Le Edizioni a Stampa del CESVAM 2014 - 2024

Le Edizioni a Stampa del CESVAM  2014 - 2024
Catalogo di tutte le edizioni a Stampa del Centro Studi sul valore Militare dell'Istituto del Nastro Azzurro

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO

1866 QUATTRO BATTAGLIE PER IL VENETO
Il volume e acquistabile presso tutte le librerie, oppure si può chiedere alla Casa Editrice (ordini@nuovacultura.it) o all'Istituto del nastro Azzurro (segreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

1866 Il Combattimento di Londrone

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

VOLUME DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE
Il Volume sarà disponibile dal 30 aprile 2025

Collana Storia in Laboratorio

Il piano editoriale per il 1917 è pubblicato con post in data 12 novembre 2016

Per i volumi pubblicati accedere al catalogo della Società Editrice Nuova Cultura con il seguente percorso:
www.nuovacultura.it/catalogo/collanescientifiche/storiainlaboratorio

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014

.La collana Storia in Laboratorio 31 dicembre 2014
Collana Storia in Laboratorio . Aggiornamento sul Canale You Tube: ISTITUTO NASTRO AZZURRO CESVAM

Testo Progetto Storia In Laboratorio

Il testo completo del Progetto Storia in Laboratorio è riportato su questo blog alla data del 10 gennaio 2009.

Si può utilizzare anche la funzione "cerca" digitando Progetto Storia in Laboratorio.

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Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.

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La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011

La Collana Storia in Laboratorio al 31 dicembre 2011
Direttore della Collana: Massimo Coltrinari. (massimo.coltrinari@libero.it)
I testi di "Storia in Laboratorio"
sono riportati
sul sito www.nuovacultura.it
all'indirizzo entra/pubblica con noi/collane scientifiche/collanastoriainlaboratorio/pagine 1 e 2

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sabato 23 aprile 2022

Dizionario minimo della Guerra di Liberazione 1943 -1945 1943 il momento delle scelte GLOSSARIO

 


MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBICCHI, DIZIONARIO MINIMO DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE. 1943. IL MOMENTO DELLE SCELTE. GLOSSARIO, Roma, Edizioni ArcheoAres, Collana I Libri del Nastro Azzurro, Pag. 157, ISBN 978 88 99 822538, Euro 15, Vol. 5

 

Istituto del Nastro Azzurro Fra Combattenti decorati al Valor Militare

 

 

Glossario 1943. Il volume raccoglie i lemmi più significativi dei primi cinque mesi della Guerra di Liberazione, con l’aggiunta di altri riferiti alla caduta del fascismo ed al governo Badoglio nonché alcuni riferiti sia alla seconda guerra mondiale che alle guerre combattute dalla Forze Armate Italiane dal 1935 in poi, con alcuni di essi riferiti a terminologie particolari di uomini e mezzi di questo periodo. I lemmi vengono presentati inizialmente secondo la forma alfabetica classica, poi sono presentati suddivisi per comparti, che sono 9, per facilitare una ricerca più immediata e poi come glossario vero e proprio nella forma più concisa possibile. A corredo, oltre alla bibliografia ed alle avvertenze è stata predisposta una cronologia essenziale dei principali eventi del 1943. Per l’uso di questo glossario si consiglia di consultare prioritariamente il volume dedicato ai Percorsi di Ricerca/ Indici.

 Massimo Coltrinari, generale, storico, è Direttore del Centro Studi sul Valore Militare (CeSVaM) dell’ Istituto del  Nastro Azzurro  fra Combattenti Decorati al Valor Militare. È direttore del Master di I Livello “Storia Militare Contemporanea – 1796 – 1960” presso Università Nicolò Cusano Telematica Roma.

Osvaldo Biribicchi, colonnello, è associato al CeSVaM; è docente al master di 1° Livello in “Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960” presso Università Nicolò Cusano Telematica Roma.; è componente del Consiglio Scientifico del Corso di Aggiornamento per insegnanti dal tema “La pace ed i conflitti dal 1960 ai giorni nostri”. Fa parte del Collegio degli Scrittori della Rivista “Quaderni”





mercoledì 20 aprile 2022

 

MASSIMO COLTRINARI, OSVALDO BIRIBICCHI, DIZIONARIO MINIMO DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE. 1943. IL MOMENTO DELLE SCELTE. COMPENDIO, Roma, Edizioni ArcheoAres, Collana I Libri del Nastro Azzurro, Pag. 202, ISBN 978 88 99 822538, Euro 15, Vol. 5

 

