domenica 29 novembre 2020
Collaborazione attivata. La Mertidiana Osimo
Il Blog riverbera note ed articoli che sono apparsi anche su questo settimanale. Info: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org
mercoledì 25 novembre 2020
venerdì 20 novembre 2020
Volume La Damnatio ad Metalla. Storie di Prigioneri dell'impero austro-ungarico nella Sardegna della Prima Guerra Mondiale
GIORGIO MADEDDU, La
Damnatio ad Metalla – Storie di prigioneri dell’impero austro-ungarico nella
Sardegna della prima guerra mondiale, Udine, Gaspari Editore, 2018
La
prigionia di guerra rappresenta un campo di indagine spesso trascurato. Si
segnala ben volentieri questo volume di Giorgio Madeddu, peraltro frequentatore
del Master di 1° Liv. In Storia Militare Contemporanea 1796 1960 presso la
Università N. Cusano telematica Roma, dedicato alle storie di prigionieri
dell’impero austro-ungarico nella Sardegna della prima guerra mondiale. Scrive
Madeddu che se il trattamento riservato ai prigionieri italiani nei campi di
concentramento dell’impero asburgico fu brutale ed oppressivo quello subito dai
prigionieri austro-ungarici in Sardegna fu altrettanto impietoso. Dall’Asinara
a Monte Narba, da Monteponi a Terras de Collu, il libro qui recensito lo
racconta con dai ed episodi legati allo sfruttamento del lavoro da parte delle
Società minerarie e delle Imprese agricole, paese per paese: una ricerca che
copre una lacuna della storia di una guerra che cambiò il volto dell’Europa.
Peraltro la storia della prigionia è un fenomeno rimosso dalla coscienza patria
italiana, nel solco delle feroci direttive date politicamente da Sydney Sonnino
e Vittorio Emanuele Orlando e militarmente da Cadorna e Diaz, che hanno tutti
accolto il concetto d’annunziano che considera i prigionieri come dei “peccatori della patria in pericolo”
e quindi oggetto di disprezzo e ignominia.
Un concetto molto distate da quello di “combattente disarmato”
contatti ed info: quaderni.cesvam@istitutonastroazzurro.org
martedì 10 novembre 2020
Infocesvam, n.11, 1 novembre 2020
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO VII, I, N. 11, 1 novembre 2020
VII/11/151- La
decodificazione di questi numeri è la seguente VII anno di edizione, 10 il
numero progressivo di Infocesvam, 122 il numero della comunicazione dal numero
1 ad oggi.
VII/10/152. Progetto
Leggi Raziali. L’Autrice ha corretto la Bozza n.2, e la Copertina. E’ stato
necessario un ulteriore controllo. Dato il Visto si Stampi il 26 ottobre 2020
VII/11/153. Il
Frequentatore F. N. del Master di “Politica
Comparata” sta sviluppando una tesi sul Niger e sulla situazione geopolitica
dei Paesi a Sud del Sahara.
VII/11/154. Master di
Politica Militare Comparata. Assegnata una tesi sul terrorismo internazionale
al Frequentatore D.B.
VII/11/155. Emeroteca. Inserite
alla data del 1 novembre tutte le riviste arrivate fino al 30 ottobre 2020. Il
numero delle Riviste, rimane pari a 86 Titoli. Non si sono aggiunti nuovi
titoli
VII/11/156. Il
Frequentatore S. ha chiesto alla Direzione Scientifica del Master in Storia una
tesi su “Lamarina nell’alto Adriatico 1915-1918” titolo provvisorio
VII/11/157. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Compendo 1944. Manoscritto n. 5. Terminato.
VII/10/158. La
fequentatrice S. del Master in Storia ha
completato la tesi sulla figura del generale Capello e la Prima Guerra Mondiale
VII/11/158. Progetto 2016/4/E Dizionario minimo della Guerra
di Liberazione, Il Compendio 1943 stampato è stato consegnato alla sede della
Presidenza Nazionale
VII/11/159. La
Frequentatrice G. di Genova Master in Storia svolge una Tesi su Storia del
Risorgimento. Con Biografie sui principali protagonisti del 1860 e del 1866
VII/11/160. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Compendo 1945 Manoscritto n. 5. Terminato.
Sarà mandato in stampa secondo il calendario predisposto
VII/11/161. La Segreteria
Generale ha inviato nella seconda decade di ottobre tramite posta il n. 1/2020
della rivista QUADERNI che a causa della emergenza covid non era stato
possibile inviare
VII/11/162. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Glossario 1944 Manoscritto n. 5. Terminato.
Osvaldo Biribicchi propone una aggiunta di 20 lemmi ad integrazione di quanto
predisposto. Nulla questio in quanto vi è il tempo disponibile. Sarà mandato in
stampa secondo il calendario predisposto
VII/11/163. Il Frequentatore
L. M. Master in Storia ha concluso la sua
Tesi su Storia del Risorgimento, in particolare sulla battaglia di
Tolentino. Con Biografie sui principali protagonisti del 1815
VII/11/164. Il Presidente
Nazional dell’Istituto del Nastro Azzurro ha chiesto, su richiesta del Collegio
Sindacale, una relazione specifica dello Stato dei Progetti/ricerche in Essere.
In data 25 ottobre è stata inviata, con la preghiera di far osservare la più
assoluta riservatezza in merito ai contenuti dei progetti/ricerche che
potrebbero essere, come già è successo, oggetto di plagio e copiatura con danno
all’Istituto.
VII/11/165. Il
Frequentatore A. del Master in Storia sta sviluppando una tesi su Storia del
Risorgimento, in particolare sulla battaglia di Salamanca e la figura di
Wellington con partic0lare riguardo alla strategia del debole verso la forte .
Con Biografie sui principali protagonisti del 1800-1814
VII/11/166. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Glossario 1945 Manoscritto n. 5. Terminato.
Anche per questo testo Osvaldo Biribicchi propone una aggiunta di 40 lemmi ad
integrazione di quanto predisposto. Nulla questio in quanto vi è il tempo
disponibile. Sarà mandato in stampa secondo il calendario predisposto
VII/11/167. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Indici Percorsi di Ricerca Manoscritto n. 5. In fase di integrazione in
merito ai Compendi e Glossati Terminato. Sarà mandato in stampa secondo il
calendario predisposto.
