mercoledì 30 marzo 2022
sabato 19 marzo 2022
M.llo Pilota Giovanni Zorn.. 1944. Iconografia
invio l'allegata documentazione al fina della sua conservazione, relativa al M.llo Zorn, abbattuto il 9 agosto 1944 all'aeroporto di Kaufbeuren da una coppia di p 51 del 384 ° FS durante un'incursione di 52 P 51 D del 364° F G ( 8^ A F U.S. A. A. F. ) sull'area di Monaco. Il M- llo Zorn pilotava un Sa 202 d'addestramento, disarmato, in volo di trasferimento.
giovedì 10 marzo 2022
Un personaggio della Grande Guerra. Capitano Pietro Zaninelli
Maria Luisa Suprani Querzoli
Il coraggio e
la generosità: la figura del Capitano Pietro Zaninelli
Se vuoi
trovar l’Arcangelo da fante travestito,
ricercalo a
Manzano e troverai l’ardito![1]
Una brevissima
premessa di ordine personale: durante uno dei miei viaggi sul Montello,
passando nei pressi della Casa Bianca, appresi dell’eroico gesto del Capitano
Zaninelli[2],
gesto lucido e generoso a fronte della prospettiva pressoché certa
dell’imminente fine.
Il valore degli Aditi è
proverbiale, così come le loro abilità, ma il coraggio del giovane Capitano è
da ascriversi ad un’altra categoria, quella della mera generosità d’animo: l’unica
sua foto ad oggi pervenuta (dove lo
sguardo è lasciato all’immaginazione dell’osservatore) può essere assunta a
ritratto di un’integrità e di una saldezza alle quali l’esaltazione appare
estranea.
Il Montello, di per sé, rimanda
all’asprissima Battaglia del Solstizio[3],
la stessa che assistette alla perdita della figura dell’Asso dei Cieli,
Maggiore Francesco Baracca. Gli Arditi detennero il triste primato, in quel
frangente, della percentuale più alta di Caduti[4].
Durante tale battaglia d’arresto,
la riconquista delle posizioni perdute sul Montello e a Nervesa divenne un
obiettivo ineludibile.
Del dispositivo d’attacco predisposto
allo scopo faceva parte la 1ª Compagnia ‘Aosta’, comandata dal
Capitano Zaninelli. Il pomeriggio del 15 giugno 1918 essa fu impegnata in
quattro assalti sanguinosissimi contro la Casa Bianca (ora Casa Zaninelli), caposaldo
– osservatorio di grande rilevanza, tanto da renderne necessaria la pressoché
impossibile conquista. Fu durante l’ultimo di questi assalti che il Capitano
perì. L’osservatorio riuscì a giungere in mano italiana solo durante la notte,
grazie al concorso della Compagnia ‘Monte Piana’[5].
La narrazione del momento,
densissimo, precedente l’attacco:
Poi, tra Maggiore [Freguglia] e Capitano [Zaninelli] un rapido colloquio:
gli ultimi ordini e gli ultimi scambi di idee davanti al terreno della
battaglia; gli sguardi fissi al di là della siepe di destra; cenni con le mani,
entro l’ingombro del fogliame, a indicare possibili vie, a stabilire
obbiettivi.
E quando il Maggiore s’era allontanato, aveva ancora detto:
“Attento, tra poco, al segnale di tromba!”.
Tra poco. Gli assalitori eran lì, in attesa, sulla piccola striscia umida
della strada sterrata tra le siepi, scherzando da ragazzi in piena libertà.
[…]
Zaninelli, pochi metri a monte del brusio delle Fiamme nere s’era, dal
Cappellano del Reparto, in cristiana umiltà, confessato. Ora rientrava
sorridente e sereno in mezzo agli assalitori che lo idolatravano. Timore della
morte? All’ufficiale del II plotone che gli chiede in quell’attimo un ulteriore
schiarimento, egli risponde senza la minima titubanza:
“Non vi preoccupate: ci sarò io!”.
[…]
Eccolo: l’attacco!
La Compagnia esce all’assalto in perfetta formazione d’attacco. […] La
Compagnia di Zaninelli s’è buttata fuori dalla strada […] aprendosi a forza il
varco attraverso la siepe di destra.
“Avanti a plotoni affiancati”.