Istituto del Nastro Azzurro Fra Combattenti decorati al Valor Militare

Il volume tratta dei primi quattro mesi della Guerra di Liberazione, Essa non fu né eroica, n esaltante né oggi è piacevole di ricordare. Fu, primariamente, il risultato di un fallimento che è il fallimento del fascismo, sia come movimento sia come regime, come gli eventi del 25 luglio 1943 stanno a documentare. È preceduta da una guerra mondiale, che presenta tutti gli aspetti non esaltanti, ma combattuta dalla forza armate italiane con valore militare, valore militare chiesto, in tutti i casi, fino all’estremo sacrificio. Questo processo, più le vicende politico militari dell’estate del 1943, portano gli Italiani a dover scegliere con chi e da che parte stare. Dalle scelte del settembre-ottobre 1943, nascono i fronti della Guerra di Liberazione, in cui il Compendio è articolato, mentre sul nostro territorio viene combattuta da eserciti stranieri una guerra non nostra. Un Compendio che vuole essere quindi didascalico per sottolineare i significati ed i moniti che scaturiscono da quei mesi, attraverso le biografie di protagonisti. Proprio in loro ricordo il volume, come gli altri del Dizionario, è dedicato al monito di Ruggero Zangrandi: a nulla serve il valore ed il sacrificio di migliaia di uomini semplici, se essi devono porre rimedio ad errori di capi vili e tenaci. Questo è, in stretta sintesi, il reale significato della Guerra di Liberazione

 

Massimo Coltrinari, generale, storico, è Direttore del Centro Studi sul Valore Militare (CeSVaM) dell’Istituto del Nastro Azzurro fra Combattenti Decorati al Valor Militare. È direttore del Master di I Livello “Storia Militare Contemporanea – 1796 – 1960” presso Università Nicolò Cusano Telematica Roma.

Osvaldo Biribicchi, colonnello, è associato al CeSVaM; è docente al master di 1° Livello in “Storia Militare Contemporanea 1796 – 1960” presso Università Nicolò Cusano Telematica Roma.; è componente del Consiglio Scientifico del Corso di Aggiornamento per insegnanti dal tema “La pace ed i conflitti dal 1960 ai giorni nostri”. Fa parte del Collegio degli Scrittori della Rivista “Quaderni



sabato 2 aprile 2022

Andrea Vazzaz : La Caduta di Monte Maggiore

 

Tarcento Venerdi 8 aprile 20220 ore 18 Presentazione

sabato 19 marzo 2022

M.llo Pilota Giovanni Zorn.. 1944. Iconografia

  invio l'allegata documentazione al fina della sua conservazione, relativa al M.llo Zorn, abbattuto il 9 agosto 1944 all'aeroporto di Kaufbeuren da una coppia di p 51 del 384 ° FS durante un'incursione di 52 P 51 D del 364° F G ( 8^ A F U.S. A. A. F. ) sull'area di Monaco. Il M- llo Zorn pilotava un Sa 202 d'addestramento, disarmato, in volo di trasferimento.

                       La documentazione è stata affidata dalla figlia al Comitato di Genova dell' Associazione Nazionale Famiglie Caduti Dispersi in Guerra non essendoci eredi diretti.
                                                                         Il Presidente Provinciale
                                                               Ten Art Pe. cpl Prof. Sergio B. Sabetta












giovedì 10 marzo 2022

Un personaggio della Grande Guerra. Capitano Pietro Zaninelli

 

Maria Luisa Suprani Querzoli

 

Il coraggio e la generosità: la figura del Capitano Pietro Zaninelli

 

 

Se vuoi trovar l’Arcangelo da fante travestito,

ricercalo a Manzano e troverai l’ardito![1]

 

Una  brevissima premessa di ordine personale: durante uno dei miei viaggi sul Montello, passando nei pressi della Casa Bianca, appresi dell’eroico gesto del Capitano Zaninelli[2], gesto lucido e generoso a fronte della prospettiva pressoché certa dell’imminente fine.

Il valore degli Aditi è proverbiale, così come le loro abilità, ma il coraggio del giovane Capitano è da ascriversi ad un’altra categoria, quella della mera generosità d’animo: l’unica sua foto ad oggi pervenuta  (dove lo sguardo è lasciato all’immaginazione dell’osservatore) può essere assunta a ritratto di un’integrità e di una saldezza alle quali l’esaltazione appare estranea.

Il Montello, di per sé, rimanda all’asprissima Battaglia del Solstizio[3], la stessa che assistette alla perdita della figura dell’Asso dei Cieli, Maggiore Francesco Baracca. Gli Arditi detennero il triste primato, in quel frangente, della percentuale più alta di Caduti[4].

Durante tale battaglia d’arresto, la riconquista delle posizioni perdute sul Montello e a Nervesa divenne un obiettivo ineludibile.