VII/11/168 Alessio Pecce,
componente del CESVAM, è stato ammesso nei ruoli direttivi del Corpo Militare
della Croce Rossa Italiana. Ad Alessio, indimenticabile collaboratore degli
inizi, i nostri più sinceri complimenti
VII/11/168. Progetto
2019/1 I soldati Italiani in Russia 1941- 1946. Alla data del 1 novembre 2020
sono state predisposte 35 relazioni ed è stata impostata la articolazione dei
volumi
VII/11/169. La Rivista
QUADERNI ON LINE pubblicata su www.valoremilitare.blogspot.com,
nel mese di ottobre 2020 ha avuto 1575
lettori, a fronte dei 1488 lettori del mese di settembre. In totale dal
settembre 2014 il totale dei lettori è di 64ì66443.
VII/11/170 Le restrizioni
dovute alla pandemia hanno annullato l’incontro che si doveva tenere il 31
ottobre 2020 ad Osimo durante il quale Germano Vicarelli e Niccolò Duranti
avrebbero presentato il Volume “Gli Artefici della Vittoria” I Generali
Italiani nella Grande Guerra.” L’Incontro sarà realizzato alla prima data
utile.
VII/11/171. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Completato il Manoscritto n. 4 del
Glossario 1944. Integrati i lemmi, corretta e revisionata la cronologia
VII/11/172 Sito del
Nastro Azzurro. Banner relativo alla Storia del Nastro Azzurro. È stato programmato
a partire dal 24 ottobre p.v. fino al 4 novembre 2020 al fine di ospitare tutte
le copertine, la IV di copertina e la scheda di presentazione del Dizionario
minimo della Grande Guerra a ricordo e omaggio della data anniversaria del 4
Novembre.
VII/11/173 Progetto 2017/
6 Anzio Ii Volume. Integrato il manoscritto n. 5 con l’inserimento di due
paragrafi dedicati allo sbarco di Dieppe e dell’Operazione Torch, nella fase di
revisione in essere.
VII/11/174. Cessione
della Rivista QUADERNI. La rivista è ceduta alle seguenti condizioni: Prezzo di
Copertina di una singola copia, euro 5, abbonamento a 4 numeri annuo 2020 12 euro;
numero arretrati a richiesta 4 euro a copia. Versamento sul conto corrente
postale intestato all’Istituto del Nastro Azzurro
VII/11/175. Prossimo INFOCESVAM sarà pubblicato
il 1 dicembre 2020
sabato 31 ottobre 2020
I Volontari partigiani nel rinnovato esercito italiano
Carlo Smuraglia, I volontari partigiani nel rinnovato
Esercito italiano, Roma, Libreria Editrice Viela, 2018,
Il
volume, edito su iniziativa della Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
(ANPI) Comitato Nazionale, riporta i
contributi di un convegno tenuto a Terni sia dal Direttore del CeSVaM che dal
Dott. Giovanni Cecini. Il volume, quindi riporta i loro contributi e quelli di Angelo Bitti, Nicolò Da Lio, Roberta Mira,
Carlo Smuraglia, Alvaro Tacchini, Marco Venanzi.
Raccolti
dal Presidente dell’ANPI Carlo Smuraglia, queste relazioni riportano le
esperienze e le gesta dei “ribelli”, umbri che, con l’arrivo del fronte in Umbria ( Perugia fu raggiunta
dalle forze alleate nel giugno 1944) decisero di continuare la loro lotta
arruolandosi nel Regio Esercito Italiano in quel torno di tempo operante con il CIL negli
Abruzzi e nelle Marche. Il processo di arruolamento fu agevolato dalla
decisione alleata di ritirare dal fronte il CIL e di costituire i Gruppi di
combattimento, mentre a livello divisionale con equipaggiamento e armi britannici.
I partigiani umbri affluiscono ai centri di raccolta ed addestramento dell’area
romana e poi inquadrati nei gruppi di combattimento Cremona, che entrò in linea
sul Serio nel gennaio 1945. Un esempio di come esponenti del II fronte si integrano in quello del I fronte, nella
nostra concezione della guerra di liberazione, come esposto a Torino nella
Giornata del Decorato.
martedì 20 ottobre 2020
Salvatore Sanna La Maddalena settembre 1943
Propongo
una questione poco nota delle complesse vicende della crisi armistiziale del
settembre 1943 che coinvolsero La Maddalena oltre i più noti fatti d’arme. Si
tratta di un tema sensibile, che qualifica gli avvenimenti maddalenini di quei
giorni nel più vasto dibattito sulla ricollocazione della squadra navale di
battaglia, e soprattutto sull’allontanamento da Roma del re, della corte, e di
parte del governo, che invece di avvenire come previsto sino all’ultimo per La
Maddalena, avvenne per Pescara, poi Ortona e quindi Brindisi.
La forte pressione delle armi tedesche rese
necessario l’allontanamento dalla capitale, ma le modalità con cui avvenne, con
improvvisazione e confusione, lo qualificò nel giudizio diffuso come una
“fuga”. Il dibattito storico, politico e giuridico che s’è svolto su
quest’argomento ha registrato un atteggiamento fermo da parte di tutti i
protagonisti a negare la premeditazione dell’allontanamento dalla capitale e la
rimozione di qualsiasi riferimento ai progetti e addirittura alle sole ipotesi
fatte in tale direzione.
La ragione di stato ha richiesto di ignorare
l’ipotesi maddalenina, che è stata espunta dai documenti ufficiali anche delle
commissioni d’inchiesta sia amministrative che giudiziarie per coprire la
corona. Se ne trova, però, traccia in pochi testi già dai primi giorni
successivi il 25 luglio 1943.
Il primo riferimento alla destinazione
maddalenina si trova nel diario del generale Puntoni, primo aiutante del re. Il
generale alla fine dell’appunto del giorno 2 agosto annotò che il re gli aveva
riproposto l’ipotesi del suo allontanamento da Roma col governo, e che gli
aveva chiesto di predisporre il trasferimento a La Maddalena via mare. A tal
proposito riferì pure che contattato l’ammiraglio De Courten questi aveva disposto
che due cacciatorpediniere sostassero a Civitavecchia a disposizione. De
Courten, Capo di Stato Maggiore della Marina e Ministro della Marina stessa nel
gabinetto Badoglio, ha confermato nelle sue memorie la circostanza
dell’incontro con Puntoni su tale argomento.