E dopo pochi passi:
“Di corsa”.
Il Capitano stesso intona il canto degli Arditi.[6]
Medaglia d’Argento al
Valor Militare
Cadeva colpito a morte
da mitragliatrice nemica
alla testa degli arditi
della sua compagnia,
dopo averli per tre
volte condotti all’assalto di munita posizione nemica
al canto dell’inno del
battaglione.
Montello, 15 giugno
1918[7]
La leggenda
vuole che, di fronte all’ordine fatale, il Giovane abbia risposto con uno dei
celeberrimi motti degli Arditi, dove traspare lo sprezzo della vita stessa, di
fronte alla salvezza della Patria.
Nel tempo, lo
stesso motto è divenuto sinonimo del massimo disimpegno nonché, anche se le
accezioni appaiono scarsamente convergenti, di una certa indulgenza verso
alcune espressioni del Ventennio (a ben vedere, esse costituiscono un furto del
patrimonio di Valore degli Arditi di cui ancora si attende la restituzione).
La memoria,
se non adeguatamente alimentata, tende a falsare le prospettive.
Può così anche capitare di imbattersi, in un
mercatino di cimeli militari[8],
in una delle numerose Medaglie al Valore dello stesso Zaninelli, ceduta
facilmente grazie all’oblio che
circonda tuttora, immeritatamente, la sua generosità d’animo.
[1]
Strofa tratta da un celebre Stornello degli Arditi (L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del
Montello, Bassano del Grappa: Itinera Progetti, 2017, p. 11).
[2] Capitano
Pietro Zaninelli (Lodi, 11 ottobre 1895 – Giavera del Montello, 15 giugno
1918).
[3] Periodo:
15 – 23 giugno 1918; luoghi: Passo del Tonale; Altopiano dei Sette Comuni;
Monte Grappa; Fiume Piave (Seconda Battaglia del Piave).
[4]
«Particolarmente
tragico fu il bilancio delle perdite in occasione della Battaglia del
Solstizio, per il quale il Comando Supremo comunicò le seguenti percentuali:
Arditi 20%, Fanteria 16%; Bombardieri 7%, Artiglieria 6%, Bersaglieri 6%,
Mitraglieri 5%, Genio 2%»(L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del Montello, cit., p. 14).
[5] Cfr.
ivi, p. 16.
[6] Ivi, pp.
74 – 75.
[7] Ivi, p.
23.
[8] La
testimonianza, risalente al 2011 e tuttora in rete, è presente in un forum
italiani dedicato al mondo militare dei più seguiti.
lunedì 28 febbraio 2022
Istituto Tecnico Industriale Minerario Statale “Giorgio Asproni- Enrico Fermi” di Iglesias. Centenario del MiIlite Ignoto
PROGETTO SCUOLA
IN LABORATORIO ANNO 2021.
Istituto Tecnico Industriale Minerario Statale
“Giorgio Asproni- Enrico Fermi” di Iglesias.
Referente:
Prof.ssa Zurru Silvia – Partecipanti: Classi 5 Chimici e 5 Geotecnici.
Presentazione
della Scuola. L'Istituto
di Istruzione Superiore Statale Minerario Giorgio Asproni è nato il 3 Maggio
del 1871 come Scuola Mineraria, destinata a formare tecnici in grado di gestire
l'attività estrattiva delle miniere locali. Dal 1911 la sede è ubicata in un
prestigioso edificio nella centrale Via Roma di Iglesias; attualmente la
struttura ospita i due indirizzi Chimica dei materiali e Geotecnici. Le aule e
i laboratori sono moderni e funzionali, il contesto architettonico è ricco di
fascino e storia; la scuola è anche sede di una importante Biblioteca, di un
Museo Mineralogico e, nei sotterranei, di un Museo dell'Arte Mineraria. L'accorpamento con l'Istituto Tecnico Commerciale
Enrico Fermi, risalente al 2015, ha rafforzato la presenza significativa della
Scuola nel contesto educativo, culturale e professionale del territorio del
Sulcis Iglesiente. Entrambi gli Istituti hanno seguito l'evoluzione tecnologica
e le sue applicazioni, arricchendo negli anni la loro offerta formativa.