Del dispositivo d’attacco predisposto allo scopo faceva parte la 1ª Compagnia ‘Aosta’, comandata dal Capitano Zaninelli. Il pomeriggio del 15 giugno 1918 essa fu impegnata in quattro assalti sanguinosissimi contro la Casa Bianca (ora Casa Zaninelli), caposaldo – osservatorio di grande rilevanza, tanto da renderne necessaria la pressoché impossibile conquista. Fu durante l’ultimo di questi assalti che il Capitano perì. L’osservatorio riuscì a giungere in mano italiana solo durante la notte, grazie al concorso della Compagnia ‘Monte Piana’[5].

La narrazione del momento, densissimo, precedente l’attacco:

 

Poi, tra Maggiore [Freguglia] e Capitano [Zaninelli] un rapido colloquio: gli ultimi ordini e gli ultimi scambi di idee davanti al terreno della battaglia; gli sguardi fissi al di là della siepe di destra; cenni con le mani, entro l’ingombro del fogliame, a indicare possibili vie, a stabilire obbiettivi.

E quando il Maggiore s’era allontanato, aveva ancora detto:

“Attento, tra poco, al segnale di tromba!”.

Tra poco. Gli assalitori eran lì, in attesa, sulla piccola striscia umida della strada sterrata tra le siepi, scherzando da ragazzi in piena libertà.

[…]

Zaninelli, pochi metri a monte del brusio delle Fiamme nere s’era, dal Cappellano del Reparto, in cristiana umiltà, confessato. Ora rientrava sorridente e sereno in mezzo agli assalitori che lo idolatravano. Timore della morte? All’ufficiale del II plotone che gli chiede in quell’attimo un ulteriore schiarimento, egli risponde senza la minima titubanza:

“Non vi preoccupate: ci sarò io!”.

[…]

Eccolo: l’attacco!

La Compagnia esce all’assalto in perfetta formazione d’attacco. […] La Compagnia di Zaninelli s’è buttata fuori dalla strada […] aprendosi a forza il varco attraverso la siepe di destra.

“Avanti a plotoni affiancati”.

E dopo pochi passi:

“Di corsa”.

Il Capitano stesso intona il canto degli Arditi.[6]

 

Medaglia d’Argento al Valor Militare

Cadeva colpito a morte da mitragliatrice nemica

alla testa degli arditi della sua compagnia,

dopo averli per tre volte condotti all’assalto di munita posizione nemica

al canto dell’inno del battaglione.

 

Montello, 15 giugno 1918[7]

 

La leggenda vuole che, di fronte all’ordine fatale, il Giovane abbia risposto con uno dei celeberrimi motti degli Arditi, dove traspare lo sprezzo della vita stessa, di fronte alla salvezza della Patria.

Nel tempo, lo stesso motto è divenuto sinonimo del massimo disimpegno nonché, anche se le accezioni appaiono scarsamente convergenti, di una certa indulgenza verso alcune espressioni del Ventennio (a ben vedere, esse costituiscono un furto del patrimonio di Valore degli Arditi di cui ancora si attende la restituzione).

La memoria, se non adeguatamente alimentata, tende a falsare le prospettive.

Può  così anche capitare di imbattersi, in un mercatino di cimeli militari[8], in una delle numerose Medaglie al Valore dello stesso Zaninelli, ceduta facilmente grazie all’oblio che circonda tuttora, immeritatamente, la sua generosità d’animo.

 

 



[1] Strofa tratta da un celebre Stornello degli Arditi (L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del Montello, Bassano del Grappa: Itinera Progetti, 2017, p. 11).

[2] Capitano Pietro Zaninelli (Lodi, 11 ottobre 1895 – Giavera del Montello, 15 giugno 1918).

[3] Periodo: 15 – 23 giugno 1918; luoghi: Passo del Tonale; Altopiano dei Sette Comuni; Monte Grappa; Fiume Piave (Seconda Battaglia del Piave).

[4] «Particolarmente tragico fu il bilancio delle perdite in occasione della Battaglia del Solstizio, per il quale il Comando Supremo comunicò le seguenti percentuali: Arditi 20%, Fanteria 16%; Bombardieri 7%, Artiglieria 6%, Bersaglieri 6%, Mitraglieri 5%, Genio 2%»(L. Freguglia, XXVII Battaglione d’Assalto. Gli Eroi del Montello, cit., p. 14).

[5] Cfr. ivi, p. 16.

[6] Ivi, pp. 74 – 75.

[7] Ivi, p. 23.