I primi contatti segreti con gli Alleati, dopo
il 25 luglio, si tennero tra diplomatici. Il più noto, e interessante per noi,
è stato quello del consigliere diplomatico italiano, Lanza D’Ajeta, che
il 4 agosto a Lisbona su mandato del nuovo ministro degli esteri Guariglia
incontrò l’ambasciatore britannico. Nel rapporto del consigliere si legge tra
l’altro che, secondo le istruzioni ricevute, aveva informato il suo
interlocutore che in caso di occupazione tedesca di Roma il re con il governo si
sarebbe “trasportato all’isola della
Maddalena”.
Negli stessi giorni la nostra isola era in cima
ai pensieri di Badoglio che doveva spostare la sede di prigionia di Mussolini.
Scelse La Maddalena che ospiterà l’ex duce dal 7 al 27 agosto. Intanto della nostra
piazzaforte si parlava anche a Lisbona, poi a Termini Imerese e infine a
Cassibile nel negoziato avviato con gli anglo-americani sul terreno militare,
che portò all’armistizio.
Il gen.
Castellano, delegato italiano alle trattative, sia prima della firma del
cosiddetto “armistizio corto”, sia nei tentativi di mediazione che seguirono,
ripropose insistentemente la questione del trasferimento del re e del governo a
La Maddalena, abbinandovi quasi sempre anche la ricollocazione nella stessa
isola della squadra di battaglia. Solo un biglietto autografo di Badoglio
affidato a Castellano per il suo contatto del 31 agosto divideva le due
questioni. Al 4° punto si leggeva, infatti,: “La flotta va alla Maddalena”, e al 6°:“Restano a Roma re, principe ereditario, governo e corpo
diplomatico”. A quel momento la
parte italiana era tutta tesa ad assicurarsi un massiccio sbarco Alleato a nord
di Roma, per cui nell’ipotesi di una tale situazione non pareva più adeguato
riproporre anche il trasferimento del re.
Quando
risultò sempre più rigida la richiesta Alleata del trasferimento della flotta
italiana a Malta e a Bona, e mentre
contemporaneamente cresceva la probabilità di uno sbarco a sud di Roma,
le due questioni ripresero a marciare insieme sino alle fatidiche prime ore del
9 settembre. In particolare l’abbinamento re e flotta alla Maddalena riprese a
essere proposto sia per rafforzare la richiesta di mantenere la flotta sotto la
piena sovranità nazionale, a disposizione e garanzia del re e del suo governo,
sia per tacitare la Marina che, tagliata fuori dalle trattative, dai suoi
risultati subiva il trattamento peggiore.
Significativo
appare lo scambio di pro-memorie e relative risposte avvenuto nei giorni 6 e 7
settembre tra i vari protagonisti italiani. Nel primo promemoria, inviato dal
Comando supremo a Castellano, al punto 1 era scritto che si insisteva sulla
soluzione del trasferimento della flotta nei porti di Cagliari e La Maddalena
perché vi era la possibilità di un rifiuto a consegnarsi agli Alleati. La risposta
di Castellano riportò ancora una volta la rigidità Alleata su quest’argomento.
Intanto
il generale Ambrosio aveva quasi contemporaneamente inviato, sempre a
Castellano, un secondo promemoria che riprendeva l’argomento del trasferimento
del re e del governo, stavolta abbinandolo alla questione della flotta, ed
anche al tentativo maldestro di conoscere il giorno X con anticipo di 24 ore “onde
effettuare con più sicurezza - si leggeva - il viaggio di notte”. L’appunto concludeva che: “La squadra di Spezia proteggerà colà [alla
Maddalena] S.M. ed il governo”.
La
risposta di Castellano fu immediata ed esplicita: “Comandante in capo condivide intenzioni espresse alta personalità circa
trasferimento in Sardegna alt Concede un nostro incrociatore con scorta 4
cacciatorpediniere stop Prega tenersi subito pronto partire data imminenza
operazioni stop Non può aderire preavviso 24 ore stop”.
Ambrosio ha
sempre ritenuto che alla fine la squadra avrebbe seguito il re a La Maddalena,
e in tal senso assicurava a ogni incontro de Courten, sino allo stesso 8
settembre. Già il giorno 5 lo stesso Ambrosio aveva chiesto all’ammiraglio De Courten di organizzare il
trasferimento del re alla Maddalena. Il 6 l’ammiraglio emanò il piano operativo ordinando
che i cacciatorpediniere Vivaldi e Da Noli raggiungessero Civitavecchia e che due potenti motoscafi stessero pronti a
Fiumicino.
Per il
mattino del giorno 8 lo stesso De Courten convocò l’ammiraglio Bruno Brivonesi,
comandante di MARISARDEGNA, al quale, secondo quanto annotava lo stesso de
Courten nella sua relazione, impartì: “le
disposizioni relative all’eventuale ormeggio della flotta a La Maddalena ed
alla possibile presenza in quella sede della famiglia reale e di parte del
governo”. Brivonesi nelle sue relazioni e in tutti gli altri suoi scritti
parla sempre e solo del trasferimento delle forze navali, e non accenna mai a
quello del re e del governo.
Anche nei
documenti del gen. Basso, comandante delle FF.AA. in Sardegna e diretto superiore
di Brivonesi, non c’è traccia del previsto trasferimento alla Maddalena del re
e del governo ma si parla solo della flotta. Però negli allegati al diario
storico-militare del comando delle FF.AA della Sardegna si ritrovano i dispacci
delle disposizioni date da SUPERESERCITO già nel giorno 6 su La Maddalena, in
contemporanea con il piano di De Courten sul viaggio via mare del re e del
governo. Il comando in capo dell’esercito ordinò a Basso di predisporre il
rafforzamento della piazza maddalenina con un gruppo tattico di tre
battaglioni, composti totalmente o prevalentemente da sardi, specificando “purché ottimi”. A seguire si trovano gli
ordini impartiti da Basso nello stesso senso, a protezione di “altissimi
personaggi”.
Altrettanto
importante è l’allegato che riporta il testo del messaggio da Comando FF.AA
Sardegna at Comando Forze Navali (tramite Marina Cagliari), firmato Basso e
trasmesso alle ore 14.35 del 9 settembre. Il generale informava Bergamini del
colpo di mano tedesco su La Maddalena e aggiungeva che “qualora at arrivo delle forze navali sia constatato permanere tale
situazione urge provvedere concorso at eliminazione reparti attaccanti”.