Attualmente gli indirizzi di studio sono, per il settore industriale, i corsi
Geotecnico, Chimico, Elettronico, Informatico e Liceo delle scienze applicate,
per il settore commerciale-turistico i corsi Amministrazione, finanza e
marketing e Turismo.
Presentazione
dell'elaborato. Il
nostro elaborato nasce da una riflessione, dalla consapevolezza che un
monumento, al di là della retorica di molte celebrazioni, è davvero importante
per tenere viva la memoria e impedire che la storia sia dimenticata,
soprattutto la storia delle persone comuni, semplici, ma non per questo meno
importanti e significative. Abbiamo aderito al progetto proposto dal CESVAM e
ne abbiamo condiviso gli obiettivi, abbiamo approfondito la vicenda del Milite Ignoto,
analizzando il materiale che ci è stato inviato dall'Istituto del Nastro Azzurro
e abbiamo iniziato a svolgere alcune ricerche sull'argomento. In particolare,
siamo rimasti molto colpiti da un pensiero di Giulio Douhet: “Tutto
sopportò e vinse il Soldato. Perciò al Soldato bisogna conferire il sommo
onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi
più folli sogni di ambizione. Nel Pantheon deve trovare la sua degna tomba alla
stessa altezza dei Re e del Genio”.
Questa frase ci ha portato ad una riflessione sul legame che si viene a
creare tra un monumento e la memoria collettiva, legame che può mantenersi nel
tempo, ma che rischia di sbiadire e perdere valore, se non interviene qualcosa
che lo rafforzi e gli dia un senso. Così abbiamo scoperto che la consuetudine
di ricordare i caduti in guerra tributando onori e gloria è stata molto diffusa
anche a livello locale; nella nostra città, Iglesias, nel 1921 nacquero due
comitati per raccogliere fondi e onorare la memoria dei caduti della Grande
Guerra. Uno, in particolare, era formato da un gruppo di allievi della nostra
scuola, in gran parte reduci, che vollero realizzare una lapide in marmo in
memoria di undici studenti ed ex studenti vittime del conflitto. La cerimonia
fu molto toccante. Intervennero Associazioni di combattenti, mutilati, madri e vedove
di guerra, autorità civili e militari. La lapide per anni fu onorata e ogni 4
novembre fu omaggiata con corone di fiori e discorsi commemorativi. Poi, con lo
scorrere del tempo, è stata trascurata ed è finita per diventare un oggetto
decorativo, come tanti altri. Generazioni di studenti le sono passate accanto,
senza conoscerne il senso e la storia. A questo punto della ricerca ci siamo
resi conto di aver proprio qui, a pochi metri dalle nostre aule, un monumento
davvero importante, che secondo noi poteva collegarsi con gli obiettivi e le
finalità del progetto. Queste le parole scolpite sulla lapide accanto ai nomi:
LO STUDIO, LA RUDE LOTTA CON LA ROCCIA LI AVEVA TEMPRATI
PUGNARONO CON VALORE DI SARDI
MORIRONO CON LA VISIONE RADIOSA DELLA GRANDEZZA D'ITALIA
Undici nomi, undici date, undici vite spezzate e dimenticate. A volte
le coincidenze sembrano aspettarci, sembrano indicarci che anche il caso può
mostrarci una strada inaspettata... Undici, undici come le bare allineate
difronte a Maria Bergamas, la madre straziata dal dolore e annichilita dal peso
della scelta. E undici come noi, studenti nella stessa scuola, ma 100 anni
dopo... Cosa erano per noi gli undici nomi degli studenti morti in guerra, le
undici date scolpite nel marmo? Cosa sapevamo noi di loro, delle loro vite, del
loro tragico destino? Così è iniziata la nostra ricerca, il nostro laboratorio
di storia. Le prime informazioni, frutto della ricerca nell'albo dei caduti,
hanno confermato che di alcuni dei giovani non si conosce il luogo di sepoltura,
e così li abbiamo sentiti ancora più vicini ai soldati ignoti allineati nella
basilica di Aquileia...
