle SS in Germania.

MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE

Valentina Trogu, L’urbicidio di Civitavecchia, racconto di una storia attualizzabile.

Giorgio Madeddu, Il Cimitero Militare Italiano dell’Asinara. Anno 1916. Necessità di un restauro per una

                               questione di dignità.

 

IL MONDO IN CUI VIVIAMO: LA REALTA’ DI OGGI

 

UNA FINESTRA SUL MONDO

Antonio Trogu, New Start. La Russia ne sospendete l’applicazione

GEOPOLITICA DELLE PROSSIME SFIDE

Massimo Coltrinari, Lo Stato. Analisi parametrale. LO schema analitico degli scenari  Parte II

SCENARI, REGIONI QUADRANTI

Nicolò Paganelli,  Lo Stato. Analisi Parametrale. Il Messico

Posteditoriale

 

Segnalazioni Librarie. …

Autori. Hanno collaborato a questo numero.

Articoli di Prossima Pubblicazione.

 

                                     CESVAM NOTIZIE

I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VII, 2022, Luglio 2022, n. 78

I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, VIII, 2022,  Agosto 2022, n. 79

I “Quaderni on Line”, Supplemento on Line, Anno LXXXIII, IX, 2022, Settembre 2022, n. 80

“Quaderni” on line sono su: www.valoremilitare.blogspot.com

PER FINIRE

Massimo Coltrinari,  Il Valore Militare attraverso le Cartoline Militari ed oltre

lunedì 10 luglio 2023

INFOCESVAM MAGGIO GIUGNO 2023

 

INFOCESVAM

BOLLETTINO NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE

centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

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ANNO X, 41/42 N. 3, Maggio – Giugno 2023, 1 luglio 2023

X/3/701 La decodificazione di questi numeri è la seguente: IX anno di edizione, il mese di edizione di INFOCESVAM, 701 il numero della comunicazione dal numero 1 ad oggi. Il presente Bollettino svolge anche la funzione di informazione “erga omnes” dello stato, sviluppo e realizzazione dei Progetti dell’Istituto del Nastro Azzurro. Inoltre dal gennaio 2023 ha assunto anche la funzione di aggiornamento delle attività di implementazione dell’Archivio Digitale Albo d’Oro Nazionale Dei Decorati al Valor Militare. L’ultima indicazione aggiorna o annulla la precedente riguardante lo stesso argomento. Questo numero è principalmente dedicato all’aggiornamento dei progetti in corso e alla situazione dei master.

X/3/702 – Il dott. M.B., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Dalla legge 801/1977 alla legge 124/2007. L’evoluzione dell’Intelligence e dell’Antiterrorismo”.

X/3/703 Progetto 2015/1 Dizionario minimo della Grande Guerra. Il progetto è stato realizzato. È nella fase di divulgazione. Sono disponibili a chi ne fa richiesta 15 serie di 12 Volumi. Le Federazioni possono chiedere l’invio gratuito previo rimborso spese postali

X/3/704 Il dott. R.G., Master in Storia Militare Contemporanea dal 1792 - 1960, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Le prime fasi della battaglia di Francia. L’Attacco al forte di Eben Email 10-11 maggio 1940”

X/3/705 Progetto 2016/1. Dizionario mino della Guerra di Liberazione 1943-1945. Il progetto ha realizzato 7 volumi su 8. I volumi editi possono essere richiesti per l’invio gratuito dalle Federazioni, previo rimborso spese postali. Il Volume n. 1 sarà edito in occasione dell’80° anniversario il prossimo settembre

X/3/706– Il dott. DP. A.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Ricorso alle nuove tecnologie e l’uso di Internet nella lotta al Terrorismo”.

X/3/707. Progetto 2017/1 La prigionia e l’Internamento. Pubblicati 4 volumi che sono a disposizione anche singolarmente. Il Vol. IV dedicato alla memoria è nella sua fase di manoscritto 5. Prevista pubblicazione per il mese di luglio 2023.