E’ questo l’unico documento in cui Basso definisce i reparti tedeschi
“attaccanti”, e il “concorso” che richiedeva presupponeva che fosse “in corso”
un’azione delle truppe di Basso di contrasto agli “attaccanti”, che invece non
c’era e non era neppure prevista.
In quegli
stessi minuti la corazzata Roma e
tutta la squadra invertiva la rotta e andava incontro al suo tragico destino,
come anche i due cacciatorpediniere Vivaldi
e Da Noli. La 9° divisione navale da
battaglia era salpata da La Spezia alle ore 03 del 9 per La Maddalena. A
quell’ora i reali e i militari del governo stavano asserragliati nel palazzo
del ministero della guerra, attendendo di andare all’imbarco a Civitavecchia o
a Fiumicino. Intorno alle 04 si prese atto che solo la strada consolare
Tiburtina era ancora libera ma per lasciare Roma verso oriente. La parte navale
del piano di trasferimento del re e del governo alla Maddalena era attiva, la
parte terrestre che avrebbe dovuto tenere libero un corridoio per Civitavecchia
e Fiumicino non resse, forse perché neppure predisposta, e alle prime luci del
mattino la comitiva lasciò Roma in direzione est per destinazione incerta.
Il generale
Basso e l’ammiraglio Brivonesi, ignari del cambio di rotta del trasferimento,
pur attendendo per il mattino del 9, re, governo e squadra navale, hanno operato
indipendentemente da questa prospettiva. L’uno, Basso, la notte dello stesso 8
settembre ha concordato l’ammassamento delle truppe tedesche a Palau e S.
Teresa, per favorirne il passaggio in Corsica; e l’altro, Brivonesi, il
successivo mattino del 9 ha lasciato sopraffare di sorpresa la piazza
maddalenina da un manipolo di arditi della wehrmatch.
Rimase
emblematicamente ostaggio di questa situazione confusa e contraddittoria anche il
duca d’Aosta, cui il re aveva chiesto di raggiungerlo alla Maddalena. Da
Portoferraio, dove si trovava bloccato sulla torpediniera Indomito, fece diramare un messaggio alle ore 11.41 del giorno 10,
in tutte le direzioni: far sapere a S. M. che non riesco a raggiungere Roma per
via ordinaria e La Maddalena via mare. Attendo ordini. A quell’ora il re e il
governo stavano per giungere in salvo a Brindisi, e Aimone d’Aosta non era
l’unico che attendeva ordini.
Salvatore Sanna
La
Maddalena, 12 settembre 2019
sabato 10 ottobre 2020
Infocesvam, n. 10 1 ottobre 2020
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO VII, I, N. 10, 1 ottobre 2020
VII/10/121- La
decodificazione di questi numeri è la seguente VII anno di edizione, 10 il
numero progressivo di Infocesvam, 122 il numero della comunicazione dal numero
1 ad oggi.
VII/10/122. Progetto
Leggi Raziali. L’Autrice ha corretto la Bozza n.2, e la Copertina. Il materiale
è stato inviato alla Casa Editrice per la revisione e correzione della 2 Bozza.
Si prevede la stampa del volume per metà ottobre 2020
VII/10/23. Dizionario
minimo della Grande Guerra. Glossario, 1914, 1915. 1916, 1917 e 1918- Sono
disponibili, oltre ai Compendi 1914, 1915, 1916, 1917, 1918, anche i Volumi
dedicati ai Percorsi di Ricerca ed agli Indici Disponibile alla Vendita. Info.
segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
VII/10/124. Master di 1°
Livello in Storia Militare Contemporanea. Gli aggiornamenti dei moduli per la
III Edizione saranno registrati a fine novembre o addirittura spostati al mese
di gennaio 2021
VII/10/125. Master di
Politica Militare Comparata. Assegnata la tesi ad un frequentatore. L’argomento
ò la situazione generale relativa al Niger nel contesto dell’area subsahariana.
VII/10/126. Emeroteca. Inserite
alla data del 1 ottobre tutte le riviste arrivate fino al 30 settembre 2020. Il
numero delle Riviste, rimane pari a 86 Titoli.
VII/10/127. Progetto Prigionia
della Grande Guerra. È stato completato per il volume 2 il manoscritto n. 4. Chiara
Mastroantonio inserirà il materiale raccolto nella sua tesi di linguista per la
conclusione della Laurea Triennale.
VII/9/128. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Compendo 1944. Manoscritto n. 3. Da
terminare il Capitolo dedicato al IV Fronte La Guerra di Liberazione
All’Estero. Divisione Garibaldi (ex divisioni Venezia e Tridentina) e Divisione
d’Assalto Italia
VII/10/129: La
piattaforma Cesvam ha risolto i problemi tecnici manifestatesi nel corso
dell’estate. È iniziato l’implemento con la pubblicazione del Bollettino
Infocesvam. La implementazione delle varie rubriche procederà secondo il
calendario predisposto con cadenza settimanale o quindicinale.
VII/10/130. Giornata del
Decorato 2021. Convegno. Tema del convegno “1921-2021 – Centenario della
Traslazione della Salma del Milite Ignoto”. La sede della Giornata del Decorato
è stata scelta ad Arezzo, con la organizzazione della Federazione di Arezzo Siena
e delle altre Federazioni della Toscana,
VII/10/131. Progetto 2016/4/E Dizionario minimo della
Guerra di Liberazione, La casa editrice ha restituito la Bozza n. 1, che
corretta, è stata restituita corretta. Ricevuta la Bozza n. 2. Che ha permesso
di dare il Visto si stampi. Il volume dovrebbe essere stampato e consegnato a
metà d’ottobre
VII/10/132. È stata
segnala al CESVAM la questione della Mitragliera del sommergibile Scirè, il cui
monumento necessita di interventi manutentivi. Interessata la Federazione di
Pistoia, che seguirà lo sviluppo della questione.
VII/10/133. Progetto
2019/1 I soldati Italiani in Russia 1941- 1946. È stato completato il
manoscritto n.3 relativo alle operazioni del 1941-1943 del CSIR e dell’ARMIR e
la Relazione del gen. Messe. Il volume II riporta la raccolta del materiale
documentario dell’Archivio Resta. Al momento sono state predisposte 16
relazioni.