Le fotografie ingiallite, i diari di brigata e i dettagli delle
battaglie che li videro cadere, i certificati di nascita e di morte, gli
archivi della scuola... Storie lontane, di gelo, di polvere, di dolore, le
abbiamo ricostruite e le sentiamo molto più vicine. Ciascuno degli undici
studenti delle due quinte, indirizzo Chimici e Geotecnici, ha avuto il compito
di ricostruire i dettagli della vita degli undici giovani soldati, e per ognuno
di loro, al termine della ricerca, è stata compilata una scheda che contiene
sia i dati biografici che, laddove sia stato possibile, la ricostruzione delle
vicende militari, ricostruita attraverso la lettura di vari testi, in particolare
i diari delle brigate. Conclusa la ricerca, si può fare un bilancio di questa
esperienza. Gli obiettivi che erano stati prefissati sono stati pienamente
raggiunti, e oltre al lavoro in aula e nei laboratori, ci è stata offerta una
occasione straordinaria di approfondimento, grazie al Convegno organizzato il
18 dicembre nell'Aula Magna della Scuola, al quale hanno partecipato il
presidente provinciale del Sulcis Iglesiente dell'Istituto del Nastro azzurro
dott. Madeddu e il vicepresidente colonnello Burdi, il professor Accardo
dell'Università di Cagliari e il colonnello Cadeddu storico militare. In questa
occasione abbiamo avuto l'opportunità di presentare la nostra ricerca, ma
soprattutto di ascoltare i relatori, che hanno ricostruito la vicenda del Milite
Ignoto, parlato del valore e dell'importanza dell'iniziativa promossa dal CESVAM
e evidenziato l'importanza della memoria
per la comunità, aprendo prospettive di riflessione molto profonde e
interessanti. A loro un ringraziamento caloroso, e un augurio per una
collaborazione duratura con la nostra scuola.
Ecco i risultati della nostra ricerca:
domenica 20 febbraio 2022
Remember. Volume. Dal Primo al Secondo Anno di Guerra 1915 -1916.
MASSIMO COLTRINARI,
GIANCARLO RAMACCIA, (a cura di), COMPRENDERE
LA GRANDE GUERRA. DAL PRIMO AL SECONDO ANNO DI GUERRA: 1915 – 1916. ATTI DEL
CONVEGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL DECORATO SALO’ 23-24 APRILE 2016
Roma, Società Editrice Nuova Cultura – Università Sapienza, Collana I Libri del
Nastro Azzurro, Pag. 148, ISBN 978 88 68 127831, Euro 18
Il convegno di studi “Comprendere
la Grande Guerra. Dal Primo al Secondo di Guerra 1915- 1916” si è svolto il 23
aprile 2016 in occasione della Giornata del Decorato del 2016 tenutasi a Salò
per ricordare e comprendere gli eventi iniziali, in questa data centenaria,
della Prima Guerra Mondiale. Le relazioni qui riportate vogliono offrire al
Socio del Nastro Azzurro ed ai lettori spunti per approfondire e capire quei
giorni che diedero l’avvio al nostro impegno in questa guerra che concluse il
nostro risorgimento nazionale. La Giornata del Decorato è stata anche l’occasione
per fare il punto di situazione dell’Istituto del Nastro Azzurro che ha dato
vita ad una Tavola Rotonda di cui si riportano nel volume gli interventi dei
partecipanti, presieduta dal Presidente Nazionale, Tavola Rotonda che si è
conclusa con il pensiero e una preghiera per i Caduti di tutte le guerre e per
la Patria Nostra
Il
volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure
Presso
la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la email:
ordini@nuovacultua.it
o il sito: www.nuovacultura.it/
collane scientifiche)
Presso
la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro (segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)
Informazioni
e dettagli su www.cesvam.org
giovedì 10 febbraio 2022
mercoledì 26 gennaio 2022
mercoledì 19 gennaio 2022
lunedì 10 gennaio 2022
Russia Volume 1. Le vicende dei militari italiani in Russia. "Una avventura non necessaria. Le fonti Bibliografiche
La
Campagna di Russia ha una bibliografia veramente consistente, nel quado di
quella ancora più ampia della partecipazione dell’Italia alla Seconda Guerra
mondiale. In questo primo volume indichiamo quella riferita per lo più agli
anni dal 1951 fino alla fine della guerra, in pratica nel momento in cui gli
avvenimenti si stavano succedendo. Quindi vi sono pubblicazioni che risentono
della propaganda delle due parti in lotta e le prime ricostruzioni degli
avvenimenti ad opera di coloro che subito sentirono il desiderio di rendere
edotti gli Italiani di quello che era succeduto nelle lontane steppe russe. Con
la crisi armistiziale iniziò poi quella triste stagione in cui moltissimi appartenenti al vertice
monarchico-fascista voleva far conoscere
la propria esatta posizione, con la
edizione di “memoriali” che avevano lo scopo di autoassolversi e quindi di dare
la colpa di quanto accaduto “ad altri” ovviamente lontanando da se ogni
responsabilità. Su questo filone della “autogiustificazione” si innesta la
memorialista vera e propria di coloro che furono partecipi degli avvenimenti e
quindi testimoni, con tutte le riserve del caso in quanto il “testimone” porta
la sua personale esperienza, ma non ha una visione d’insieme degli avvenimenti.