X/3/708. Progetto 2017/2 “I Soldati Italiani sulla Testa di Ponte di Anzio”. Pubblicato il volume I. Il Volume due è nella fase finale di manoscritto 5. Prevista pubblicazione a luglio 2023 o settembre ottobre 2023.

X/3/709. Con il mese di luglio iniziano le pubblicazioni della Collana I Libri del Nastro Azzurro – Serie Università con la pubblicazione di opere predisposte dai frequentatori di Master. I Volume sarà quello di Monica Apostoli “Il Genio Telegrafisti. Il 3° ed il 7° Reggimento Genio Telegrafisti

X/3/710. Il Dott. Roberto Olevano, già frequentatore di Master, ha predisposto la ricerca su “La prima Ritirata di Russia. 1812. (Titolo provvisorio) con la finalità mdi pubblicare un volume nella serie della Collana I Libri del Nastro Azzurro Serie Università.

 X/3/711 – Il dott. A.S.., Master in Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Terrorismo. Un fenomeno che non riesce a fermarsi”.

X/3/712 – Marco Montagnani, Presidente della Federazione di Asti, Consigliere Nazionale, ha predisposto come manoscritto 4 la ricerca “L’affondamento del Pirografo requisiti Conte Rosso24 MAGGIO 1941. La pubblicazione del volume è prevista per il prossimo ottobre 2023

X/3/713. Progetto 2017/2 Capire la Grande Guerra. Concluso. Sono stati pubblicati tre volumi (,13, n.14, n.15) La serie di tre volumi è disponibile alle Federazioni che ne fanno richiesta, salvo rimborso spese postali.

X/3/714 – La Dott.ssa G.M., ., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “La Legione romana attraverso “L’arte della Guerra” di N. Macchiavelli”.

X/3/715 – Progetto 2018/1. Le Leggi Raziali ed il Valore Militare. Progetto concluso. Sono stati prodotti tre volumi La serie è disponibile alle Federazioni che ne fanno richiesta, salvo rimborso spese postali

X/3/716 – Progetto 2019/1 “Il Corpo Italiano di Liberazione ed il Valore Militare. La ricerca è conclusa. Il volume è nella fase di predisposizione di Bozza 2. Sarà edito nel mese di luglio 2023. Le Federazioni possono chiederne 5 Copie ciascuna, salvo il rimborso delle spese postali. Sarà data comunicazione tramite la email “ricerca.cesva@istitutonastroazzurro.org

3/717 – Il dott. PP.S., Coeso di Aggiornamento e perfezionamento in  Terrorismo ed Antiterrorismo Internazionale. Obiettivi, Piani e Mezzi, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “HUMIT. Tecniche di interrogatorio negli Stati Democratici. Una riflessione etica alla luce del diritto umanitario internazionale”

X/3/718 - Progetto 2019/2 Le Vicende dei Militari Italian in Russia 1941-1953. È stato pubblicato il primo volume dalla serie. Il Volume 2 ed il Volume 3 sono terminati come manoscritto n. 5. Si attende la disponibilità della Tipografia al fine di procedere alla loro stampa e pubblicazione

X/3/719 il Dott L.A., Master in “Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, Strategia, armamenti”, la prossima sessione estiva di laurea discuterà la tesi “Il Sistema Nike Hercules in Italia nel periodo della guerra fredda”.

X/3/720 – Progetto 2020/1 “La prigionai Italiana in mano britannica Kenya. Il Volume è nella fase di manoscritto 4.  Si prevede che per settembre p.v. si completa il manoscritto 5 e si avvii la fase di editing

X/3/721 – Progetto 2020/2 Le Riforme Militari tra il 1919 ed il 1919. Sono stati pubblicati Tre volumi che sono disponibili a richiesta, e come prassi, saranno inviati gratuitamente, salvo rimborso delle spese postali. Il Volume dedicato agli ordinamenti dal 1940 al 1946 è approdato alla fase del manoscritto 3

X/3/722 – Progetto 2021/2 Centenario della Traslazione del Milite Ignoto. Il progetto è concluso. Sono disponibili la medaglia coniata nell’occasione che si può richiedere a segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org

X/3/723 – Progetto 2022/1 Implementazione Archivio Digitale. Vds Annesso a questo bollettino

X/3/724 – È in corso la definizione delle proposte per i titoli dei progetti 2024 al fine di aderire alla prevedibile richiesta del Ministero della Difesa – Gabinetto del Ministro.