VII/10/134. È stata
riattivata la Federazione di Pisa, grazie ai buoni auspici del Presidente Cav.,
Stefano Mangiavacchi. Auguri di una proficua attività e sempre maggiori
successi al Neo Presidente.
VII/10/135. Progetto Prigionia
in Kenya. Riunione il 23 settembre con Giancarlo Ramaccia e Alessandro Andò per
la valutazione del progetto. Stabilito che per il mese di novembre si
presenterà la Bibliografia generale e di pertinenza e sulla base di quanto
individuato si predisporrà l’indice.
VII/10/136. Rivista
Quaderni. È stato aggiornato l’Indirizzario per l’invio della Rivista. I
criteri adottati per l’invio prevedono l’invio agli abbonati, ai frequentatori
dei Master, ai componenti del CESVAM che non hanno la possibilità di ritirare
la rivista in sede, ad alcune presidenze delle Associazioni Combattentistiche e
d’Arma ed agli enti/istituti/associazioni/accademie corrispondenti. Alle
federazioni dell’Istituto sarà inviata solo dietro richiesta delle stesse.
VII/10/137. Presentazione
del Calendario Esercito 2021. Il Comando della Regione Militare Marche Ancona
propone al Direttore del CESVAM la conferenza di presentazione, come per gli
anni passati, del Calendario 2021 dell’Esercito, dedicato all’anniversario
della traslazione del Milite Ignoto.
VII/10/138. Alessandro
Andò propone una collaborazione con il Sig. Perlasca al fine di avviare
ricerche e studi sulla figura di questo personaggio insigne della guerra di
Liberazione. Una cerimonia si terrà il 31 ottobre p.v. a Maserà presso il
cimitero ove è sepolto, emergenza Covid permettendo.
VII/10/139 La sessione
autunnale dell’anno accademico 2019-2020 del master di 1° Livello in Storia
Militare Contemporanea- 1796 -1960 II Edizione si terrà nella ultima decade di
novembre 2020. Data ultima per la presentazione delle tesi il1 novembre 2020
VII/10/140 Progetto
Storia del Commissariato Militare dalla Pace di Chateau-Cambresì (1599) ai
nostri giorni. Preso contatto con il Gen Salvatore Farì, al momento il progetto
è in fase di articolazione secondo il metodo storico. Si prevede la edizione di
due volumi.
VII/10/141. Progetto
Ordinamenti fra le due Guerre. Giovanni Battelli ha dato il suo assenso per lo
sviluppo di questo progetto incardinato sul modulo di aggiornamento del Master
di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea 1796 - 19160
VII/10/142. Nella prima decade di ottobre sarà
consegnata la bozza finale alla Casa Editrice Archeo Ares n. 3 del 2020 della
Rivista QUADERNI. Colore Copertina da decidere.
VII/10/143. Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Completato il Manoscritto n. 3 del
Glossario 1944. Integrati i lemmi, predisposta la cronologia
VII/10/144. Promozione
Editoria. È stata appronta la Main List delle Associazioni Combattentistiche e
d’Arma per l’invio periodico del Sommario della Nota Redazionale, della
Copertina e dell’Editoriale della Rivista QUADERNI a partire dal n. 1 del 2019
a solo titolo informativo.
VII/10/145 Sito del
Nastro Azzurro. Banner relativo alla Storia del Nastro Azzurro. È stato
programmato per il mese di ottobre per ospitare i numeri del 2019 e 2020 della
Rivista QUADERNI E dei Volumi della Collana.
VII/10/146 Dizionario
Minimo della Guerra di Liberazione. Completato il quadro generale delle
Medaglie d’Oro del 1944 suddivise per fronti. La rielaborazione per mesi sarà
inserita nel Compendio 1944
VII/10/147. Sergio
Rigotti ha proposto materiale riguardante un Marinaio Italiano combattente
della seconda guerra mondiale che attualmente è allo studio per la
pubblicazione sulle filiere CESVAM
VII/10/148. Musica nei
campi di concentramento nella prima guerra mondiale. La ricerca prosegue in
relazione allo sviluppo del Progetto dedicato alla prigionia nella Prima Guerra
Mondiale
VII/10/149. Cessione
della Rivista QUADERNI. La rivista è ceduta alle seguenti condizioni: Prezzo di
Copertina di una singola copia, euro 5, abbonamento a 4 numeri annuo 2020 12 euro;
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VII/10/150. Prossimo INFOCESVAM sarà
pubblicato il 1 novembre 2020
mercoledì 30 settembre 2020
Seconda Guerra Mondiale: la resistenza
Resistenza nell’Impero
Alessia Biasiolo[1]
Nelle isole erano stanziate la 33esima “Divisione
Acqui” (comandata da Antonio Gandin) con reggimenti di fanteria da montagna e
di artiglieria, la seconda Compagnia del VII Battaglione Carabinieri, reparti
del primo Battaglione finanzieri, mitraglieri, un gruppo contraereo, marinai e
addetti all’ospedale da campo. Alla caduta di Mussolini nel 1943, la 18esima
Legione venne richiamata in Italia.
Il comando era posto ad Atene, sotto l’undicesima
armata, diretta dal generale Carlo Vecchiarelli, e l’Heeresgruppe E tedesco
(comandato da Alexander Löhr). I tedeschi invieranno fanteria da fortezza e
semoventi e si acquartiereranno nel capoluogo di Cefalonia, bene armati
rispetto agli alleati.
Il presidio resse bene, anche con esercitazioni comuni
italo-tedesche.
Con l’8 settembre 1943, tutto ovviamente cambiò. Ai
festeggiamenti italiani per quella che sembrava anche lì l’imminente fine della
guerra, fecero seguito, la sera stessa dell’8 settembre, puntamenti tedeschi di
armi contro una nave italiana all’ancora che, a sua volta, puntò le armi contro
i tedeschi.