[8] La testimonianza, risalente al 2011 e tuttora in rete, è presente in un forum italiani dedicato al mondo militare dei più seguiti.

lunedì 28 febbraio 2022

Istituto Tecnico Industriale Minerario Statale “Giorgio Asproni- Enrico Fermi” di Iglesias. Centenario del MiIlite Ignoto

 

PROGETTO SCUOLA IN LABORATORIO ANNO 2021.

Istituto Tecnico Industriale Minerario Statale “Giorgio Asproni- Enrico Fermi” di Iglesias.

Referente: Prof.ssa Zurru Silvia – Partecipanti: Classi 5 Chimici e 5 Geotecnici.

Presentazione della Scuola. L'Istituto di Istruzione Superiore Statale Minerario Giorgio Asproni è nato il 3 Maggio del 1871 come Scuola Mineraria, destinata a formare tecnici in grado di gestire l'attività estrattiva delle miniere locali. Dal 1911 la sede è ubicata in un prestigioso edificio nella centrale Via Roma di Iglesias; attualmente la struttura ospita i due indirizzi Chimica dei materiali e Geotecnici. Le aule e i laboratori sono moderni e funzionali, il contesto architettonico è ricco di fascino e storia; la scuola è anche sede di una importante Biblioteca, di un Museo Mineralogico e, nei sotterranei, di un Museo dell'Arte Mineraria.  L'accorpamento con l'Istituto Tecnico Commerciale Enrico Fermi, risalente al 2015, ha rafforzato la presenza significativa della Scuola nel contesto educativo, culturale e professionale del territorio del Sulcis Iglesiente. Entrambi gli Istituti hanno seguito l'evoluzione tecnologica e le sue applicazioni, arricchendo negli anni la loro offerta formativa. Attualmente gli indirizzi di studio sono, per il settore industriale, i corsi Geotecnico, Chimico, Elettronico, Informatico e Liceo delle scienze applicate, per il settore commerciale-turistico i corsi Amministrazione, finanza e marketing e Turismo.

Presentazione dell'elaborato. Il nostro elaborato nasce da una riflessione, dalla consapevolezza che un monumento, al di là della retorica di molte celebrazioni, è davvero importante per tenere viva la memoria e impedire che la storia sia dimenticata, soprattutto la storia delle persone comuni, semplici, ma non per questo meno importanti e significative. Abbiamo aderito al progetto proposto dal CESVAM e ne abbiamo condiviso gli obiettivi, abbiamo approfondito la vicenda del Milite Ignoto, analizzando il materiale che ci è stato inviato dall'Istituto del Nastro Azzurro e abbiamo iniziato a svolgere alcune ricerche sull'argomento. In particolare, siamo rimasti molto colpiti da un pensiero di Giulio Douhet: “Tutto sopportò e vinse il Soldato. Perciò al Soldato bisogna conferire il sommo onore, quello cui nessuno dei suoi condottieri può aspirare neppure nei suoi più folli sogni di ambizione. Nel Pantheon deve trovare la sua degna tomba alla stessa altezza dei Re e del Genio”.

Questa frase ci ha portato ad una riflessione sul legame che si viene a creare tra un monumento e la memoria collettiva, legame che può mantenersi nel tempo, ma che rischia di sbiadire e perdere valore, se non interviene qualcosa che lo rafforzi e gli dia un senso. Così abbiamo scoperto che la consuetudine di ricordare i caduti in guerra tributando onori e gloria è stata molto diffusa anche a livello locale; nella nostra città, Iglesias, nel 1921 nacquero due comitati per raccogliere fondi e onorare la memoria dei caduti della Grande Guerra. Uno, in particolare, era formato da un gruppo di allievi della nostra scuola, in gran parte reduci, che vollero realizzare una lapide in marmo in memoria di undici studenti ed ex studenti vittime del conflitto. La cerimonia fu molto toccante. Intervennero Associazioni di combattenti, mutilati, madri e vedove di guerra, autorità civili e militari. La lapide per anni fu onorata e ogni 4 novembre fu omaggiata con corone di fiori e discorsi commemorativi. Poi, con lo scorrere del tempo, è stata trascurata ed è finita per diventare un oggetto decorativo, come tanti altri. Generazioni di studenti le sono passate accanto, senza conoscerne il senso e la storia. A questo punto della ricerca ci siamo resi conto di aver proprio qui, a pochi metri dalle nostre aule, un monumento davvero importante, che secondo noi poteva collegarsi con gli obiettivi e le finalità del progetto. Queste le parole scolpite sulla lapide accanto ai nomi:

LO STUDIO, LA RUDE LOTTA CON LA ROCCIA LI AVEVA TEMPRATI

PUGNARONO CON VALORE DI SARDI

MORIRONO CON LA VISIONE RADIOSA DELLA GRANDEZZA D'ITALIA

Undici nomi, undici date, undici vite spezzate e dimenticate. A volte le coincidenze sembrano aspettarci, sembrano indicarci che anche il caso può mostrarci una strada inaspettata... Undici, undici come le bare allineate difronte a Maria Bergamas, la madre straziata dal dolore e annichilita dal peso della scelta. E undici come noi, studenti nella stessa scuola, ma 100 anni dopo... Cosa erano per noi gli undici nomi degli studenti morti in guerra, le undici date scolpite nel marmo? Cosa sapevamo noi di loro, delle loro vite, del loro tragico destino? Così è iniziata la nostra ricerca, il nostro laboratorio di storia. Le prime informazioni, frutto della ricerca nell'albo dei caduti, hanno confermato che di alcuni dei giovani non si conosce il luogo di sepoltura, e così li abbiamo sentiti ancora più vicini ai soldati ignoti allineati nella basilica di Aquileia...

Le fotografie ingiallite, i diari di brigata e i dettagli delle battaglie che li videro cadere, i certificati di nascita e di morte, gli archivi della scuola... Storie lontane, di gelo, di polvere, di dolore, le abbiamo ricostruite e le sentiamo molto più vicine. Ciascuno degli undici studenti delle due quinte, indirizzo Chimici e Geotecnici, ha avuto il compito di ricostruire i dettagli della vita degli undici giovani soldati, e per ognuno di loro, al termine della ricerca, è stata compilata una scheda che contiene sia i dati biografici che, laddove sia stato possibile, la ricostruzione delle vicende militari, ricostruita attraverso la lettura di vari testi, in particolare i diari delle brigate. Conclusa la ricerca, si può fare un bilancio di questa esperienza. Gli obiettivi che erano stati prefissati sono stati pienamente raggiunti, e oltre al lavoro in aula e nei laboratori, ci è stata offerta una occasione straordinaria di approfondimento, grazie al Convegno organizzato il 18 dicembre nell'Aula Magna della Scuola, al quale hanno partecipato il presidente provinciale del Sulcis Iglesiente dell'Istituto del Nastro azzurro dott. Madeddu e il vicepresidente colonnello Burdi, il professor Accardo dell'Università di Cagliari e il colonnello Cadeddu storico militare. In questa occasione abbiamo avuto l'opportunità di presentare la nostra ricerca, ma soprattutto di ascoltare i relatori, che hanno ricostruito la vicenda del Milite Ignoto, parlato del valore e dell'importanza dell'iniziativa promossa dal CESVAM e  evidenziato l'importanza della memoria per la comunità, aprendo prospettive di riflessione molto profonde e interessanti. A loro un ringraziamento caloroso, e un augurio per una collaborazione duratura con la nostra scuola.

Ecco i risultati della nostra ricerca:

domenica 20 febbraio 2022

Remember. Volume. Dal Primo al Secondo Anno di Guerra 1915 -1916.

 


MASSIMO COLTRINARI, GIANCARLO RAMACCIA, (a cura di), COMPRENDERE LA GRANDE GUERRA. DAL PRIMO AL SECONDO ANNO DI GUERRA: 1915 – 1916. ATTI DEL CONVEGNO IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DEL DECORATO SALO’ 23-24 APRILE 2016 Roma, Società Editrice Nuova Cultura – Università Sapienza, Collana I Libri del Nastro Azzurro, Pag. 148, ISBN 978 88 68 127831, Euro 18

Il convegno di studi “Comprendere la Grande Guerra. Dal Primo al Secondo di Guerra 1915- 1916” si è svolto il 23 aprile 2016 in occasione della Giornata del Decorato del 2016 tenutasi a Salò per ricordare e comprendere gli eventi iniziali, in questa data centenaria, della Prima Guerra Mondiale. Le relazioni qui riportate vogliono offrire al Socio del Nastro Azzurro ed ai lettori spunti per approfondire e capire quei giorni che diedero l’avvio al nostro impegno in questa guerra che concluse il nostro risorgimento nazionale. La Giornata del Decorato è stata anche l’occasione per fare il punto di situazione dell’Istituto del Nastro Azzurro che ha dato vita ad una Tavola Rotonda di cui si riportano nel volume gli interventi dei partecipanti, presieduta dal Presidente Nazionale, Tavola Rotonda che si è conclusa con il pensiero e una preghiera per i Caduti di tutte le guerre e per la Patria Nostra

Il volume è acquistabile in tutte le librerie. Oppure

Presso la Casa Editrice, (Società Editrice Nuova Cultura attraverso la email:

ordini@nuovacultua.it o il sito: www.nuovacultura.it/ collane scientifiche)