X/3/725 – Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 settembre 2023. I precedenti numeri di Infocesvam (dal gennaio 2020) sono pubblicati su www.cesvam.org e sul sito dell’Istituto del Nastro Azzurro/ comparto CESVAM.

venerdì 30 giugno 2023

La Grandeur

 


Un caso storico, la Francia del “Re Sole”

Ten. Cpl. Art. Pe. Sergio Benedetto Sabetta



E’ molto più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata”

( Mark Twain)



L’ attuale crisi dell’egemonia americana è la crisi ideologica della narrazione neoliberale propria delle élite politiche occidentali, in cui il liberismo è stato intesa quale liberalismo economico, ossia l’assorbimento di qualsiasi aspetto culturale nei soli rapporti economici che avrebbero dovuto garantire un lungo periodo di pace fondato sui soli interessi economici in comune, la fine della storia.

Questa illusione risoltasi in un conflitto economico – strategico, anche sul piano militare, era già avvenuta tra le due guerre mondiali del Novecento, quando un “pluralismo di gruppi di interesse” portò alla corruzione sistemica e alla conseguente crisi delle istituzioni democratiche del 1929.

La crisi attuale ripropone il problema del recupero dei valori etici e culturali che non possono essere sciolti nel solo aspetto economico, il problema è come diceva Keynes, “cosa mettere al suo posto” ( Grewal D. S., L’autunno del neoliberalismo, 51-62 in “Il bluff globale”- Limes n.4/2023).

Quanto viviamo in questi anni con la crisi di una grandeur si verificò storicamente, sebbene naturalmente in termini diversi, anche alla fine del regno di Luigi XIV, il Re Sole, tra il XVII e il XVIII secolo, dopo un periodo di grandiosa espansione, anche commerciale attraverso il mercantilismo di Colbert e la fondazione di colonie.



  1. Dietro alla facciata dello scenario di “Luigi XIV”.



Negli ultimi decenni del ‘600 e nei primi del ‘700, molte brecce si aprono nella fortezza monarchica e cristiana, il cui ultimo e vero difensore, il Bossuet muore nel 1704. Il regime, già provato dai rovesci militari degli ultimi anni del regno e dall’insuccesso dell’autoritarismo religioso, è minato dalla crisi economica e sociale, dall’emancipazione del pensiero, della nascita di una specie di opposizione.

Il bilancio economico, materiale è disastroso. Nell’industria e nel commercio si formano delle fortune, ma la massa lavoratrice non ne trae benefici, perché i salari, per abbassare i costi, sono bassissimi : nel caso più fortunato permettono solo di non morire di fame, tranne in caso di disoccupazione, di carestia o di spinte in alto dei prezzi.

Lo Stato pensa solo al mantenimento dell’ordine e le rare distribuzioni di pane avvengono solo nei casi disperati, per calmare i cittadini affamati (1693). Da tutti i documenti che ci permettono la ricostruzione della storia delle campagne francesi, se evince che la vera padrona è la paura. Una paura latente, continua, generatrice di sussulti pieni di disperazione, davanti all’incertezza del domani, alla fame, alla doppia fiscalità regia e signorile.

Nella città ci sono alcune iniziative di carità, specie religiose: così la Compagnia del Santo Sacramento a Lione difende i salariati dai padroni, ma i magistrati e le forze dell’ordine si affiancano ai padroni. Si può scorgere in tutta la Francia una specie di lotta di classe mascherata: i compagnonnages dei lavoratori tentano degli scioperi, sempre spezzati e spesso nel sangue, contro la tirannia delle corporazioni. I salari variano da 6 a 30 “sols”ma il pane costa 1 “sol” alla libbra e sale a 3 o a 4 nelle epoche di carestia e le feste non sono mai pagate (sono almeno 92 giorni all’anno), i tumulti sociali “emotions”, come venivano chiamati, sono tanti da non essere calcolabili.