Il comandante dell’Undicesima armata Vecchiarelli
inviò a Gandin il seguente messaggio: “Seguito
conclusione armistizio, truppe italiane 11^ armata seguiranno seguente linea
condotta. Se tedeschi non faranno atti di violenza armata, italiani non, dico
non, faranno causa comune con ribelli né con truppe anglo-americane che
sbarcassero, reagiranno con forza a ogni violenza armata, ognuno rimanga al suo
posto”. Quindi, le navi ricevettero l’ordine di prendere il mare per
Brindisi. Gandin ordina poi al battaglione in riserva a Mazarakata e ad alcune
batterie, di spostarsi ad Argostoli, città principale dell’isola, per difendere
il quartier generale, e ai bivi principali soprattutto sulle alture, in modo da
poter presidiare adeguatamente la zona, al contempo controllando i movimenti
tedeschi. Infatti, all’alba una colonna tedesca tentò di passare, ma venne
fermata e mandata indietro, verso la zona del proprio acquartieramento. Gandin
incontrò di prima mattina il comandante tedesco per discutere della situazione
e questi chiese di obbedire agli ordini di Vecchiarelli, di cui era a
conoscenza, riguardo alla non belligeranza nei confronti dei tedeschi.
Tuttavia, verso le dieci, arrivò un ulteriore dispaccio dal comando di Atene,
nel quale veniva chiesto di rimanere nelle posizioni costiere fino al cambio
con i reparti tedeschi che sarebbero arrivati, in ogni caso di non rimanere
oltre le ore 10 del 10 settembre, quindi dell’indomani. Ai reparti tedeschi
bisognava cedere le armi e le munizioni a disposizione. Dalle ore 12 dello
stesso giorno, il 9 settembre, a richiesta dei tedeschi, le armi andavano
cedute loro.
I pareri in proposito furono vari, tra chi voleva
obbedire all’ordine, chi voleva continuare a combattere a fianco dell’alleato
tedesco e chi, invece, voleva resistergli. Secondo alcune fonti sarebbe stato
proposto un referendum in merito, ma molti hanno smentito questa versione,
trattandosi di espressioni di pareri propri che, probabilmente, venivano
discussi tra i vari soldati e i comandanti con Gandin. In questo clima arrivò
la notizia che il presidio di Santa Maura era stato catturato dai tedeschi e
che il colonnello Ottalevi, suo comandante, e due ufficiali erano stati uccisi.
Anche su questo episodio ci sono pareri discordi, dal momento che pare fossero
state consegnate le armi pesanti, a richiesta, ma i soldati si rifiutarono di
consegnare le armi personali, causando la reazione tedesca, che alcuni, invece,
spiegano a seguito di una provocazione. Si cercava, comunque, di non arrivare
allo scontro sia da parte italiana che da parte tedesca. Gli italiani attendevano
ordini più chiari che, come sappiamo, mancarono anche in Italia; i tedeschi si
organizzavano passando ordini di fucilazione in caso di resistenza da parte
degli italiani. I tedeschi quindi presentarono una richiesta di consegna totale
delle armi nella piazza centrale di Argostoli entro le ore 18 del 12 settembre,
davanti alla popolazione che sembrava dalla parte degli italiani, compresa la
resistenza greca che vedeva nel cambiamento la possibilità di avere gli
italiani dalla propria parte, anche se poi questo si rivelò inattuabile e forse
una mossa strategica dei rivoltosi. In ogni caso, veniva vietato agli italiani
di consegnare ufficialmente le armi ai greci.
Era un ultimatum al quale la Divisione “Acqui” si
rifiutò di obbedire, preparandosi a combattere l’ex alleato. Quattro dragamine
presero il largo per l’Italia, mentre Gandin cercava una soluzione ottimale per
il disarmo, evitando il disonore pubblico e cercando di trovare la soluzione
più equa, mentre un messaggio del generale Rossi invitava a considerare le
truppe tedesche come nemiche.
I militari non intendevano cedere le armi e
cominciavano ad organizzarsi contro i tedeschi, soprattutto per l’affondamento
della corazzata “Roma” a loro opera, la cui notizia pare fosse arrivata
sull’isola tramite radio di altro convoglio. Il 13 settembre divenne evidente
che velivoli tedeschi attaccavano navi italiane a Patrasso, pertanto la
tensione era sempre più alta, anche contro i comandanti che non fossero
chiaramente intenzionati a combattere contro l’ex alleato. Gli ordini di
cessare il fuoco a seguito di scontro vennero disattesi da ambo le parti, ma
vista la situazione per loro penalizzante, i tedeschi proposero l’imbarco per
l’Italia per tutti, a patto che venissero consegnate le armi. Gandin emanò un
comunicato in cui rendeva ufficialmente note le trattative in corso per evitare
la umiliante consegna di armi e munizioni. Nel frattempo, la contraerea
italiana mirò all’idrovolante del generale tedesco Lanz e quest’atto, così come
gli spari contro le navi tedesche, venne preso come atto di ostilità. Pare, a
questo punto, che venisse emanato un ordine, sorta di ultimatum, secondo il
quale in caso di resistenza gli italiani sarebbero stati passati per le armi.
Le scaramucce continuarono, con atti di smacco dall’una e dall’altra parte,
mentre ancora i tedeschi si trovavano in inferiorità e le possibilità di
controllarli da parte della Divisione “Acqui” erano alte. Ancora sembra che ci
fossero soltanto richieste di pareri ad ufficiali e truppa che non intendevano
consegnare le armi, argomento centrale della trattativa con i tedeschi i quali,
nel frattempo, continuavano a spostare truppe in posizioni più agevoli al
controllo dell’isola e a farne sbarcare. Gli italiani misero in atto azioni di
sabotaggio soprattutto di strade e ponti, per renderli impraticabili, mentre
gli Alleati non intendevano inviare truppe sull’isola per non creare incidenti
diplomatici con la “alleata” Unione Sovietica che, come abbiamo scritto,
guardava attentamente alla situazione nei Balcani da tempo.
Lo sbarco delle truppe tedesche e la mancanza di
controllo delle alture, abbandonate dai soldati italiani all’inizio delle
operazioni come segno di volontà collaborativa, mise gli italiani in difficoltà;
le postazioni antiaeree non erano sufficientemente attrezzate per contrastare
gli aerei tedeschi. La battaglia sull’isola di Cefalonia iniziò il 15
settembre, con atti di vero e proprio eroismo da parte delle truppe italiane.