Presso la Segreteria dell’Istituto del Nastro Azzurro (segrreteriagenerale@istitutonastroazzurro.org)

Informazioni e dettagli su www.cesvam.org




mercoledì 19 gennaio 2022

INFOCESVAM DIVIENE BIMESTRALE

 LA EDIZIONE DI 

INFOCESVAM

 DAL 2022

 SARA' BIMESTRALE

lunedì 10 gennaio 2022

Russia Volume 1. Le vicende dei militari italiani in Russia. "Una avventura non necessaria. Le fonti Bibliografiche


 

La Campagna di Russia ha una bibliografia veramente consistente, nel quado di quella ancora più ampia della partecipazione dell’Italia alla Seconda Guerra mondiale. In questo primo volume indichiamo quella riferita per lo più agli anni dal 1951 fino alla fine della guerra, in pratica nel momento in cui gli avvenimenti si stavano succedendo. Quindi vi sono pubblicazioni che risentono della propaganda delle due parti in lotta e le prime ricostruzioni degli avvenimenti ad opera di coloro che subito sentirono il desiderio di rendere edotti gli Italiani di quello che era succeduto nelle lontane steppe russe. Con la crisi armistiziale iniziò poi quella triste stagione in cui  moltissimi appartenenti al vertice monarchico-fascista  voleva far conoscere la propria  esatta posizione, con la edizione di “memoriali” che avevano lo scopo di autoassolversi e quindi di dare la colpa di quanto accaduto “ad altri” ovviamente lontanando da se ogni responsabilità. Su questo filone della “autogiustificazione” si innesta la memorialista vera e propria di coloro che furono partecipi degli avvenimenti e quindi testimoni, con tutte le riserve del caso in quanto il “testimone” porta la sua personale esperienza, ma non ha una visione d’insieme degli avvenimenti. Questa indicazione della bibliografia edita riportata sia al termine di ogni volume che nel volume finale degli Indici ha lo scopo di confrontare i documenti presentati con quanto poi ogni autore nella sua opera ha presentato al fine di un confronto tra le fonti che si ritiene quanto mai utile. L’anno di edizione dell’opera è quindi molto importante, per questo nei volumi singoli la bibliografia è riporta in modo classico, ovvero per ordine alfabetico dell’Autore, mentre negli indici, oltre ovviamente a tutta a bibliografia citata nei volumi, verrà presenta per anno di edizione.

 

A questo punto è necessario fareuna breve nota relativa alle pubblicazioni dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito. In Bibliografia si riportano le opere edite che si ritengono essenziali per una iniziale conoscenza e contestualizzazione delle vicende dei militari italiani nella campagna di Russia nel corso della seconda guerra mondiale al fine di una migliore comprensione dei documenti riportati in questo volume. Per ogni approfondimento bibliografico si rimanda alla bibliografia annessa alle opere citate, in special modo al volume “L’Italia nella relazione ufficiale sovietica sulla Seconda Guerra Mondiale”, Da questa opera, edita dal Ministero della Difesa, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico nel 1978, si è tratta la seguente indicazione bibliografica, che appare esaustiva in relazione alla conoscenza storiografica delle vicende dei militari italiani in Russia

L'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito ha pubblicato sulla campagna italiana di Russia quattro volumi: il primo di essi dal titolo “l'8a Armata nella seconda battaglia difensiva del Don -11 dicembre 1942-31 gennaio 1943” venne stampato subito dopo la guerra nel 1946 col proposito di riferire prontamente al paese sulle principali circostanze che avevano portato alla grave sconfitta delle nostre unità. Il secondo volume è del 1947 riguarda le operazioni C.S.I.R. e dell' ARMIR dal giugno 1941 al ottobre 1942. Si tratta di due brevi monografie scritte in un periodo durante il quale non era ancora disponibile tutto il materiale documentario italiano, russo e tedesco per cui i due volumi non potevano essere completi. Essi, tuttavia, contenevano, sia pure in riassunto.  il fedele resoconto e racconto dello svolgimento di tutte le operazioni ed hanno rappresentato per circa trenta anni una delle basi indispensabili per il corretto studio di quegli avvenimenti. Il terzo volume è stato pubblicato nel 1975 ed ha per titolo “I servizi logistici delle unità italiane al fronte Russo 1941-1943”. In una documentata narrazione è descritto il funzionamento dei servizi di campagna al seguito del C.S.I.R. dell'8a Armata.  Il quarto volume, in ordine cronologico, è uscito nel 1977 col titolo “Le operazioni delle unità italiane al fronte Russo 1941-1943”. Queste due ultime pubblicazioni per le quali, la notevole disponibilità di materiale documentario e bibliografico italiano è straniero acquisito in Archivio durante trenta anni ha consentito un’ampia ed esauriente sviluppo di tutti gli argomenti, sostituiscono le monografie stampate nel 1946 e nel 1947.” Nel 1978 è stata pubblicato, come detto, il volume “L’Italia nella Relazione Ufficiale Sovietica sulla Seconda Guerra Mondiale. Questi volumi rappresentano quindi una base accettabile per poter comprendere la consistenza e la portata dei documenti pubblicati in questo volume.