Nel 1709 delle bande di popolani di Parigi si spingono sino a Versailles per gridare sotto alle finestre della reggia. Non c’è personaggio che conti del regno che non abbia lasciato ricordi della miseria, della mendicità, della mortalità che affliggevano il regno.

La miseria peggiore regna nelle campagne. Bisogna intendere alla lettera La Bruyère che parla di “animaux farouches” che non mangiano che “racines”, miseria fisiologica e morale insieme. I tumulti contadini sono disperati e innumerevoli, le lagnanze che giungevano al sovrano, agli Intendenti, la stessa corrispondenza ufficiale e i documenti di stato lo confermano.

La Francia popolare di Luigi XIV è un inferno, le sommosse vengono soffocate in modo atroce, Madamne de Sévigné, che del resto non se ne commuove, ce lo racconta; vede gli alberi piegarsi sotto il peso degli impiccati e i soldati del suo amico, duca di Chaulnes, governatore di Bretagna, “ceux ci, mirent l’autre jour un petit enfant à la broche”.

In Bretagna, molti castelli erano stati allora incendiati ed era in corso una guerra sociale, questo nel 1675, negli anni in cui il re è al sommo dei suoi trionfi, verso la fine del regno la rivolta serpeggia e cova dappertutto, nel 1703 c’è una insurrezione nella Linguadoca e nel 1709, si canta:



Le grand-père est un fanfaron,

le fils un imbécile

le petit fils in grand poltron,

Ah! La belle famille!

Que je vous plains, peuple francais

Soumis à cette empire!

Faites ce qu’ont fait les Anglais,

c’est assez vous dire …



L’industria subisce nell’insieme la depressione generale, la fine del regno vede rallentarsi la produzione delle “manifactures”, la cui direzione dopo Colbert è diventata poliziesca. Il grande commercio sfugge al mercantilismo, diventa libero e la sua floridezza contrasta con la miseria generale, il commercio procura lauti guadagni, perché le classi agiate consumano ora lo zucchero, il caffè, il the, il cioccolato e il tabacco, così i grandi commercianti di Lione, di Nantes, di Rouen esigono ed ottengono dal re l’abbandono del colbertismo ormai superato.

Questi successi dell’iniziativa privata si aggiungono alle attività dei corsari che vivono la loro epoca d’oro. L’alleanza spagnola apre le vie del Sud America, e il Cile e il Perù sono ora visitati dalle navi francesi, lentamente ci si converte in economia al liberoscambismo. Si afferma un mercantilismo moderato, già delineatosi alla pace di Rijawijk, nel 1713 si firmano trattati di commercio con tutti gli ex nemici, Boyguilbert è un precursore dei Fisiocratici: la ricchezza dei popoli è nell’agricoltura.

Il bilancio intellettuale

Il bilancio intellettuale è più grave ancora perché incrina le basi stesse del regime. La Francia partecipa a quel momento di trapasso che è “la crisi della coscienza europea”, per ripetere l’importante definizione di Paul Hazard. La Ragione sovrana, il Soggetto, partito dal dubbio cartesiano si alza ora a misurarsi contro il conformismo delle idee tradizionali.

Del resto, all’interno del bel frutto dell’ortodossia religiosa e monarchica, quanti vermi roditori: l’inquietudine, la “ricerca della verità” del Malebranche che cerca di conciliare la Ragione con la Fede, la curiosità della Natura e delle sue leggi. Con il metodo sperimentale appare anche l’idea di progresso e di Relatività: si schiudono nuovi mondi, dagli orizzonti illimitati.

I progressi della scienza e dell’incredulità vanno di pari passo. Luigi XIV e Colbert proteggono e incoraggiano i dotti, gli scienziati, ma seminano anche germi distruttori. Il loro secolo è quello di Galilei, di Newton, di Harvey, di Huigens, di Torricelli, di Cassini, di Pascal e di Leibniz. E’ il secolo in cui il telescopio e il microscopio introducono l’infinito concreto che sconvolge l’idea dell’universo trasmessa dalla Bibbia.