Questa indicazione della bibliografia edita riportata sia al termine di ogni
volume che nel volume finale degli Indici ha lo scopo di confrontare i
documenti presentati con quanto poi ogni autore nella sua opera ha presentato
al fine di un confronto tra le fonti che si ritiene quanto mai utile. L’anno di
edizione dell’opera è quindi molto importante, per questo nei volumi singoli la
bibliografia è riporta in modo classico, ovvero per ordine alfabetico
dell’Autore, mentre negli indici, oltre ovviamente a tutta a bibliografia
citata nei volumi, verrà presenta per anno di edizione.
A
questo punto è necessario fareuna breve nota relativa alle pubblicazioni
dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. In Bibliografia si riportano le opere
edite che si ritengono essenziali per una iniziale conoscenza e
contestualizzazione delle vicende dei militari italiani nella campagna di
Russia nel corso della seconda guerra mondiale al fine di una migliore
comprensione dei documenti riportati in questo volume. Per ogni approfondimento
bibliografico si rimanda alla bibliografia annessa alle opere citate, in
special modo al volume “L’Italia nella
relazione ufficiale sovietica sulla Seconda Guerra Mondiale”, Da questa
opera, edita dal Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio
Storico nel 1978, si è tratta la seguente indicazione bibliografica, che appare
esaustiva in relazione alla conoscenza storiografica delle vicende dei militari
italiani in Russia
L'Ufficio Storico
dello Stato Maggiore dell'Esercito ha pubblicato sulla campagna italiana di
Russia quattro volumi: il primo di essi dal titolo “l'8a Armata nella seconda battaglia difensiva del Don -11 dicembre
1942-31 gennaio 1943” venne stampato subito dopo la guerra nel 1946 col
proposito di riferire prontamente al paese sulle principali circostanze che
avevano portato alla grave sconfitta delle nostre unità. Il secondo volume è
del 1947 riguarda le operazioni C.S.I.R. e dell' ARMIR dal giugno 1941 al
ottobre 1942. Si tratta di due brevi monografie scritte in un periodo durante
il quale non era ancora disponibile tutto il materiale documentario italiano,
russo e tedesco per cui i due volumi non potevano essere completi. Essi,
tuttavia, contenevano, sia pure in riassunto.
il fedele resoconto e racconto dello svolgimento di tutte le operazioni
ed hanno rappresentato per circa trenta anni una delle basi indispensabili per
il corretto studio di quegli avvenimenti. Il terzo volume è stato pubblicato
nel 1975 ed ha per titolo “I servizi
logistici delle unità italiane al fronte Russo 1941-1943”. In una
documentata narrazione è descritto il funzionamento dei servizi di campagna al
seguito del C.S.I.R. dell'8a Armata. Il
quarto volume, in ordine cronologico, è uscito nel 1977 col titolo “Le operazioni delle unità italiane al
fronte Russo 1941-1943”. Queste due ultime pubblicazioni per le quali, la
notevole disponibilità di materiale documentario e bibliografico italiano è straniero
acquisito in Archivio durante trenta anni ha consentito un’ampia ed esauriente
sviluppo di tutti gli argomenti, sostituiscono le monografie stampate nel 1946
e nel 1947.” Nel 1978 è stata pubblicato, come detto, il volume “L’Italia nella Relazione Ufficiale Sovietica
sulla Seconda Guerra Mondiale. Questi volumi rappresentano quindi una base
accettabile per poter comprendere la consistenza e la portata dei documenti
pubblicati in questo volume.
giovedì 30 dicembre 2021
Russia. Volume 1. Le vicende dei militari italiani in Russia. Una avventura non necessaria. Le fonti.