 

giovedì 30 dicembre 2021

Russia. Volume 1. Le vicende dei militari italiani in Russia. Una avventura non necessaria. Le fonti.

 


In questo volume la documentazione proposta si apre con due documenti di carattere cronologico: uno che riporta le tappe essenziali della avanzata

tedesca in Russia, l’altro le tappe significative indicate da Hitler nel suo discorso dell’11 novembre 1941. Il 1 ottobre 1941 il comunicato tedesco ripreso da tutta la stampa sia tedesca che internazionale dava ormai per sconfitta la URSS: le perdite inflitte nei tre mesi di guerra erano tali che difficilmente uno Stato che avesse subito tali perdite sarebbe stato in grado di sopravvivere. E’ non erano esagerazioni; la parata per l’anniversario della Rivoluzione d’ottobre che si tenne sulla piazza Rossa a Mosca nel 1941 ebbe una caratteristica significativa e unica: le truppe che sfilavano non sarebbero ritornate alle proprie caserme, come normale, ma avrebbero proseguito direttamente per il fronte, I comunicati tedeschi avevano ragione così come Hitler e si attendeva solo la richiesta del Governo sovietico di trattative di resa. Peraltro nel novembre 1941 gli ordini di sgombrare Mosca erano in esecuzione. Lo stesso Governo e lo Stato Maggiore Generale erano in procinto di trasferirsi a ridosso degli Urali, con speranze di continuare la guerra con certo molto alte.

I successivi due documenti riguardano la preparazione italiana. Il primo, l’approntamento del Battaglione “Cervino” per il C.I.S.R. in cui si evince che in Russia si mandavano truppe scelte, ben equipaggiate ed addestrate. La lettera è significativa in quanto la preparazione logistica (equipaggiamenti ed altro) è ben curata e ben ponderata. Il dato corrente della scarsezza di equipaggiamento come causa della disfatta e della tragedia della ritirata permette di dire, leggendo questo documento, che le cause di detta disfatta e di detta tragedia devono essere cercate altrove. Il secondo documento è della Direzione di Sanità Militare che formula raccomandazioni al soldato italiano sul suo comportamento, soprattutto per la sua integrità fisica e sicurezza personale.

Il quinto documento è la cosiddetta “Relazione Messe”. Il 1 novembre 1942 il comandante del C.S.I.R., che aveva condotto le truppe italiane in Russia per oltre un anno raccogliendo lusinghieri risultati, superando anche un inverno in Russia con successo, rientrò a Roma per ordine di Mussolini. Fu sostituito da un generale, più anziano di lui nell’Annuario, ma opaco, di scarsa considerazione, privo di ogni esperienza di guerra sul fronte orientale. In molti rimasero sorpresi, tedeschi per primi, di questa soluzione. Messe, oltre al suo passato, aveva conquistato il cuore e le menti dei suoi soldati, e la stima ed anche l’ammirazione degli alleati, tedeschi per primi, risolvendo molti aspetti sensibili e difficili e conseguendo sul campo successi anche significativi. Aveva raggiunto una certa fama e considerazione. Questa corda era una delle più sensibili agli occhi di Mussolini (in merito la vicenda Balbo e le sue transvolate fa scuola): nessuno doveva in fama e considerare dare la purchè minima ombra a lui, Duce del fascismo. In vritù di questo assioma, che rientra in gran parte nella megalomania del personaggio, Messe fu sostituito con un generale mediocre. Tutta la sua esperienza di un anno di guerra, tutti i rapporti intessuti con gli alleati che stavano dando buoni frutti, furono gettati via in nome di una vanagloria che va anche inserita in una delle cause della disfatta e della tragedia della ritirata di Russia. Messe non esitò a scrivere e dire che l’ARMIR, se fosse stato al suo comando, non avrebbe fatto la fine che fece.

La Relazione qui riprodotta servirà, poi, di base alla pubblicazione che Giobanni Messe dedicherà alla campagna di Russia che è stata di nuovo edita nel 2005.