Come conciliare la scienza e la rivelazione? La provvidenza, la genesi, le cronologie della Bibbia con quelle della Cina? E infatti è anche il secolo dei “libertins”, ribelli senza dottrina, ma anche forniti della dottrina del materialismo, discepoli di Gassendi, di Saint Evremond, questo nemico di Pascal.

Sul finire del secolo, il cartesianesimo perseguitato riesce a passare attraverso la sintesi con l’ortodossia che ne fa il Malebranche oppure attraverso i volgarizzatori scientifici come Fontanelle, che tranquillamente dimostra la “pluralità dei mondi”. Bossuet era spaventato dal Trattato teologico-politico di Spinoza, che spazzava via tutte le tradizioni antiche e venerabili e si faceva un dovere di ripensare tutta la tradizione, e dell’Histoire critique di Richard Simon.

La fortezza cattolico-monarchica della Francia di Luigi XIV, si sfasciava sotto i colpi più forti che provenivano dall’Olanda, questo rifugio di tutte le libertà: Bayle poteva distinguere tra “religionnaires” e “ragionaux”, gli spiriti scettici e scientifici.

Sotto Luigi XIV questa eterodossia filosofica non penetra ancora che in una élite colta. ma il successo editoriale del “Dizionario” di Bayle e il gusto diffuso dell’astronomia o per le esperienze scientifiche sono indizi rivelatori. Panteismo o deismo naturalistico penetrano nell’alta società, le censure della Cancelleria o il fulmini della Sorbona erano più uno sprone indiretto che uno spauracchio.

I viaggi o il gusto dell’esotismo dominano il secolo con le molteplici relazioni di viaggi più o meno meravigliosi che rivelano paesi e popoli sconosciuti, non sarà mai abbastanza sufficiente sottolineare quanto abbiano influenzato l’emancipazione degli spiriti.

Vanno ricordati quelli dei gioiellieri Tavernier e Chardin in Persia, quello di Bernier, discepolo di Gassendi, che diventò medico del Gran Mogol, le relazioni dei missionari nel Siam e in Cina, in America del Nord e la copiosa memorialistica delle relazioni di viaggi nel Canada, in Lapponia, in Turchia.

Va assolutamente ricordato l’estroso e strambo barone de La Hontan, ufficiale disertore nel Canada, spirito audace e originale che espone con chiarezza l’assioma della bontà e della virtù dell’uomo primitivo e quindi il corollario della civiltà corruttrice.

Si vede svolgersi inconsciamente da tutti questi scritti la dottrina del relativismo , quella del “clima” cara a Montesquieu, tutti questi racconti vantano la virtù degli abitanti conosciuti, i loro costumi puri e candidi, anche senza la grazia del Cristianesimo. E’ già tutta la teoria del “Buon Selvaggio” o quella del “Santo Cinese” virtuoso senza la rivelazione cristiana. E’ la stessa epoca di Bossuet che ha separato la morale dalla religione, osservando il mondo: lo “urone” di Voltaire, il Persiano di Montesquieu sono nati in questo periodo.

Nel regime di Luigi XIV un’opposizione non poteva essere se non velata e clandestina. Bisogna notare pertanto che, tranne gli scritti vendicatori dei Protestanti rifugiati in Olanda come un Jurieu che pone il diritto dell’insurrezione in nome della sovranità nazionale (ma senza sviluppare i diritti dell’individuo), l’opposizione è semi-ufficiale ed è opera di sudditi leali, ma dallo spirito fiero e indipendente. Persino La Bruyère, tanto conformista, osa porre il problema: “Il gregge è fatto per il pastore, o il pastore per il gregge?”

L’aristocratico prelato Fénelon, il più ardito, non lesina invettiva all’orgoglioso egoismo del monarca, ma le sue critiche non vanno oltre l’ascolto dei suoi amici più stretti, che certamente avranno riferito qualcosa al sovrano. Del resto in politica non va più in là di una monarchia che egli immagina controllata dagli Stati Generali e decentrata (Stati provinciali), dove l’autentica nobiltà feudale (noblesse de l’Epée) avrebbe finalmente trionfato sull’invisa borghesia diventata nobile (la Robe). Feudale è anche Saint Simon, amico del duca di Orléans.