Lanz fece lanciare dei volantini per fiaccare la resistenza, accanita,
sull’isola, citando Gandin come partigiano di Badoglio e addossando alla
Divisione “Acqui” la “colpa” della lotta, che determinava la necessaria
reazione tedesca, perché voleva combattere i camerati tedeschi e fascisti. In
modo particolare, si sottolineava il tradimento italiano di Badoglio che aveva
abbandonato alla lotta fatale l’Italia fascista e la Germania
nazionalsocialista. Le armate di Badoglio avevano consegnato le armi senza
spargimento di sangue, si leggeva sempre nel comunicato del generale tedesco,
pertanto la lotta della “Acqui”, evidentemente senza speranza, doveva cessare
al più presto. Il tentativo, che prometteva di lasciare libera la via per il
ritorno in patria, non sortì effetto e l’eroica lotta continuò fino alla resa
del 22 soltanto per mancanza di munizioni, dopo l’ultima convocazione del
consiglio di guerra italiano.
La decisione di esporre la bandiera bianca dal
comando, non comportò il rispetto del nemico da parte tedesca. Hitler stesso
ordinò di passare per le armi gli italiani, considerandoli traditori. Sappiamo,
come scritto in testi precedenti, che il Führer aveva espresso ripetutamente
vero e proprio odio nei confronti del comportamento italiano, a seguito del
mancato rispetto della parola data e dell’atteggiamento ambiguo dei comandi. Lo
stesso ordine avrebbe voluto darlo per l’Italia, se non fosse stato per il
senso di rispetto dell’alleato che, nel frattempo, si stava cercando e che poi
sarebbe stato fatto liberare, portando alla creazione della R.S.I. Già coloro
che erano stati catturati a Cefalonia erano stati fucilati e la stessa sorte
sarebbe toccata a tutti i soldati tedeschi che non pensassero di obbedire
all’ordine imposto di sparare su coloro che erano stati i compagni di poc’anzi.
La detenzione dei prigionieri italiani avvenne nelle carceri di Argostoli e
nella caserma “Mussolini”, con poco cibo e poca acqua.
Il 24 settembre venne ucciso anche Gandin, alla
tristemente famosa Casa Rossa, assieme a circa cinquemila uomini e agli
ufficiali, uccisi a gruppi di 8, e le operazioni di sterminio non si fermarono
fino al 28, non senza aver cercato di cancellare le tracce bruciando corpi o
gettandoli in mare; se per l’operazione venivano usati soldati italiani,
venivano poi uccisi per non lasciare testimoni. I prigionieri superstiti, circa
tremila, furono inviati nei campi di concentramento caricandoli sulle navi in
ottobre, ma alcuni perirono negli affondamenti causati dall’aviazione alleata,
ignara del carico di uomini prigionieri, o dalle mine del Mediterraneo. Questo
fu il caso, ad esempio, della nave “Ardena” diretta al Pireo che saltò in aria
nel porto con 840 italiani nelle stive, dei quali se ne salvarono un centinaio,
o della nave mercantile “Alba”, carica di materiale edile, che affondò portando
con sé altri prigionieri italiani. Pasquale Acito si salvò e venne portato in
ospedale dai tedeschi di un idrovolante, ricoverato per quattro mesi sul letto
n. 537 dove seppe che solo pochi rimasero delle truppe di Cefalonia. Pochi
uomini riuscirono a scappare e a trovare rifugio presso i partigiani greci;
altri rimasero sull’isola per svolgere lavoro coatto. Sull’eccidio cadde un
pesante silenzio per molto tempo; unico responsabile ufficiale fu il generale
Lanz, condannato ad una blanda pena detentiva, mentre furono prosciolti gli
ufficiali italiani accusati di avere fomentato la rivolta contro i tedeschi,
originando così la resistenza sull’isola, causa di migliaia di morti.
Stessa
sorte toccò, purtroppo, alle truppe italiane stanziate a Corfù e Zante. A
Corfù, il 13 settembre, i fanti italiani catturarono il presidio tedesco che
venne poi inviato in Italia scortato dai carabinieri, diventando gli unici
prigionieri di guerra in mano al governo Badoglio; gli italiani vennero
sopraffatti dai tedeschi sbarcati sull’isola il 24 e 25 settembre. I colonnelli
Lusignani e Bettini, uccisi dai tedeschi, vennero insigniti della Medaglia
d’oro al Valor Militare.
Anche
in Albania la situazione divenne pesante per gli italiani dopo la comunicazione
dell’8 settembre: circa 120mila persone, sia militari che civili, erano
bloccate nella zona. Anche lì, i soldati ricevettero l’ordine di consegnare le
armi. La resistenza albanese, già organizzata, passò per le armi molti
italiani, mentre altri si trovarono in forti ristrettezze, patendo anche la
fame; altri gruppi italiani formarono bande partigiane che combattevano contro
i tedeschi, come fu per i battaglioni “Firenze” e “Gramsci”. I tedeschi,
quindi, costituirono delle formazioni miste con i volontari albanesi che
rimanevano dalla parte nazifascista e occuparono il Regno d’Albania fino al
ritiro. Anche in Albania prese avvio una situazione di guerra civile.
[1] Alessia
Biasiolo è Membro Associato al CESVAM, professoressa, docente del Master di 1°
Livello in Storia Militare Contemporanea, Commendatore al Merito della
Repubblica Italiana, Socio dell’Istituto del Nastro Azzurro
domenica 20 settembre 2020
giovedì 10 settembre 2020
Infocesvam, n. 9 1 settembre 2020
INFOCESVAM
BOLLETTINO
NOTIZIE DEL CENTRO STUDI SUL VALORE MILITARE
centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org
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ANNO VII, I, N.9, 1 settembre 2020
VII/9/92. Dizionario
minimo della Grande Guerra. Glossario, 1914, 1915. 1916, 1917 e 1918 Disponibile
alla Vendita. Info. Segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org
VII/9/93. Progetto Dizionario Minimo della Grande
Guerra. È stato portato a termine il manoscritto n.5. del Volume Compendio 1943
VII/9/94. È stato
acquisto il manoscritto n, 1 del volume primo del progetto sulle leggi Razziali
predisposto dall’autrice Prof.ssa Alessia Biasiolo. Inizia per questo volume la
fase di editing. La pubblicazione è prevista per il mese di luglio o, in
alternativa, settembre p.v.
VII/9/95. Il 18 agosto 2020
è stata consegnata la bozza finale alla Casa Editrice Archeo Ares n. 2 del 2020
della Rivista QUADERNI. Colore Copertina Giallo
VII/9/96. Master di
Politica Militare Comparata. Risultano al momento due iscrizioni
VII/9/97. Emeroteca. La
Catalogazione delle riviste presenti registra il numero delle Riviste, pari a
86 Titoli. Le Riviste sono state catalogate per anno di edizione
è stata interrotta per la
impossibilità di essere presenti in sede.