 

Seguono due documenti, preceduti da una nota di compiacimento per il comportamento delle truppe italiane e la relazione di un combattimento del battaglione Monte Cervino, che sono ordini operativi relativi alle operazioni del luglio 1942. Tre documenti, poi, sono dedicati alle gesta del “Savoia” Cavalleria e alla nota carica del 24 agosto 1942. I rapporti tra alleati, tra Italiani e tedeschi sono sintetizzati dal documento in cui vi sono scritte note di compiacomento da parte dell’alleato tedesco sul comportamento dell’alleato italiano. Quattro documenti di relazioni del nostro S.I.M., Servizio Informazioni Militare, sulla situazione del nemico e delle sue riserve, attestano come nel 1942 la URSS ormai aveva superato la crisi del 1941, che l’aveva portata sull’orlo del disastro e della resa. Una relazione del generale Comandante la divisione “Torino”, datata 1945, ma riferentesi al 1941 sui rapporti con la popolazione russa nella fase di avanzata precede cinque articoli di Luigi Barzini per il Corriere della Sera sull’andamento e sulle vicende del soldato italiano sul fronte orientale, una testimonianza di prima mano delle operazioni e dei combattimenti alla vigilia dell’inverno.

Sono 23 documenti, in questo volume, a cui si affiancano delle fotografie che sono state scattate da un reduce di Russia e che testimoniano in modo visivo la realtà di quel primo anno di guerra su fronte russo.

 

domenica 19 dicembre 2021

Russia Volume 1.Le Vicende dei Militari Italiani in Russia Documentazione

 


 Le fonti documentali

Documento 1. Cronologia degli avvenimenti. 3 luglio – 31 dicembre 1941 secondo le fonti tedesche

Documento 2. Principali tappe dell’avanzata tedesca in Russia nel 1941 secondo il discorso di Hitler

                          dell’11 novembre 1941.

Documento 3. Battaglione Alpino sciatori per il C.S.I.R.

Documento 4. Decalogo di norme igieniche per i militari del C.S.I.R.

Documento 5. C.S.I.R. Relazione sugli avvenimenti del C.S.I.R. e del XXXV C.d.A. (C.S.I.R.) del

                          generale di C.d.A. Giovanni Messe (1 luglio 1941 – 30 settembre 1942).

Documento 6. Ordine del Giorno della I Armata corazzata. Compiacimento del gen. Giovanni Messe

Documento 7. Impiego del Corpo di Spedizione italiano in Russia.

Documento 8. Monte Cervino. Relazione sul combattimento del 18 maggio 1942.

Documento 9. Direttive per le future operazioni della 17a Armata Germanica. 9 luglio 1942.

Documento 10. Direttive per le future operazioni nel caso di ripiegamento nemico. 10 luglio 1942.

Documento 11. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Diario   Storico dal 1 al 31 luglio 1942.

Documento 12. 3° Reggimento “Savoia Cavalleria”. Relazione

                           della carica del 24 agosto 1943

Documento 13. Discorso della Eccellenza il generale von Tippeòskirch in occasione della consegna

                           delle Croci di Ferro ad Ufficiali e Soldati del XXXV C.d.A – C.S.I.R

Documento 14 Scacchiere germanico sovietico. Schieramento delle Forze contrapposte e notizie sul

                          potenziale bellico e sulla Situazione generale sovietica secondo l’apprezzamento dello

                          SM germanico.

Documento 15. Ripercussioni dell’offensiva germanica verso il Volga e verso il Caucaso sulla

                           produzione nei bacini della Trancaucasia.

Documento 16. S.U.A. Le basi aeree nella Siberia orientale

Documento 17. Russia. Presumibile consistenza della riserva generale sovietica alla fronte

                            occidentale nell’inverno 1942 1943 secondo il nostro S.I.M. (Servizio Informazioni

                            Militari.)

Documento 18. Relazione del generale Roberto Lerici Comandante della Divisione “Torino” al

                            Maresciallo d’Italia Giovanni Messe.

Documento 19. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di Russia. La

                            tattica della terra bruciata. III. Fronte del Don. Novembre 1942.

Documento 20. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di Russia. La

                            battaglia di Powlograd. IV. Fronte del Don. Novembre 1942.

Documento 21. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,.Gli Italiani nella Campagna di Russia. La

                            conquista di Stalino. V. Fronte del Don. Novembre 1942.

Documento 22. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R,. Gli Italiani nella Campagna di Russia. La

                            battaglia del Cemento Armato VI. Fronte del Don. Novembre 1942

Documento 23. Luigi Barzini. Corriere della Sera/C.S,I,R, Gli Italiani nella Campagna di Russia. La

                            battaglia del gelo.  VIII. Fronte del Don. Novembre 1942.