La novità di costoro consiste nel sentimento umanitario, liberale e pacifista con un certo ideale di “giustizia” che è molto chiaro nel Vauban.

In tutti i campi soffia un vento di libertà, contro tutte le “règles” e l’opinione pubblica, ormai stanca, si attende “novità”, una certa libertà licenziosa circola nel circolo dei Vendome, e a corte, dal duca d’Orléans.

Libertà gaia regna nel circolo della duchessa del Maine; libertà dello spirito da Madame de Lambert che vuole “rendere alla Ragione tutti i suoi diritti”; libertà d’immaginazione, di fantasia aggraziata e gentile nei “Contes” di Perrault (“La bella addormentata nel bosco”), nelle “Mille e una notte” tradotte da Galland, nei romanzi di avventure, nei romanzi picareschi di Le Sage, nei poemi galanti o nella pittura ardente e sognatrice del giovane Watteau.

Alla morte del re, Montesquieu può dire che “il regno del defunto re è stato così lungo che la fine ne aveva fatto dimenticare l’inizio”.

martedì 20 giugno 2023

8 Volumi sulla Guerra di Liberazione

 



Dizionario Minimo della Guerra di Liberazione

Osvaldo Biribicchi

 

Il Dizionario minimo della Guerra di Liberazione, progetto sostenuto dal Ministro della Difesa, fortemente voluto dal Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti decorati al Valor Militare del 1927, Generale Carlo Maria Magnani, si inserisce nel quadro delle molteplici attività culturali ed editoriali portate avanti dal direttore del Centro Studi sul Valor Militare Generale Massimo Coltrinari, è rivolto agli studenti delle Scuole Superiori di Secondo Grado, al fine di fornire agli studenti spunti di riflessione e documenti per approfondire gli avvenimenti che vanno dalla crisi armistiziale del 1943 alla Liberazione, il 25 aprile 1945, e quindi alla conclusone della guerra. Preso atto che non è possibile parlare di Guerra di Liberazione senza una conoscenza essenziale degli eventi principali che hanno preceduto e seguito l’annuncio dell’Armistizio dell’8 settembre, nel porre mano a questo lavoro ci siamo riproposti, almeno nelle intenzioni, di non fare solo una raccolta asettica di dati ma stimolare riflessioni critiche.                                                                                      La struttura editoriale dell’opera è costituita, per ogni anno preso in esame, da un  compendio e da un glossario; infine è stato inserito un volume dedicato ai Percorsi di ricerca. Lo studio è stato articolato in sei Fronti: del Sud; del Nord; dell’Internamento; della Resistenza all’Estero; della Prigionia ed, infine, del Fronte nemico al fine di fornire un quadro sommario di ciò che avvenne all’indomani dell’Armistizio. A partire dall’8 settembre 1943 l’Italia si divide in due: quella del Sud, liberata dagli Alleati con gli sbarchi in Sicilia, a Salerno  ed Anzio, e quella del Nord in cui si insediò la Repubblica Sociale Italiana decisa a continuare la guerra, ormai persa, al fianco dei tedeschi. In realtà, tra l’Italia e gli Alleati furono firmati due armistizi: il primo, detto armistizio corto, contenente solo clausole militari, fu firmato segretamente a Cassibile in provincia di Siracusa il 3 settembre 1943 ed annunciato cinque giorni dopo prima dal Generale Eisenhower e, poche ore dopo, da Badoglio. Il secondo, detto armistizio lungo o anche armistizio di Malta, fu firmato il 29 settembre e precisava gli obblighi della resa senza condizioni già contenuti genericamente nell’armistizio corto. La semplice conoscenza di questi elementi stimola riflessioni profonde su quei cinque giorni tra il 3 e l’8 settembre in cui i soldati italiani continuarono a combattere e morire al fianco dei tedeschi contro gli angloamericani e la mattina del 9 settembre si ritrovarono all’improvviso alleati con coloro che sino al giorno prima erano stati nemici. Il problema nasce dal fatto che il governo militare Badoglio, in sostanza, aveva siglato l’armistizio con gli Alleati senza aver prima ricusato il Patto d’Acciaio siglato il 22 maggio 1939 tra Italia e Germania. Le forze armate tedesche presenti sul territorio italiano divennero pertanto automaticamente forze di occupazione. Dopo l’8 