VII/9/98. Progetto
Prigionia della Grande Guerra. È stato completato per il volume 2 il
manoscritto n. 3. Lo sviluppo dei rapporti con la Croce Nera d’Austria
condiziona il prosieguo del progetto. Contattato il Comune di Badanossogny,
nome ungherese per Kirchenburg, nome tedesco, che ha risposto inviando
materiale di storia locale riguardante i prigionieri italiani ed una lapide che
li ricorda.
VII/9/99. Sito del Nastro
Azzurro. Banner relativo alla Storia del Nastro Azzurro. È allo studio la
possibilità di utilizzarlo, dal 1 ottobre anche come filiera di diffusione e
conoscenza della Rivista QUADERNI E dei Volumi della Collana.
VII/9/100: La piattaforma
Cesvam è stata collaudata tecnicamente, dopo le problematiche avute nei mesi
scorsi. La implementazione delle varie rubriche inizierà a breve.
VII//101. Giornata del
Decorato 2020. Convegno. Tema del convegno “ Il Valore Militare nella Guerra di
Liberazione. Il primo anno . settembre-dicembre 1943” organizzato su due
tornate. Che si doveva tenere a Catania ad ottobre è stata rinviata al 2022
causa epidemia in corso.
VII/9/102. Progetto 2016/4/E Dizionario minimo della
Guerra di Liberazione, Approntato il manoscritto n. 5 del Compendio 1943. Inviato
per la revisione ai Coautori, che l’hanno restituito. Inviato alla Casa
Editrice per l’approntamento della I Bozza
VII/9/103. Progetto
2017/5/E. Capire la Grande Guerra. Il Volume III dedicato ai Generali dal
titolo “Gli artefici della Vittoria” è disponibile presso la Sede Nazionale. Per
la vendita
VII/9/104.Progetto “I
Soldati del primo Tricolore”. Roberto Olevano è il capo fila del progetto con
l’intendo di studiare le operazioni in Italia dal 1799 a quelle dopo Marengo
1799-1801. Il Progetto è definito 2020/3 Partecipa al progetto Giancarlo
Ramaccia.
VII/9/105. Il 2 luglio
2020 si è tenuta la sessione estiva dell’anno accademico 2019-2020 del master
di 1° Livello in Storia Militare Contemporanea- 1796 -1960 II Edizione. Si sono
Laureati 6 frequentatori.
VII/9/106. Il Gabinetto
del Ministro della Difesa ha comunicato che i Progetti approvati per il 2020
sono 3. Gli altri 12, pur rilevando la validità, non possono essere accolti per
carenza di fondi. Si riserva di comunicare i Titoli dei progetti
VII/8/107 Il progetto
2017/ dedicato allo Sbarco di Anzio nel suo sviluppo ha edito il manoscritto n.
4 del Volume II “Gli Italiani sulla testa di Ponte di Anzio”. Al progetto è
stato associato Roberto Olevano
VII/9/108. Progetto
2019/1 I soldati Italiani in Russia 1941- 1946. È stato completato il
manoscritto n.2 relativo alle operazioni del 1941-1943 del CSIR e dell’ARMIR e
la Relazione del gen. Messe. Il volume II riporta la raccolta del materiale
documentario dell’Archivio Resta. Al momento sono state predisposte 11
relazioni.
VII/9/109. La Rivista
QUADERNI n. 2 del 2020 (Copertina Colore Giallo) è stata edita. Disponibile in
sede sarà inviata nel mese di ottobre p.v.
VII/9/110. Promozione
Editoria. È stata appronta la Mani List delle Federazioni per l’invio periodico
del Sommario della Nota Redazionale, della Copertina e dell’Editoriale della
Rivista QUADERNI a partire dal n. 1 del 2019 a solo titolo informativo.
VII/9/111. Rivista
Quaderni. È stato aggiornato il Quaderno di carico dei numeri disponibili alla
vendita. Il prezzo di carico, come per i libri, è stato individuato nel prezzo
ponderato, ovvero lo 0,75 del prezzo di ogni copia
VII/9/112. Progetto Leggi
Raziali. È stato completato dall’Autore il manoscritto n.5 del volume 1. È
quindi stato inviato alla Casa Editrice per l’approntamento della Bozza 1.
VII/9/113. Dizionario
minimo della Grande Guerra. È stato deciso, causa situazione Covid 19, di
comune accordo con il Comando della Regione Militare Marche di soprassedere
alla presentazione del Dizionario in occasione del 4 novembre prossimo.
VII/9/114. Università
UNICUSANO Roma. Sono stati definiti i termini di chiusura del Master di 1°
Livello in Storia Militare Contemporanea dal 1796 al 1960. Anno Accademico
2018-2019. Sono State Tenute due sessioni di Laurea nov. 2018 febbraio 2019. Si
procede alla fase della liquidazione amministrativa
VII/9/115. Museo
dell’Istituto del Nastro Azzurro. Sono disponibile le copie della Pubblicazione
al costo simbolico di 2 euro.
VII/9/116. Progetto Leggi
Raziali. La Casa Editrice ha inviato la Bozza 1 che al momento è alla
correzione diretta dell’Autrice.
VII/9/117. Medaglie
Commemorative. Una ricognizione presso gli Uffici di Segreteria ha permesso di
constatare che sono disponibili medaglie commemorative dei Congressi del Nastro
Azzurro degli Anni Passati compreso due del periodo fra le due guerre. L’alto
valore commemorativo di queste Medaglie è indubbio.
VII/9/118. Master di 1°
Livello In Storia Militare Contemporanea. Giovanni Battelli ha predisposto il
modulo di aggiornamento relativo agli ordinamenti. Predisposta la Sinossi.
VII/9/11. Coro di
aggiornamento per Insegnati. L’apertura della scuola ripropone l’avvio delle
predisposizioni per l’attuazione di questo corso a partire dal mese di ottobre.
La situazione Covid19 sarà tenuta presente se attivarlo oppure soprassedere.
VII/9/120. Prossimo
INFOCESVAM sarà pubblicato il 1 ottobre 2020