In questo volume la documentazione
proposta si apre con due documenti di carattere cronologico: uno che riporta le
tappe essenziali della avanzata
tedesca in Russia, l’altro le tappe
significative indicate da Hitler nel suo discorso dell’11 novembre 1941. Il 1
ottobre 1941 il comunicato tedesco ripreso da tutta la stampa sia tedesca che
internazionale dava ormai per sconfitta la URSS: le perdite inflitte nei tre
mesi di guerra erano tali che difficilmente uno Stato che avesse subito tali
perdite sarebbe stato in grado di sopravvivere. E’ non erano esagerazioni; la
parata per l’anniversario della Rivoluzione d’ottobre che si tenne sulla piazza
Rossa a Mosca nel 1941 ebbe una caratteristica significativa e unica: le truppe
che sfilavano non sarebbero ritornate alle proprie caserme, come normale, ma
avrebbero proseguito direttamente per il fronte, I comunicati tedeschi avevano
ragione così come Hitler e si attendeva solo la richiesta del Governo sovietico
di trattative di resa. Peraltro nel novembre 1941 gli ordini di sgombrare Mosca
erano in esecuzione. Lo stesso Governo e lo Stato Maggiore Generale erano in
procinto di trasferirsi a ridosso degli Urali, con speranze di continuare la
guerra con certo molto alte.
I successivi due documenti riguardano
la preparazione italiana. Il primo, l’approntamento del Battaglione “Cervino”
per il C.I.S.R. in cui si evince che in Russia si mandavano truppe scelte, ben
equipaggiate ed addestrate. La lettera è significativa in quanto la
preparazione logistica (equipaggiamenti ed altro) è ben curata e ben ponderata.
Il dato corrente della scarsezza di equipaggiamento come causa della disfatta e
della tragedia della ritirata permette di dire, leggendo questo documento, che
le cause di detta disfatta e di detta tragedia devono essere cercate altrove.
Il secondo documento è della Direzione di Sanità Militare che formula
raccomandazioni al soldato italiano sul suo comportamento, soprattutto per la
sua integrità fisica e sicurezza personale.
Il quinto documento è la cosiddetta
“Relazione Messe”. Il 1 novembre 1942 il comandante del C.S.I.R., che aveva
condotto le truppe italiane in Russia per oltre un anno raccogliendo
lusinghieri risultati, superando anche un inverno in Russia con successo,
rientrò a Roma per ordine di Mussolini. Fu sostituito da un generale, più
anziano di lui nell’Annuario, ma opaco, di scarsa considerazione, privo di ogni
esperienza di guerra sul fronte orientale. In molti rimasero sorpresi, tedeschi
per primi, di questa soluzione. Messe, oltre al suo passato, aveva conquistato
il cuore e le menti dei suoi soldati, e la stima ed anche l’ammirazione degli
alleati, tedeschi per primi, risolvendo molti aspetti sensibili e difficili e
conseguendo sul campo successi anche significativi. Aveva raggiunto una certa
fama e considerazione. Questa corda era una delle più sensibili agli occhi di
Mussolini (in merito la vicenda Balbo e le sue transvolate fa scuola): nessuno
doveva in fama e considerare dare la purchè minima ombra a lui, Duce del
fascismo. In vritù di questo assioma, che rientra in gran parte nella
megalomania del personaggio, Messe fu sostituito con un generale mediocre.
Tutta la sua esperienza di un anno di guerra, tutti i rapporti intessuti con
gli alleati che stavano dando buoni frutti, furono gettati via in nome di una
vanagloria che va anche inserita in una delle cause della disfatta e della
tragedia della ritirata di Russia. Messe non esitò a scrivere e dire che
l’ARMIR, se fosse stato al suo comando, non avrebbe fatto la fine che fece.
La Relazione qui riprodotta servirà,
poi, di base alla pubblicazione che Giobanni Messe dedicherà alla campagna di
Russia che è stata di nuovo edita nel 2005.