settembre tutta la popolazione italiana senza distinzione di credo politico e condizione sociale pagò un prezzo altissimo. Nei territori della Repubblica Sociale, in particolare, iniziò una durissima guerra partigiana contro i nazi-fascisti che a loro volta reagirono con feroci rappresaglie nei confronti dei civili i quali, come se non bastasse, subivano anche i violenti bombardamenti terroristici aerei diurni e notturni degli Alleati che avanzando verso Nord colpivano sia obiettivi militari che inevitabilmente città e paesi. Nel Dizionario si prende in esame anche l’arco di tempo (quarantacinque giorni) compreso tra la seduta del Gran Consiglio del Fascismo tenutasi tra il 24 ed il 25 luglio 1943, nel corso della quale Mussolini fu esautorato, e la proclamazione dell’armistizio. Un periodo confuso: Vittorio Emanuele III nel pomeriggio del 25 luglio fece arrestare Mussolini, assunse il comando delle Forze Armate ed affidò il governo al Maresciallo Badoglio. In quel momento, con 31 divisioni dell’Esercito fuori dal territorio nazionale, il governo avviò con fare incerto contatti segreti con gli Alleati per uscire dalla guerra pur continuando formalmente a professare la propria lealtà all’alleato germanico. L’8 settembre fu dunque una data spartiacque tra un periodo ormai concluso ed un dopo, ovvero l’inizio della Guerra di Liberazione chiamata dagli Alleati Campagna d’Italia. Una guerra combattuta da tutto il popolo italiano su cinque Fronti (e qui mi ricollego alla struttura del dizionario):                                                                                                    Primo Fronte, dell’Italia libera, a Sud, liberata dagli Alleati i quali consentirono al Governo del Re d’Italia, riconosciuto sia dagli Alleati che dall’Unione Sovietica, di esercitare seppure con pesanti limitazioni le proprie prerogative. Nell’Italia libera furono gettate le basi delle nuove Forze Armate. L’Esercito contribuì alla Guerra di Liberazione inizialmente con il I Raggruppamento Motorizzato che combatté a Monte Lungo (8 dicembre 1943) successivamente con il Corpo Italiano di Liberazione  (C.I.L.) che si distinse a Filottrano, nelle Marche (8 luglio 1944) ed infine con i Gruppi di Combattimento che parteciparono all’offensiva finale contribuendo a liberare gran parte delle città del nord Italia.                                                                                      La Regia Aeronautica riordinò le proprie unità, ricostruì le basi nei territori liberi e recuperò il materiale abbandonato in Africa settentrionale. Dopo la dichiarazione di guerra alla Germania costituì l’Unità Aerea, alle dipendenze del Comando delle Forze Aeree Alleate, responsabile dell’impiego, dell’addestramento, della disciplina e del funzionamento dei servizi amministrativi e tecnici di tre Raggruppamenti di specialità: Caccia, Bombardamento – Trasporti e Idrovolanti. Il comando Alleato la impiegò nei Balcani, inserendola negli organici della Balkan Air Force. L’Unità Aerea operò, senza soluzione di continuità, fino al mese di maggio del 1945.                                                                                                                                                                 La Marina, da parte sua, affrontò e gestì una situazione difficilissima. Solo in Puglia, ove intanto aveva insediato il proprio Comando, poche unità all’ancora nei porti di Taranto e Brindisi rimasero sotto il controllo italiano. Il 14 settembre 1943 mentre due torpediniere salpavano da Brindisi per portare aiuti a Corfù arrivavano provenienti da Venezia e dall’Istria gli allievi della Regia Accademia Navale. Pochi giorni dopo, il 23 settembre 1943, fu siglato l’Accordo di Cooperazione Navale tra il Comandante in Capo delle flotte alleate nel Mediterraneo, Ammiraglio Cunningham, ed il Capo di Stato Maggiore della Marina. Il documento siglato prevedeva, tra l’altro, che tutte le unità navali potessero rientrare nelle basi nazionali, ad eccezione delle corazzate.                                                                                                                                                   Il contributo alla Guerra di Liberazione da parte delle Forze Armate dell’Italia libera fu dato anche dagli oltre 200 mila uomini impiegati nelle Divisioni Ausiliarie per attività di carattere logistico, spesso a ridosso della prima linea, non meno importanti ed indispensabili di quelle combattenti;                                                  Secondo Fronte, dell’Italia occupata dai tedeschi. Qui il fronte fu clandestino e la lotta politica condotta dal Corpo Volontari della Libertà, composto dai rappresentanti di tutti i partiti antifascisti, riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) costituito a Roma il 9 settembre 1943. Successivamente furono formati CLN  locali nelle varie città del nord Italia per dare impulso e direzione politica alla Resistenza. Fu il grande movimento partigiano del nord Italia all’interno della Repubblica Sociale Italiana;                                          Terzo Fronte, della Resistenza dei militari italiani all’estero, un fronte questo non conosciuto, dimenticato. È la lotta contro i tedeschi dei soldati italiani inseritesi nelle formazioni partigiane locali in Jugoslavia, Grecia ed Albania;                                                                                                                                                                   Quarto Fronte, della Resistenza degli Internati Militari Italiani, oltre 600 mila uomini che pur andando incontro consapevolmente a privazioni ed umiliazioni si rifiutarono decisamente di aderire alla Repubblica Sociale Italiana;                                                                                                                                                         Quinto Fronte, della Prigionia Militare Italiana. I prigionieri italiani in mano alleata all’annuncio dell’armistizio dovettero, come tutti, fare delle scelte. La stragrande maggioranza decise di cooperare con gli ex-nemici; quelli in mano agli angloamericani furono organizzati in Italian Service Units (ISU), compagnie di 150 uomini addetti a particolari lavori di carattere logistico. Negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna furono impiegati negli arsenali o nelle basi militari; in Australia, invece, furono impiegati per costruire strade, linee ferroviarie oppure in grandi fattorie, comunque in lavori non strettamente legati ad attività belliche.           Nel Dizionario, inoltre, non si dimentica di evidenziare il ruolo particolare avuto dalla Puglia, Regione d’Italia che per sei mesi, dal 10 settembre 1943 data di arrivo del Re all’11 febbraio 1944 data in cui la corte si trasferì a Salerno in attesa della liberazione di Roma avvenuta il 4 giugno 1944 (ben 134 giorni dopo lo sbarco di Anzio), costituì il fulcro del Regno del Sud con Brindisi come capitale. È da Brindisi infatti, che il governo Badoglio, il 13 ottobre 1943, trentacinque giorni dopo l’annuncio dell’Armistizio dichiara guerra alla Germania. A partire da questa data, l’Italia assume la posizione di “cobelligerante” ovvero non è più considerata nemica degli angloamericani ma neanche alleata nel senso stretto del termine.                                Uno spazio non secondario, infine, viene riservato al ruolo delle donne negli avvenimenti bellici dal settembre 1943 all’aprile 1945, a quelle donne che hanno partecipato attivamente alla Guerra di Liberazione ricoprendo vari ruoli sia logistici che combattenti ed alle donne della Repubblica Sociale Italiana impiegate nel Servizio Ausiliario Femminile con compiti logistici.                                                                                             Possiamo affermare, quindi, che ognuno partecipò alla Guerra di Liberazione nei modi e nelle forme più disparati. Se non si comprendesse questo  sarebbe difficile parlare di un argomento così complesso e delicato. Per questo motivo ci siamo avviati alla stesura del Dizionario con l’intento di dare un supporto didattico allo studio ed alla conoscenza di un periodo storico complesso ma fondamentale per comprendere l’origine delle nostre odierne Istituzioni ed in ultima analisi della nostra Democrazia.