Seguono due documenti, preceduti da
una nota di compiacimento per il comportamento delle truppe italiane e la
relazione di un combattimento del battaglione Monte Cervino, che sono ordini
operativi relativi alle operazioni del luglio 1942. Tre documenti, poi, sono
dedicati alle gesta del “Savoia” Cavalleria e alla nota carica del 24 agosto
1942. I rapporti tra alleati, tra Italiani e tedeschi sono sintetizzati dal
documento in cui vi sono scritte note di compiacomento da parte dell’alleato
tedesco sul comportamento dell’alleato italiano. Quattro documenti di relazioni
del nostro S.I.M., Servizio Informazioni Militare, sulla situazione del nemico
e delle sue riserve, attestano come nel 1942 la URSS ormai aveva superato la
crisi del 1941, che l’aveva portata sull’orlo del disastro e della resa. Una
relazione del generale Comandante la divisione “Torino”, datata 1945, ma riferentesi
al 1941 sui rapporti con la popolazione russa nella fase di avanzata precede
cinque articoli di Luigi Barzini per il Corriere della Sera sull’andamento e
sulle vicende del soldato italiano sul fronte orientale, una testimonianza di
prima mano delle operazioni e dei combattimenti alla vigilia dell’inverno.
Sono 23 documenti, in questo volume,
a cui si affiancano delle fotografie che sono state scattate da un reduce di
Russia e che testimoniano in modo visivo la realtà di quel primo anno di guerra
su fronte russo.
domenica 19 dicembre 2021
Russia Volume 1.Le Vicende dei Militari Italiani in Russia Documentazione
Le fonti documentali
Documento
1. Cronologia degli avvenimenti. 3 luglio – 31 dicembre 1941 secondo le fonti
tedesche
Documento
2. Principali tappe dell’avanzata tedesca in Russia nel 1941 secondo il discorso
di Hitler
dell’11 novembre 1941.
Documento
3. Battaglione Alpino sciatori per il C.S.I.R.
Documento
4. Decalogo di norme igieniche per i militari del C.S.I.R.
Documento
5. C.S.I.R. Relazione sugli avvenimenti del C.S.I.R. e del XXXV C.d.A. (C.S.I.R.)
del
generale di C.d.A.
Giovanni Messe (1 luglio 1941 – 30 settembre 1942).
Documento
6. Ordine del Giorno della I Armata corazzata. Compiacimento del gen. Giovanni
Messe
Documento
7. Impiego del Corpo di Spedizione italiano in Russia.
Documento
8. Monte Cervino. Relazione sul combattimento del 18 maggio 1942.
Documento
9. Direttive per le future operazioni della 17a Armata Germanica. 9 luglio 1942.
Documento
10. Direttive per le future operazioni nel caso di ripiegamento nemico. 10
luglio 1942.
Documento
11. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Diario
Storico dal 1 al 31 luglio 1942.
Documento
12. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Relazione
della carica del 24 agosto
1943
Documento
13. Discorso della Eccellenza il generale von Tippeòskirch in occasione della
consegna
delle Croci di Ferro ad Ufficiali e Soldati
del XXXV C.d.A – C.S.I.R
Documento
14 Scacchiere germanico sovietico. Schieramento delle Forze contrapposte e
notizie sul
potenziale bellico e
sulla Situazione generale sovietica secondo l’apprezzamento dello
SM germanico.
Documento
15. Ripercussioni dell’offensiva germanica verso il Volga e verso il Caucaso
sulla
produzione nei bacini della Trancaucasia.
Documento
16. S.U.A. Le basi aeree nella Siberia orientale
Documento
17. Russia. Presumibile consistenza della riserva generale sovietica alla
fronte
occidentale nell’inverno 1942 1943 secondo il
nostro S.I.M. (Servizio Informazioni
Militari.)
Documento
18. Relazione del generale Roberto Lerici Comandante della Divisione “Torino”
al
Maresciallo d’Italia Giovanni Messe.
Documento
19. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
tattica della terra
bruciata. III. Fronte del Don. Novembre 1942.
Documento
20. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia di Powlograd. IV. Fronte del Don.
Novembre 1942.
Documento
21. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,.Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
conquista di Stalino. V. Fronte del Don.
Novembre 1942.
Documento
22. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia del Cemento Armato VI. Fronte del
Don. Novembre 1942
Documento
23. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di
Russia. La
battaglia del gelo. VIII. Fronte del Don. Novembre 1942.
